venerdì 30 marzo 2018

Colombe al triplo cioccolato con lievito madre, cacao crudo, arancia e cioccolato bianco

Quest'anno mi sono messa in testa di provare una ricetta nuova di colomba, tenendo comunque fede alle sospensioni a base di cioccolato visto il grande successo riscontrato nelle scorse Pasque.
La prescelta nello specifico è stata quella del grande Maestro Pasticcere Morandin.
Ho fatto tutte le conversioni del caso con una meticolosità da ingegnere aerospaziale ed ho stilato una dettagliata lista della spesa. Già da qui l'impresa si è fatta più difficile del previsto. Se per Natale non ho avuto nessun problema a reperire al supermercato il tuorlo in brik, in questi giorni è stato come cercare il Santo Graal ed i commessi non sono stati di grande aiuto. Alcuni mi guardavano come se stessi chiedendo di risolvere l'equazione più difficile del mondo con conseguente chiamata al superiore per poi non ricevere nessuna risposta, se non un semplice "non c'è" oppure "non lo teniamo più". Alla fine mi sono rassegnata, ed invece di girare a vuoto in auto, mi sono attaccata al telefono ed ho chiamato tutti i supermercati della zona fino a trovarne uno che potesse soddisfare la mia esigenza. Ho pagato quei tuorli a peso d'oro ma almeno sono riuscita a spuntare tutti gli ingredienti in elenco.
Poi è arrivato il bello, ovvero organizzare la tabella di marcia e mettermi all'opera. Purtroppo fin da subito le cose non sono andate come previsto ed i tempi di lievitazione sono stati molto lunghi, tanto da ritrovarmi alle 4 di notte davanti al forno per cuocerle!
Come se non bastasse al momento di doverle infilzare con gli spilloni per il raffreddamento capovolte, mi sono accorta di avere solo il necessario per 2 colombe! La terza ha raffreddato in piano su una gratella ed infatti non è venuta bene...ma a quell'ora di notte è stato il meglio che sono riuscita a fare!
In poche parole è stata una vera Odissea che mi ha portata a chiudere i battenti con i grandi lievitati pasquali (almeno per il 2018)!


Anche a costo di sembrare blasfema, la ricetta non mi è piaciuta, il risultato non ha soddisfatto le aspettative e credo proprio che non replicherò più l'esperimento. Avrò, comunque, la magra consolazione di essere riuscita anche quest'anno a portare in tavola il dolce per eccellenza della Pasqua e poter dire "l'ho fatta io ed è tutto homemade"!

Se volete vedere delle colombe "serie" andate a gustarvi quelle degli scorsi anni:


Ingredienti x3 stampi da colomba da 500g:

1°impasto
130 g di zucchero semolato
70 g di acqua a t.a.
165 g di tuorlo
135 g di lievito madre attivo*
270 g di farina di tipo 1 macinata a pietra
40 g di acqua a t.a.
165 g di burro bavarese a t.a.
2°impasto
1°impasto lievitato 
100 g di farina di tipo 1 macinata a pietra
55 g di tuorlo
55 g di zucchero semolato
70 g di burro bavarese a t.a.
7 g di sale fino marino
1 fava di Tonka
40 g di granella di cacao crudo bio
205 g di scorza di arancia candita
150 g di gocce di cioccolato bianco fredde di freezer
Olio di riso bio q.b. per il piano di lavoro
Glassa 
230 g di cioccolato fondente al 50%
100 g di panna liquida fresca
30 g di burro bavarese freddo di frigo
Zuccherini colorati/palline argentate q.b.

*Rinfrescare il lievito madre per almeno 3 volte a distanza di 3 ore con pari peso di acqua e il doppio della farina. Infine legare in un canovaccio e attendere altre 3 ore o finché si sente premere sullo spago e fare pressione.
La quantità indicata in ricetta è prelevata dal "cuore".

Per ottenere ottimi risultati, l'impasto deve essere effettuato in planetario o in una macchina semiprofessionale.

Versare nella ciotola della planetario lo zucchero, 70g di acqua e 3/4 dei tuorli. Sciogliere a media velocità con il gancio a foglia.
Sostituire il gancio a foglia con quello ad uncino. Unire il lievito madre spezzettato e tutta la farina. Portare ad incordatura aiutandosi con il resto dei tuorli.
Incorporare poco per volta il burro a bassa velocità senza perdere mai l'incordatura e cercando di non surriscaldare l'impasto. Se necessario fare un fermo macchina e ribaltare la massa.
Infine versare la rimanente acqua e riportare ad incordatura.
Trasferire l'impasto in una ciotola che possa contenere 3 volte il suo volume. Sigillare con pellicola e far lievitare a temperatura ambiente (22-23°C) per circa 12-15 ore.

Versare il primo impasto lievitato nella planetaria insieme alla farina. Far incordare e a bassa velocità unire lo zucchero, precedentemente frullato in polvere con la fava di Tonka, e i tuorli. Appena raggiunge nuovamente l'incordatura aumentare la velocità e incorporare poco per volta il burro senza perdere mai l'incordatura e cercando di non surriscaldare l'impasto. Se necessario fare un fermo macchina e ribaltare la massa. Infine far assorbire il sale. 


Fermare la macchina e a parte preparare le sospensioni, possibilmente fredde di frigo o freezer. Ridurre a piccoli pezzi la scorza d'arancia e mescolare alla granella di cacao crudo e al cioccolato bianco in gocce. A bassa velocità incorporare tutto all'impasto. 


Ungere il piano di lavoro con un velo di olio di riso e rovesciarci l'impasto. Praticare una serie di pieghe a libro e far riposare per 1 ora.


Suddividere l'impasto in 3 parti uguali (circa 530-540g cadauna). Dividere ulteriormente le pezzature in 2 parti, una per le ali (circa 180g) e una per il corpo della colomba (circa 360g). Pirlare brevemente sul piano unto e posizionare negli stampi.


Sigillare con pellicola trasparente e far lievitare al caldo (26-28°C - forno spento con la luce accesa) fino a raggiungere 3 cm dal bordo.


Preriscaldare il forno in funzione statica a 250°C ponendo sul fondo una ciotola colma d'acqua. Infornare le colombe ed abbassare subito la temperatura a 180°C. Cuocere nel 2 ripiano in basso per circa 20 minuti.
Per sicurezza munirsi si un termometro a sonda e misurare la temperatura al cuore della colomba. Se segna 90°C è pronta. In alternativa è possibile fare la classica prova stecchino.


Sfornare e infilzare il fondo delle colombe con degli spilloni, quindi far raffreddare per al,meno 8 ore capovolte aiutandosi con dei rialzi per lasciare spazio per il raffreddamento (...io ho utilizzato i cartoni del latte UHT, ma vanno bene pile di libri o scatole...). 


Eliminare gli spilloni e procedere alla glassatura.
Ridurre il cioccolato in scaglie e sciogliere a bagnomaria con la panna. Togliere dal fuoco e incorporare il burro freddo a dadini con una frusta. 
Aiutandosi con un cucchiaio o una spatola flessibile, glassare in modo omogeneo le colombe. Decorare a piacere con zuccherini colorati, palline argentate o granella di zucchero.


Far rapprendere la glassa in un luogo fresco per circa 4 ore.
Poi chiudere le colombe in sacchetti idonei e conservare al buio per almeno 3-4 giorni in modo che i sapori si stabilizzino.
Trascorso questo tempo sarà possibile consumarle.


Nei sacchetti si conservano fino ad un mese. Una volta aperte consumare entro 3-4 giorni.


Il profumo della fava di Tonka rende magico ogni boccone. Io la preferisco di gran lunga alla classica vaniglia; inoltre con le sospensioni di cacao crudo, arancia e cioccolato bianco, il mix di sapore è davvero inebriante.


La glassa al cioccolato fondente è per i veri amanti del genere ma nel complesso è stata gradita anche dai più tradizionalisti. 


Solitamente la dose della glassa in ricetta è perfetta per glassare le 3 colombe ma se dovesse avanzare può essere congelata ed utilizzata per preparazioni future. Basterà scioglierla nuovamente a bagnomaria.

mercoledì 28 marzo 2018

Pane alla polenta nera di riso venere con lievito madre

Sto cercando di mettere in ordine nel caos della mia casa in completa rivoluzione (...al momento con scarsi risultati!) e ogni tanto saltano fuori dei "tesori" dimenticati. 
Quest'estate i miei genitori mi avevano portato dalle Dolomiti un pacchetto prezioso di polenta nera di riso Venere. A casa mia la polenta non va granché, o meglio, io non ho mai trovato il tempo (...ma soprattutto la voglia!) di mettere il pentolone sul fuoco e cuocerla per 1 ora girando spesso!
In prossimità della scadenza salta fuori questo pacchetto ed io lo prendo subito come un segno del destino...ora giunto il momento di renderlo protagonista di una mia ricetta!
Visto il successo del pane con impasto a caldo con la farina da polenta tradizionale ho pensato che potesse essere un'idea per utilizzare anche questa ed i risultati parlano da soli!
Ne è nato un pane dal sapore pieno, con un morbido ed alveolato interno avvolto da una crosticina croccante proprio come piace a me e spero che conquisti anche tutti voi!
Il colore, poi, lascia tutti senza parole!


Ingredienti:
prefermento di 12 ore*
200 g di farina di tipo 1**
200 g di acqua naturale a t.a.
70 g di lievito madre attivo***
Autolisi di 30 minuti
250 g di polenta nera di riso venere**
250 g di acqua naturale a 100°C
impasto
prefermento maturo
autolisi
250 g di farina di tipo 1**
15 g di sale fino integrale
5 g di malto diastatico
Semola rimacinata per il piano di lavoro e la superficie

*In inverno è consigliato far maturare il prefermento nel forno spento con la luce accesa. In estate va bene a temperatura ambiente per 6 ore.
**Macinata a pietra.
***Rinfrescato e al raddoppio. 

Ho effettuato l'impasto nella planetaria ma si otterranno ottimi risultati anche lavorando a mano o in un capiente mixer.

Spezzettare il lievito in una ciotola e scioglierlo nell'acqua. Aggiungere la farina e mescolare con una forchetta fino ad ottenere una pastella omogenea. Coprire con pellicola e far maturare al caldo.
Versare la polenta in una capiente ciotola e aggiungere l'acqua calda. Mescolare con una spatola accuratamente. Far riposare a temperatura ambiente per 30 minuti.
Versare l'impasto ormai tiepido e il prefermento nella planetaria, aggiungere il malto e la farina. Impastare fino ad incordatura con il gancio ad uncino. Incorporare per ultimo il sale.
Rovesciare l'impasto in una ciotola leggermente unta d'olio e.v.o. e con le mani bagnate praticare una serie di pieghe di rinforzo in ciotola. Coprire con un panno asciutto e far riposare 1 ora. Ripetere le pieghe e attendere altri 30 minuti.
Spolverare il piano di lavoro di semola e rovesciarci l'impasto. Praticare una serie di pieghe del secondo tipoprendere un lembo di impasto, stenderlo leggermente e portare al centro (all'inizio con molta delicatezza). Poi prendere l'angolo che si è formato a destra, stenderlo leggermente e portarlo al centro. Procede allo stesso modo con l'altro angolo che si è formato a destra. Continua fino a chiudere il giro.
Rovesciare la palla ottenuta, pirlare bene le chiusure e adagiare nel cestino da lievitazione generosamente infarinato di semola, ponendo le chiusure verso l'alto. Sigillare con pellicola trasparente e far maturare in un luogo caldo lontano da spifferi per circa 4 ore o fino al raddoppio.
Preriscaldare la pietra refrattaria a 250°C per 30 minuti. Nel frattempo rovesciare il pane su una teglia rivestita di carta da forno. Spolverare la superficie con della semola e incidere a piacere con una lama sottile.


Infornare facendo scivolare il pane direttamente sulla pietra aiutandosi con la carta sottostante. Cuocere per 15 minuti, poi abbassare la temperatura a 220°C e proseguire per altri 15 minuti. Aprire lo sportello per qualche istante e far fuoriuscire il vapore che si sarà formato. Portare il forno a 180°C e completare la cottura per altri 20 minuti. 
Battere un pugno sotto il pane, se suona a vuoto è pronto, altrimenti prolungare la cottura.
Valutare sempre le temperature e le tempistiche in base al proprio forno.
Sfornare e far completamente raffreddare su una gratella (almeno 8 ore).


Una volta freddo tagliare a fette e gustare.


Ottimo per preparare delle sfiziose bruschette giocando con i colori degli ingredienti.


Lo consiglio con sapori affumicati e corposi.


Suggerimenti di conservazione:
-pane intero, in un sacchetto di carta da alimenti, lontano da fonti di calore e umidità. Fino a 7 giorni, tagliare alla necessità e all'occorrenza tostare prima di servire.
-pane a fette, in sacchetti di plastica da alimenti. Fino a 10 giorni in frigorifero, fino a 3 mesi in freezer. Scaldare sempre prima di servire.


Pieghe del secondo tipo
E' un sistema di piegatura serrata che carica fortemente il glutine ed infittisce l'alveolatura. Si adopera per ottenere un'alveolatura fine e regolare unita ad un notevole sviluppo in verticale del prodotto.
Con impasti molto morbidi o poco strutturati spesso si rende necessario un secondo giro di pieghe. Questo verrà effettuato aumentando gradatamente la pressione al centro.


Se vi è piaciuta questa ricetta, andate a curiosare anche queste:

Dono questa pagnotta alla raccolta:

lunedì 26 marzo 2018

Buccellato di Lucca - ricetta per tutti con lievito di birra

Il buccellato di Lucca è un dolce lievitato tipico dell’omonima città Toscana e nasce nel lontano Medioevo come nobilitazione del pane. In ogni panetteria, pasticceria e bar del centro è possibile assaggiare questo filoncino color ambrato dal cuore soffice e ricco di uvetta e semi di anice. Ha un profumo inebriante che sa di tradizione e storia.


Come ogni ricetta della tradizione popolare non esiste una versione ufficiale quindi ho cercato di fare del mio meglio per riproporvi il vero sapore di questo dolce. Stavolta ho messo a riposo il mio lievito madre a favore della biga, un pre-impasto con lievito di birra fresco in modo da rendere accessibile la ricetta a tutti. Inoltre ho voluto rievocare la forma donandogli la sua fattezza originale a ciambella, così da riassaporare la sua vera storia.


Trovate la ricetta con lievito di birra qui
Trovate la ricetta con lievito madre qui

venerdì 23 marzo 2018

Insalata di orzo con zucchine e totani alla griglia

La primavera stenta ad arrivare ed io penso già all'estate! La mia stagione preferita, fatta di corse in bicicletta sotto il sole, pranzi in riva al mare e tuffi a tutte le ore.
Ma quest'anno tutto sarà diverso. Mi aspetta un'estate molto calda, faticosa, forse vedrò anche poco il mio amato mare e mi mancheranno le ore di sonno. La bicicletta rimarrà ferma a favore di passeggiate nelle ore più fresche spingendo una carrozzina. Ma mi perderò negli occhi del mio bambino che sta per arrivare e quest'immenso amore saprà compensarmi di tutto. Inoltre potrò sempre consolarmi e coccolarmi con qualche goloso piatto estivo all'inebriante profumo di mare, giusto?
Sbirciando tra alcune ricette di primi piatti estivi mi è venuta l'insaziabile voglia di gustarmene subito uno e non me la sono sentita di lasciare una donna incinta con questo desiderio!
Scherzi a parte, è bastato andare al banco del pesce del mio amico pescatore per reperire dell'ottima materia prima mentre per la verdura mi sono dovuta accontentare di quella di serra, ma una volta ogni tanto (e per una giusta causa) si può fare!
L'idea era proprio quella di realizzare un piatto estivo, anzi un primo piatto così da poter sfruttare anche le preziose proprietà nutritive del mio cereale preferito, l'orzo, facilmente digeribile e ricco di acido folico.
Così è nata quest'insalata di cereali, saporita, sfiziosa, completa e sana, cosa chiedere di meglio? 


Ingredienti:
(Dosi da intendersi x1 piatto unico o x2 primi piatti)

80 g di orzo decorticato*
2 zucchine 
2 totani freschi di medie dimensioni
1 cucchiaino di olio e.v.o.
Sale grosso x la griglia
marinatura
Succo di 1/2 limone
2 cucchiaini di olio e.v.o.
1/2 cucchiaino di aglio granulare
1 mazzetto di prezzemolo
Peperoncino in polvere q.b.
Pepe macinato al momento q.b.

*Io utilizzo la qualità "mondo" in quanto è meno raffinato e mantiene intatte le sue preziose proprietà nutrizionali. Ha un maggiore contenuto di fibre, sali minerale, vitamine, e meno calorie rispetto all'orzo perlato comunemente impiegato.
Ha una lunga cottura (in pentola a pressione circa 30 minuti) e richiede un ammollo di 6 ore. Per ottimizzare i tempi basterà cuocerne una quantità superiore da porzionare in più dosi e congelare in comodi sacchetti pronti all'uso.


Sbattere gli ingredienti della marinatura e tenere da parte. Pulire i totani dalle interiora e privare la sacca della pelle. Pulire i tentacoli eliminando gli occhi ed il dente. Adagiare in una pirofila bassa e ricoprire i molluschi con la marinatura. Far riposare al fresco per circa 1 ora.


Nel frattempo cuocere l'orzo secondo le modalità riportate dalla confezione (vedi miei appunti*). Scolare e condire con l'olio, tenere al fresco.
Lavare e spuntare le zucchine. Tagliarle a nastri sottili utilizzando una mandolina a lama lunga. Mettere sul fuoco una griglia e scaldarla, spolverandola con una presa di sale grosso.  Una volta calda, grigliare le zucchine da entrambi i lati. 


Scolare i totani dalla marinatura e grigliare da entrambi i lati per pochi minuti (3-4 minuti al massimo, da valutare in base alla grandezza del mollusco). 
Ridurre le zucchine in piccoli pezzi e fare lo stesso con un totano e i suoi tentacoli. Unire all'orzo e mescolare accuratamente.
Versare nel piatto di portata e completare con il totano intero inciso su un lato con un coltello affilato e i suoi tentacoli a decorazione. 
A piacere spolverare con altro prezzemolo fresco e servire subito.


Un piatto estivo che vi farà viaggiare con la fantasia su delle splendide spiagge soleggiate!


A piacere si può sostituire l'orzo con altri cereali decorticati come farro o avena.


Splendido anche l'effetto scenico sulla tavola, vi assicuro che lascerete senza parole i vostri ospiti!

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giovedì 22 marzo 2018

Cantucci alle mandorle e arancia della Fattoria di Camporomano

Quando si parla di cantucci, si pensa subito alla Toscana, è una cosa molto naturale! Nell'archivio del blog ne troverete di ogni genere, ma quelli che vi propongo oggi sono molto speciali. 
Sono molto affezionata alla Fattoria di Camporomano, il luogo dove ho iniziato a fare i primi incerti passi verso quello che sta diventando il mio lavoro. L'accoglienza di questo luogo è magica. Tutto immerso nella natura, in un parco di ulivi, il tempo sembra essersi fermato e la cortesia dei proprietari sigilla il quadro nel modo più incantevole possibile. Elena è una di queste persone. Una donna d'altri tempi, un po' rustica ma con un cuore immenso. E' stato durante un pranzo che ho avuto l'onore di assaggiare i suoi cantucci. All'apparenza sembrano i classici biscotti che tutti conosciamo ma una volta addentati ed assaporati sembra di non aver mai mangiato niente di più buono! Il segreto dice lei sta nell'aroma di arancia che aggiunge generosamente soprattutto nel periodo invernale quando le sue arance sono al culmine del loro sapore. 
Con molta timidezza ho chiesto se fosse possibile avere la ricetta e lei è esplosa in un sorriso soddisfacendo subito il mio desiderio con tanto di piccoli appunti per farli venire buoni come i suoi.
Ho apportato solo alcune piccole personali modifiche ma il sapore è proprio quello che porta il mio cuore nella natura quasi incontaminata della Fattoria di Camporomano.


Ingredienti x circa 40 pezzi:

265 g di farina di tipo 1 macinata a pietra
180 g di zucchero semolato
110 g di mandorle non pelate
1 uovo intero
40 g di succo d'arancia
30 g di burro morbido
15 g di Rum
2 cucchiaini di polvere d'arancia*
1/2 cucchiaino di ammoniaca per dolci
1 pizzico di sale fino

*Sostituibile con la scorza di 1/2 arancia bio grattugiata.

Ho effettuato l'impasto nella planetaria con il gancio a foglia ma si otterranno ottimi risultati anche impastando a mano o in un capiente mixer.


Versare il burro nella ciotola insieme allo zucchero e alla polvere d'arancia. Lavorare a crema ed unire l'uovo e il rum. Lavorare ancora per incorporare gli ingredienti, quindi aggiungere la farina poca per volta, il pizzico di sale e l'ammoniaca. Se l'impasto risulterà troppo asciutto, solo in quel caso addizionare anche il succo d'arancia.
Incorporare infine le mandorle.
Rovesciare l'impasto sul piano di lavoro infarinato. formare un panetto e dividerlo in due parti uguali. Formare due rotolini e adagiarli su una teglia rivestita di carta da forno.


Cuocere in forno statico preriscaldato a 200°C per 20 minuti. Sfornare e far intiepidire.


Tagliare i filoncini in sezioni di circa 1-1,5cm ponendo la lama del coltello leggermente in diagonale. Riporre i biscotti nuovamente sulla teglia.


Cuocere in forno statico a 150°C per 20 minuti, aprendo lo sportello a spiffero gli ultimi 8 minuti.
Sfornare e far completamente raffreddare su una gratella.


Una volta freddi conservare in barattoli ermetici fino a 30 giorni lontano da fonti di umidità.


Ottimi da sgranocchiare in ogni momento della giornata. Dalla colazione con un thè caldo o un caffè macchiato, alla merenda fino al dessert post cena!


Il classico fine pasto della Fattoria di Camporomano è proprio questo..qualche cantuccio  da pucciare in un bicchierino di Vin Santo Toscano!


Ecco le nostre idee per Pasqua:
Colazione Cantucci alle mandorle e arancia della Fattoria di Camporomano
Merenda Cupcake con colomba all’arancia di Sabrina

mercoledì 21 marzo 2018

Philips pasta maker, subito nella mia wishing list!


Come ho sempre detto, fare la pasta in casa è il miglior modo per coccolare la propria famiglia! Impastare in generale credo che sia un sano antistress per scaricarsi dalle influenze esterne, spesso negative, che la vita ci mette di fronte. Inoltre c'è una grande soddisfazione nel dire “l'ho fatta io!” e portare in tavola sempre qualcosa di gustoso e salutare!
Purtroppo il tempo a disposizione per quest'attività è ridotto all'osso e spesso devo rinunciarci a favore di pasta già pronta, che seppur scelta di buona qualità, non sarà mai come quella fatta con le proprie mani.
Ma da oggi forse ho trovato la soluzione che fa per me...


250 g di pasta fresca in 10 minuti sembrano un miraggio?? Con la macchina per la pasta di Philips il “miracolo” è a portata di mano...anzi di piatto!
E non mi limito a parlare della striscia di pasta che si ottiene con il metodo alla “nonna papera”, poi da sezionare a misura per ottenere delle pappardelle sbilenche, bensì 4 dischi ad estrusione per creare i più svariati formati di pasta, dagli spaghetti alle fettuccine, i maccheroni, le penne, le lasagne, i ravioli, i cannelloni, i pizzoccheri, le farfalle e molto altro!


Basta mettere la farina prescelta nel cestello, aggiungere la giusta quantità di liquido ed il resto è magia! Fa tutto da solo e tu non devi far altro che mettere la pentola sul fuoco e preparare il succulento condimento!
La cosa ganzissima è che si può scegliere la miscela di farine che si preferisce! Si hanno ospiti intolleranti al glutine?! Nessun problema, con la macchina per la pasta di Philips si può preparare una pasta perfetta con farina senza glutine! Idem se si vuole fare una pasta con farine speciali, integrali, oppure giocare con i colori, con o senza uova...insomma si possono accontentare proprio tutti i palati e soddisfare tutte le esigenze!
Da non sottovalutare la facilità di pulizia grazie al kit one-push e la comodità del vano porta accessori per riporre tutti i pezzi.


Tra poco è il mio compleanno e mi merito un bel regalo...a buon intenditore...

martedì 20 marzo 2018

Insalata di radici e germogli con salsa allo yogurt

"Non tutte le ciambelle vengono con il buco", o forse sarebbe meglio dire "non tutte le insalate sono come ti aspetti"!
Sempre sbirciando il libro che sta diventando la mia bibbia, ecco che scorgo una ricetta che mi ispira, un'insalata di radici e crescione con salsa allo yogurt. La fisso nella memoria e appena sono al supermercato mi fiondo sul daikon e lo schiaffo nel carrello soddisfatta di essermi accaparrata il protagonista del mio prossimo pasto. Poi scelgo i germogli (...il crescione è stato dato per disperso ma mal di poco, lo sto facendo germogliare sul balcone!) e continuo la mia spesa spuntando dalla lista il resto degli ingredienti ed il necessario per la settimana.
Torno a casa e mi fiondo sulla pagina accuratamente evidenziata con il segnalibro. Mi accorgo subito del primo enorme errore, non si trattava del daikon bensì del sedano rapa! Poi gli ingredienti della salsa non sono esattamente come li avevo memorizzati e mi è venuto il dubbio di aver immaginato tutt'altra ricetta.
Non mi faccio prendere dallo sconforto e ne invento una nuova che ha appagato la vista (...per non dire svista!) e il palato.


Ingredienti x2 persone:

1/2 daikon
3 carote
Germogli misti q.b.
Pepe arcobaleno macinato al momento q.b.
salsa
100 g di yogurt greco bianco (0% di grassi)
1 cucchiaino di senape forte
1 cucchiaino di succo di limone
1 cucchiaino di olio e.v.o.
1 pizzico di sale integrale

Pelare le radici e spuntarle. Ridurre a tocchetti regolari e raccogliere in una ciotola. A parte sbattere tutti gli ingredienti della salsa. Per velocizzare quest'operazione possono essere frullati nel mixer o usando il frullatore ad immersione.
Versare sulle radici e mescolare accuratamente. Incorporare anche i germogli.
Trasferire nel piatto di portata e completare con una generosa grattata di pepe.


Un piatto molto saziante e leggerissimo. 


Servito con una fetta di pane integrale, diventa un perfetto piatto unico, bilanciato e senza troppe calorie. 



Per scoprire le proprietà benefiche del daikon, vi invito a leggere questo vecchio post.