domenica 18 novembre 2018

Polpette di quinoa, zucca e melanzana

Le avrei potute chiamare le "polpette di mezza stagione" perchè racchiudono in sè il passaggio dall'estate all'autunno/inverno. Questo clima un po' pazzerello ha fatto impazzire anche i cicli delle colture. La mia contadina, infatti, si trova ancora a raccoglie pomodori maturi e melanzane a discapito di cavoli che ritardano l'arrivo a causa delle alte temperature.
Oggi avevo a disposizione, quindi, un mix di ortaggi variegato ed ho pensato di creare un piatto che racchiudesse questo strano periodo. Il mio palato ha molto gradito e voi che ne pensate?


Ingredienti x circa 10-11 polpette:

80 g di quinoa bianca
200 g di acqua
1/2 cucchiaino di spezie da Paella*
2 cucchiai di purea di zucca
1/2 melanzana cotta al forno
1 pizzico di sale integrale
1 cucchiaino di olio e.v.o.
Pangrattato integrale q.b.

*Sostituibile con altro mix di spezie a scelta.

Mettere a bollire l'acqua con le spezie. Versare la quinoa e cuocere a fiamma bassa con il coperchio per 10 minuti. Poi far riposare altri 5 minuti a fuoco spento.
Nel frattempo ricavare la polpa dalle verdure cotte al forno. Salare e schiacciare accuratamente con i lembi di una forchetta. Unire la quinoa e mescolare fino ad ottenere un composto omogeneo. 
Ricavare tante palline grandi come una noce e rotolare nel pangrattato.
Cottura in friggitrice ad aria calda Adagiare le polpettine nella griglia e condire con un filo d'olio. Cuocere a 200°C per 15 minuti.
Cottura in forno tradizionale Adagiare le polpettine su un foglio di carta da forno unto d'olio. Cuocere in forno statico preriscaldato a 180°C per 20-25 minuti o fino a doratura.
Servire con una fresca insalata. 



Perfette da gustare insieme ad un paio di cucchiaini di senape di Digione.


Io ho gustato questo piatto a pranzo al posto del solito piatto di pasta e credo proprio che replicherò l'esperimento molto presto!


Buon appetito!

giovedì 15 novembre 2018

Pane soffiato al grano etrusco


Quando ho visto i chicchi di grano etrusco biologico sullo scaffale del mulino dove mi servo, non ho saputo resistere e me ne sono portata a casa un sacchettino. Naturalmente l'idea non era tanto di mangiarmelo come semplice cereale, bensì di mettere in funzione la mia macinagranaglie e trasformalo in farina! Ammetto di essermi dovuta organizzare per bene prima di poter realizzare questo mio desiderio. La farina appena macinata, infatti, è bene utilizzarla subito per non perderne l'aroma e poi ho sempre il timore che venga facilmente "infestata" da inquilini poco graditi. 
Una sera, quindi, mentre ninnavo il mio bimbo, l'ho messa in funzione e mi sono macinata la quantità necessaria per questo pane. Poi, una volta che il cucciolo era beato nella sua culla, mi sono rinfrescata il lievito. La mattina presto ho impastato ed il risultato lo potete vedere con i vostri occhi! Al taglio mi sono quasi commossa! Un pane così leggero (e da qui il nome "soffiato") era tanto che non lo sfornavo e ne vado proprio fiera! Questo grano è da custodire con grande cura e ne seguiranno altri esperimenti...rimanete nei paraggi!


Ingredienti x1 pane:

200 g di semola di grano duro*
150 g di farina di grano etrusco bio*
150 g di farina di tipo1*
120 g di lievito madre attivo**
425 g di acqua
1 cucchiaino di sale integrale

*macinata a pietra
**rinfrescato e al raddoppio

Ho effettuato l'impasto in planetaria. Si otterranno ottimi risultati anche lavorando in un capiente mixer o a mano armati di molta pazienza. 

Nella ciotola della planetaria mescolare brevemente con il gancio a foglia le 3 farine con 300 g di acqua. Lascia riposare la massa ottenuta per 2-3 ore coprendo la ciotola con un canovaccio umido.
Unire il lievito spezzettato e la rimanente acqua. Lavorare fino ad incordatura. Quindi aggiungere il sale e farlo assorbire.
Rovesciare l'impasto in una ciotola leggermente unta d'olio e, con le mani umide, praticare una serie di pieghe. Ripetere l'operazione per altre 2 volte a distanza di mezz'ora e coprendo sempre la ciotola con un canovaccio umido.
Spolverare il piano di lavoro di semola e rovesciarci l'impasto. Praticare una serie di pieghe a libro. Formare una palla e adagiarla in un cestino da lievitazione generosamente infarinato di semola ponendo le pieghe  rivolte verso l'alto.
Sigillare con pellicola e trasferire in frigorifero per 18-20 ore.
Preriscaldare la pietra refrattaria per 30 minuti a 250°C. Togliere il pane dal frigorifero e rovesciarlo sulla pala infarinata. Praticare dei tagli e infornare direttamente sulla pietra calda.
Cuocere per 20 minuti. Poi portare la temperatura a 200°C e proseguire per altri 20 minuti. Completare la cottura a 180°C per circa 15 minuti.
Sfornare e far completamente raffreddare su una gratella.


*consigli di conservazione*
-in dispensa- meglio lasciarlo intero e tagliarlo al momento del bisogno. Se conservato in un sacchetto di carta si mantiene morbido fino a 7 giorni. Attenzione alle fonti di calore e all'umidità che potrebbero incidere sulla sua durata.
-in frigorifero- meglio a fette ben chiuse in un sacchetto di plastica idoneo agli alimenti. Prima di gustare tenere le fette a t.a. oppure tostare leggermente.
-in freezer- meglio a fette ben chiuse in un sacchetto di plastica idoneo allo scopo. Si scongelano in frigorifero per 12 ore o direttamente sotto il grill caldo del forno per pochi istanti.


*curiosità*
La farina di grano etrusco utilizzata in questa ricetta proviene dalla macinazione del chicco bio utilizzando la mia piccola macinagranaglie.
Il nome latino del Grano Etrusco è “Triticum turanicum turgidum”, un antenato del grano duro moderno, originario del medio oriente, nella fascia compresa tra l’Anatolia e l’Altopiano iranico e tra l’Egitto e la Mesopotamia (ovvero il famoso Grano degli Egizi o del Faraone). Rispetto ad un grano comune (Triticum vulgare), contiene dal 20 al 40% di proteine in più, e percentuali più elevate di amminoacidi, vitamine e minerali tra i quali un alto contenuto di selenio (minerale dalle capacità antiossidanti). Addizionato al vantaggio di essere altamente digeribile, rappresenta anche un ottima alternativa per molte persone intolleranti al grano comune. Anche come dimensione il chicco del Grano Etrusco è due / tre volte superiore rispetto al chicco del grano comune
In Italia era presente fin dai tempi degli Etruschi da cui ne deriva il nome, ed è curioso sapere che alcuni semi originali sono stati recuperati da alcune tombe etrusche ritrovate nella zona di Volterra (Pisa). Ed è proprio da questi semi che si è avviata in Italia una opera di riproduzione.


*note utili*
Se non si possiede un cestino da lievitazione si potrà utilizzare uno scolapasta rivestito con un panno di lino pulito (non trattato con detersivi).
Se non si possiede la pietra refrattaria si potrà cuocere il pane direttamente nella teglia scaldata e posta nell'ultimo ripiano in basso del forno.
Valutare tempi e temperature di cottura in base al proprio elettrodomestico e alla propria esperienza. Il pane sarà cotto quando "bussando" sul fondo suona a vuoto.



Ecco il paniere al completo di questo appuntamento:

martedì 13 novembre 2018

Gnocchi di castagne con zucca e pecorino toscano

Con la farina di castagne si possono fare tantissime ricette e oggi vi propongo degli gnocchi all'acqua conditi con una golosa zucca di stagione e del prelibato pecorino toscano.


In casa non mi faccio mai mancare un sacchettino di farina di castagne che conservo in freezer per evitare che si rovini con gli sbalzi di temperatura. È perfetta da aggiungere alle frolle per un effetto rustico, per confezionare pancakes, frittelle vegane e molto altro. Ma non limitiamone l’uso solo a ricette dolci! È ottima anche negli impasti del pane e nella pasta fresca proprio come vi dimostro oggi.


Per la ricetta proseguire la lettura qui.

domenica 11 novembre 2018

I (simil) Ritornelli (ricetta vegana)

L'essenziale è invisibile agli occhi
Le Petit Prince Antoine Saint-Exupéry


Non sono i veri e propri "Ritornelli" della nota marca, in quanto non contengono la farina di mandorle e sono senza grassi animali (...e magari anche senza altre schifezze contenute nei prodotti della grande distribuzione!). In questi ci sono pochissimi ingredienti, ovvero farina, zucchero, cacao e olio, un pizzico di lievito e STOP! "La semplicità fatta biscotto" ma vi assicuro che il sapore conquisterà tutti e anche l'estetica non lascerà nessuno indifferente! Basta un po' di manualità nella lavorazione e un po' del vostro tempo per garantire una colazione sana, golosa ed equilibrata a tutta la famiglia. Vi consiglio di coinvolgere anche i più piccoli di casa nella loro preparazione così unirete l'utile al dilettevole: avere una scorta di biscotti per la settimana e trascorrere del tempo di qualità con i vostri bimbi! 
Non vedo l'ora di poter passare dei pomeriggi con le mani in pasta insieme al mio Vasco! Intanto mi alleno...



Ingredienti x circa 60 biscotti:

impasto chiaro
250 g di farina 00 bio
120 g di zucchero semolato
70 g di olio di semi di girasole bio
65 g di acqua
1 cucchiaino di baking powder*
impasto scuro
220 g di farina 00 bio
30 g di cacao amaro
120 g di zucchero semolato
70 g di olio di semi di girasole bio
65 g di acqua
1 cucchiaino di baking powder*

*Per ottenere una consistenza perfetta per l'inzuppo, consiglio di utilizzare 1/2 cucchiaino di ammoniaca per dolci.

Preparare l'impasto chiaro. Sciogliere lo zucchero con l'acqua e l'olio. A parte miscelare la farina con il baking. Unire i due composti impastando con un cucchiaio. Tenere da parte.
Seguire lo stesso procedimento per l'impasto scuro.
Prelevare poco impasto chiaro alla volta e formare dei rotolini. Fare lo stesso con l'impasto scuro.
Unire, alternando i colori, 4 rotolini alla volta. Sigillare con la pressione delle dita e tagliare in sezioni di circa 2 cm.
Adagiare i biscotti su teglie rivestite di carta da forno. Procedere in questo modo fino a terminare gli impasti.



Cuocere in forno ventilato a 150°C per 30 minuti ponendo le due teglie sul 2° e 4° ripiano.
Valutare sempre temperature e tempi di cottura in base al proprio forno.
Sfornare e far completamente raffreddare su una gratella.


Una volta freddi si conservano a lungo in barattoli ermetici di latta o vetro.


Ottimi per la colazione, lo spuntino di metà mattina o una coccola dopo cena.


Un biscotto perfetto per intolleranti al lattosio, alle uova e per chi segue un'alimentazione vegana o vegetariana.

giovedì 8 novembre 2018

Pasta al pesto di cavolo nero, mandorle e Gran Mugello

Il vero freddo (o come si dice da noi "la ghiacciata") perfetto per far maturare a dovere i cavoli, non è ancora arrivato ma iniziano ad essere raccolti i primi timidi frutti. Appena la mia contadina ha messo in vendita il cavolo nero con le sue (anomale) tenerissime foglie, non ho saputo resistere! L'idea era di farne una classica zuppa frantoia ma poi le temperature ancora tiepide mi hanno ispirata a fare altro.
Questo pesto racchiude parte della mia Toscana anche grazie al formaggio che ho utilizzato, una vera eccellenza del Mugello ed un piacevole souvenir della mia giornata a Scarperia.


Ingredienti x4 dosi:

1/2 mazzo di cavolo nero
1 mazzetto di basilico fresco
20 mandorle pelate
4 cucchiai di Gran Mugello grattugiato
2 cucchiai di olio e.v.o.
Spaghetti integrali per servire (circa 80g a porzione)

Eliminare la costa centrale del cavolo nero e lavare accuratamente le foglie ricavate sotto l'acqua corrente fredda. Tamponare e trasferire nel mixer insieme alle foglie di basilico (foto.1). Frullare ad impulsi, quindi aggiungere le mandorle ed il formaggio (foto.2-3). Frullare ancora fino ad ottenere un composto omogeneo ma ancora granuloso (foto.4).



Aggiungere l'olio e mescolare con una spatola. Trasferire in un vasetto di vetro pulito e far riposare almeno 30 minuti in frigorifero.



Scolare la pasta al dente in abbondante acqua salata, tenendone da parte un po' per la mantecatura. Mescolare gli spaghetti caldi al pesto e mantecare all'occorrenza con  l'acqua di cottura tenuta da parte.
Servire subito ben calda.


Il pesto si conserva in frigorifero fino a 4 giorni. Può essere congelato e consumato entro 3 mesi. 


Ottimo abbinato alla pasta integrale, perfetto con quella prodotta da farina di farro.
Per amplificare il sapore, consiglio di aggiungere alla mantecatura ancora un po' di formaggio grattugiato.



Ecco le altre proposte a base di frutta secca:

colazione Tozzetti mandorle e caffè di Carla
pranzo Pasta al pesto di cavolo nero, mandorle e Gran Mugello (qui da me)

martedì 6 novembre 2018

Cotolette di cavolfiore con insalata di radicchio e uvetta

Il primo cavolfiore è finito nella mia sportina di tela che viaggia sempre con me al mercato contadino. Non avevo ancora idea di come cucinarlo ma mi ha invogliato l'idea di iniziare a riscoprire i sapori che mi accompagneranno nei mesi più freddi. Avrei potuto fare una vellutata per una cena super comfort oppure replicare la sfiziosa ricetta finger food col curry o ancora fare delle polpette ma avevo voglia di cambiare e queste cotolette hanno risposto alle mie esigenze. Provatele e non ve ne pentirete!


Ingredienti x2 porzioni:

x le cotolette
1 piccolo cavolfiore bio
1 uovo bio
Pangrattato integrale q.b.
1 cucchiaino di erbe provenzali essiccate
1 pizzicotto di sale integrale
x l'insalata
8 foglie di radicchio rosso lungo
1 cucchiaio di aceto di mele bio
1 cucchiaio di uvetta sultanina
1 cucchiaino di olio e.v.o.
1/2 cucchiaino di senape di Digione
Pane arabo x servire

Privare il cavolfiore delle foglie esterne e lavare accuratamente. Tamponare e tagliare in fette da circa 2 cm ottenendo circa 3-4 "cotolette".
Sbattere l'uovo e immergere le fette di cavolfiore. A parte mescolare il pangrattato con le erbe e il sale. Impanarci le cotolette.
Cottura in friggitrice ad aria calda: Adagiarle nel cestello della friggitrice e cuocere a 200°C per 12 minuti.
Cottura in forno tradizionale: Adagiarle su un foglio di carta da forno leggermente sporcato d'olio e.v.o. e cuocere in forno statica preriscaldato a 180°C per 20 minuti.
Nel frattempo ammollare l'uvetta in acqua fredda. Lavare le foglie di radicchio e ridurle in listarelle sottili. Sbattere l'aceto con l'olio e la senape finchè quest'ultima si è perfettamente sciolta. Strizzare l'uvetta e unirla al radicchio, quindi condire con l'emulsione di senape.
Servire le cotolette tiepide con l'insalata e qualche spicchio di pane arabo caldo.


Un piatto davvero saziante e gustoso perfetto per portare in tavole le primizie dell'autunno.


L'esterno croccantissimo racchiude un ripieno altrettanto piacevole per un mix irresistibilmente sano!


La ricetta fa parte dell'uscita mensile di #seguilestagioni
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giovedì 1 novembre 2018

Girelle all'uvetta con lievito madre (Chelsea Buns)

Prima che arrivasse il diluvio universale, mi piaceva uscire al mattino con il mio pupo nella carrozzina per una bella passeggiata al sole. A lui conciliava il sonno e a me lasciava tempo di ascoltare i miei pensieri ed elaborare nuovi progetti senza essere "disturbata". L'unica distrazione che mi concedevo era assaporare il profumo che usciva dalla pasticceria in fondo alla mia strada o al bar poco più avanti. L'inebriante della vaniglia, il pungente del caffè appena tostato, l'odore della sfoglia appena uscita dal forno..insomma era impossibile non lasciarsi salire l'acquolina.
Ogni volta tornavo a casa con la voglia di mettermi ad impastare qualcosa di dolce, burroso e fragrante ma poi il tempo mi è sempre mancato. Fortunatamente mio marito un giorno a casa dal lavoro, mi ha permesso di dedicarmi ad un lievitato un po' più lungo ed elaborato così da soddisfare il mio desiderio di una colazione come al bar!
Non conoscevo questi buns tipici del Regno Unito gustati nel momento del tè pomeridiano, ma me ne sono subito innamorata sfogliando una rivista (unico vezzo che riesco a concedermi al mattino...ma non vi dico dove...) ed ho voluto farne una mia versione con lievito madre e una farina speciale macinata da me...ma di questa ve ne parlerò nella prossima occasione, adesso godetevi la ricetta!


Ingredienti x8 pezzi:

impasto
150 g di farina di tipo 1*
100 g di farina di grano Etrusco*
100 g di lievito madre attivo**
1 uovo bio
90 g di latte senza lattosio scremato***
30 g di burro tedesco
30 g di zucchero semolato
1 pizzico di sale integrale
ripieno
120 g di uvetta
70 g di zucchero di canna
50 g di burro tedesco

*macinata a pietra
*rinfrescato al raddoppio
***sostituibile con altro latte a piacere

Ho effettuato l'impasto con la planetaria ma si otterranno ottimi risultati anche lavorando in un mixer o a mano.

Sciogliere il burro nel latte e far intiepidire. Sciogliere il lievito madre spezzettato nella planetaria con il latte e l'uovo utilizzando il gancio a foglia. Poi aggiungere lo zucchero e mescolare ancora.
Cambiare il gancio con quello ad uncino e versare le farine. Portare ad incordatura e unire il sale. Far assorbire e fermare la macchina.
Rovesciare sul piano di lavoro e impastare brevemente. Formare una palla e metterla a lievitare in una ciotola sigillata con pellicola trasparente fino al raddoppio (nel forno spento con la luce accesa ci vorranno circa 3-4 ore).
Nel frattempo ammollare l'uvetta in acqua fredda e lavorare a crema il burro morbido con lo zucchero di canna. 
Spolverare il piano di lavoro di farina e rovesciarci l'impasto, quindi stenderlo in un rettangolo 30x40cm. Spalmarlo con la crema di burro e completare con l'uvetta ben strizzata.
Arrotolare partendo dal lato più largo fino ad ottenere un salsicciotto. Tagliare in 8 sezioni.
Adagiare in una teglietta rivestita da carta da forno, posizionando le girelle a circa 2 cm di distanza.


Coprire con pellicola e far lievitare finchè le girelle si toccano (nel forno spento con la luce accesa ci vorranno circa 2 ore).


Cuocere in forno statico preriscaldato a 220°C per 25 minuti.
Sfornare e far intiepidire.


Ottime da gustare per la merenda sorseggiando un the inglese caldo o per la ricca colazione del fine settimana.


Si conservano in frigorifero fino a 3 giorni, meglio scaldare prima di servire. In alternativa posso essere congelate.


Sfido chiunque a resistere al loro profumo da appena sfornate, la texture filante risulterà così ammaliante da cedere alla tentazione!


Ecco il paniere di questo appuntamento al completo con una grande sorpresa, 
la nostra new entry Monica del blog fotocibiamo!