venerdì 9 dicembre 2016

Salmone selvaggio al vapore con cavoletti in agrodolce

Era da tempo che aspettavo l'occasione di parlarvi dei benefici di mangiare salmone selvaggio piuttosto che quello di allevamento e in quest'appuntamento con la rubrica Idea Menù ne ho finalmente l'opportunità! Quest'oggi abbiamo ideato un menù invernale ed ho pensato proprio di proporvi un secondo piatto a base di salmone selvaggio e vedure di stagione (ovviamente!).
Ma prima di passare alla ricetta, vorrei spiegarvi il perchè della mia scelta alimentare.
Il salmone d'allevamento è 3 volte più grasso e, nonostante questo, fornisce meno acidi grassi benefici omega 3 rispetto al pesce selvatico. L’acquacoltura è un processo intensivo, si utilizza, infatti, uno spazio esterno o interno ristretto per allevare centinaia o migliaia di pesci, i quali sono immersi in un'acqua ricca di antibiotici ed esposti, quindi, a più prodotti chimici dei loro parenti selvatici. Ai salmoni d’allevamento, viene messa nel cibo una particolare tinta colore rosso, senza la quale, la loro carne sarebbe di un colore grigio, davvero poco appetitoso. L’acquacoltura, inoltre, aumenta il numero delle preoccupazioni ecologiche, la più importante delle quali è il suo impatto negativo sul salmone selvatico. Basta pensare che recentemente è stato scoperto un particolare pidocchio di mare tipico degli allevamenti, che uccide fino al 95% degli esemplari giovani che migra vicino a questi stabilimenti.
Queste sono solo alcune delle ragioni che mi hanno spinta ad abolire il salmone d'allevamento dalla mia dieta ma se volete saperne di più, vi invito a leggere questo articolo e sono certa che anche voi ci penserete più volte prima di fare l'acquisto.
E adesso gustiamoci un piatto pieno di salute! Buon appetito!


Ingredienti a porzione:

125 g di salmone selvaggio in trancio (fresco o congelato)
200 g di cavoletti di bruxelles
3 cm di porro
50 g di uvetta gigante essiccata*
1 cucchiaio di aceto di mele
1 cucchiaino di olio e.v.o.
1 pizzico di sale in fiocchi al limone**
Zenzero in polvere q.b.

*Sostituibile con uvetta sultanina.
**Realizzato frullando sale integrale marino con qualche zest di limone non trattato.

Cuocere il salmone selvaggio al vapore e tenere da parte l'acqua di cottura.
Lavare i cavoletti ed eliminare la parte finale terrosa. Ridurre a fette sottili, tagliare il porro a listarelle. Ungere una padella antiaderente con l'olio e versare le verdure. Unire un mestolo di acqua di cottura del pesce e cuocere a fiamma dolce per 5 minuti, se necessario aggiungere altra acqua. Aggiungere l'uvetta ben sciacquata e l'aceto. Saltare qualche istante, salare e condire con lo zenzero a piacere. 
Servire insieme al salmone.


Un piatto che vi stupirà per i suoi avvolgenti profumi e sapori.
Ottimo per valorizzare i prodotti di stagione in modo gustoso e leggero.


Consiglio di servirlo con questo pane.


Ecco a voi tutto il menù d'inverno al completo:
Secondo Salmone selvaggio al vapore con cavoletti in agrodolce

mercoledì 7 dicembre 2016

Panettone ad un solo impasto con fichi, uvetta e mirtilli rossi a lievitazione naturale

Ormai sapete quanto io ami le sfide (...da non confondersi con sfighe, mi raccomando!) e quest'anno, nonostante la mia ritrovata "allergia alle feste", mi sono messa in testa di regalare un panettone a famiglia. L'esperienza con questo lievitato l'anno scorso è stata pessima! 2 giorni intensi di lavoro, senza considerare i rinfreschi, l'acquisto dettagliato di tutti gli ingredienti (..e lo stress, per non dire ansia-da-prestazione!) e cercare di organizzare le giornate in base alle lievitazioni..per poi ritrovarsi la mattina dopo il raffreddamento capovolto con mezza cupola spatafasciata sul tavolo. Ho pianto, lo ammetto, e per il 2015 ho chiuso i battenti senza accingermi alla rivincita, che è arrivata puntuale per questo Natale! Ho cambiato totalmente ricetta, me ne sono anche un po' sbattuta a dir la verità e come per magia mi sono ritrovata tra le mani un piccolo capolavoro che non posso far a meno di condividere anche con voi! Prima di passare alla ricetta, vorrei ringraziare lei che ha postato proprio l'anno scorso questa ricetta e che mi ha dato un barlume di speranza per accingermi con più fiducia al secondo tentativo con il Signor Panettone.



Vi lascio qualche consiglio utile per la buona riuscita della ricetta:
-avvalersi del lavoro di una planetaria, è sicuramente il modo migliore per ottenere un incordatura perfetta. A mano è molto più faticoso e spesso motivo di mediocri prodotti.
-scegliere gli ingredienti di base di ottima qualità, a partire dalle farine per poi passare al burro e ai canditi.
-procedere esattamente con questa dose di impasto. Dovete sapere che più materiale si lavora e più lo sviluppo in lievitazione sarà migliore e più rapido. Inoltre le planetarie ad uso domestico (io ho il Kenwood) impastano meglio a pieno carico piuttosto che con dosi ridotte.
-se non avete il forno dotato di lucetta, createvi una cella di lievitazione in una zona calda della casa. Basterà chiudere la teglia con sopra i panettoni in un grosso sacchetto di plastica vicino ad una fonte di calore (ad esempio la stufa o il termosifone).
-fondamentale il termometro a sonda. Io l'anno scorso se lo avessi avuto non avrei sbagliato cottura e buttato tutto il mio lavoro.
Buon impasto!

Ricetta estratta dal Manuale della Pasticceria Italiana di Scolari e Bursnelli

Ingredienti x4 panettoni da 500g:
560 g di farina di tipo 1 macinata a pietra
400 g di lievito madre al terzo rinfresco*
210 g di acqua fredda di frigo
400 g di burro tedesco a t.a.
190 g di zucchero semolato extrafine
160 g di tuorli
8 g di sale fino marino
250 g di fichi secchi
100 g di mirtilli rossi essiccati
70 g di uvetta gigante

Emulsione aromatica:
60 g di miele toscano millefiori
2 bacche di vaniglia Bourbon
Scorza non trattata di 1 limone e 1 arancia**

*1° rinfresco 150g di lievito madre + 300g di farina 1 + 150g di acqua
Impastare gli ingredienti come si fa di solito in questo caso, formare un cilindro e avvolgerlo in un tovagliolo pulito non trattato con detersivi troppo forti; legare con uno spago stringendo in modo che il lievito non possa uscire (legare come se fosse un' arrosto). Lasciare lievitare 1 ora circa e poi mettere in frigorifero e lasciare lievitare per tutta la notte.
2° rinfresco 200g di lievito madre prelevato dal cuore + 200g di farina 1 + 100g di acqua
Impastare, formare una palla, incidere e chiudere in un contenitore di plastica stretto e altro. Far raddoppiare di volume ad una temperatura di circa 24°C.
3° rinfresco 200g di lievito madre + 200g di farina 1 + 100g di acqua
Procedere come descritto per il 2° rinfresco. Attendere che triplichi di volume ed utilizzare per l'impasto dei panettoni.
**Io ho utilizzato un trito di bucce di limoni ottenuto frullando finemente quello che resta della preparazione del limoncello.

Ho effettuato l'impasto nella planetaria con il gancio ad uncino.

Appena rinfrescato per la terza volta il lievito e in attesa che sia pronto, preparare l'emulsione aromatica miscelando al miele i semi ricavati dalla bacca di vaniglia e le scorze di agrumi. Conservare al fresco.
Tagliare in quarti i fichi eliminando il picciolo e mettere in ammollo con i mirtilli e l'uvetta. Dopo 1 ora, scolare bene e stendere su un canovaccio a far asciugare.

Mettere nella ciotola della planetaria il lievito madre, l'acqua e tutta la farina. Lavorare per 15 minuti circa, l'impasto dovrà risultare bello incordato (questa la fase fondamentale per la riuscita della ricetta). Poi unire a più riprese e alternati i tuorli e lo zucchero. Incordare nuovamente molto bene, unire l'emulsione aromatica e successivamente il burro a pomata, anche questo in più riprese. 
Nel frattempo controllare la temperatura dell'impasto che in chiusura non dovrà mai superare i 27°. 
Terminato l'inserimento del burro, incordare ancora. Inserire quindi il sale e la frutta secca ben asciugata. Lavorare solo il tempo necessario per incorporare gli ultimi ingredienti.
Rovesciare l' impasto su un piano di lavoro leggermente unto d'olio neutro, dare una serie di pieghe a tre e metterlo all'interno di un recipiente abbastanza capiente da contenere la lievitazione.
Isolare l'impasto con della pellicola per alimenti e lasciare triplicare in un luogo caldo (io l'ho messo nel forno spento con la luce accesa, circa 25°C. Ho terminato l'impasto alle h22,00 e alle h8,00 era pronto). 
Rovesciare l' impasto su un piano di lavoro leggermente unto d'olio neutro e lasciare puntare, scoperto, per 15 minuti circa.
Dividere in 4 pezzature uguali (circa 600g cadauna) e pirlare ungendo le mani con poco olio neutro. Lasciarle puntare per ulteriori 30 minuti, sempre scoperto. 



Ripetere l'operazione e posizionare i panettoni nei pirottini di carta. Adagiare gli stampi sulla placca che verrà usata per la cottura. Coprire con pellicola e mettere a lievitare in un luogo caldo (io il forno spento con la luce accesa, circa 25°C) fino a quando l'impasto avrà raggiunto il bordo dello stampo (io ho impiegato circa 9 ore).


Preriscaldare il forno a 165°C in modalità statica e nel frattempo togliere la pellicola per far asciugare la superficie dei panettoni per circa un' ora. Con una lametta o un coltello affilato, 
praticare la classica incisione a croce profonda pochi millimetri, sollevare un poco le punte e mettere un pezzetto di burro al centro (questa fase si chiama "scarpatura"). 


Infornare e posizionare la placca nel ripiano più basso. Cuocere per circa 45-50 minuti senza aprire mai il forno.
A questo punto misurare la temperatura al cuore con un termometro a sonda. Appena raggiunge i 94°C è pronto per essere sfornato.
Infilzare tempestivamente alla base con due ferri da calza (o con gli appositi spilloni), capovolgere e lasciare in questo modo fino al completo raffreddamento (almeno 8 ore).
Lasciare ancora per 6/8 ore circa a temperatura ambiente e poi inserire i panettoni in sacchetti per alimenti vaporizzati con alcool puro a 90°.


Chiudere bene e conservare anche fino a due mesi. L'ideale sarebbe aspettare almeno 1 settimana prima di degustarli, in modo che abbiano il tempo di sprigionare tutti gli aromi...ma a casa mia non ci riusciamo mai!!! ...io devo sempre avere la sicurezza che sia venuto bene...


Il giorno dopo ho fatto subito la prova del taglio...non stavo più nella pelle per l'entusiasmo!!! Una texture perfetta, "filante", ed un profumo inebriante!


Questo panettone è stato un successo e lo replicherò sicuramente..unica nota, ometterei i fichi che hanno rilasciato i propri semi in tutta la mollica. Opterei solo per fruttini piccoli essiccati.


Con questa ricetta  partecipo al Giveaway di Batuffolando Ricette 
"Lievitati e biscotti di Natale"

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lunedì 5 dicembre 2016

Cous cous di mais con verdure invernali al forno e melagrana

Stamani non sarei mai voluta uscire dal letto...dopo 3 giorni intensi di emozioni, piedi e schiena dolorante per le tante ore in piedi e tensione-da-prestazione, avevo la necessità di recuperare sonno e tranquillità! 
Oggi si riparte con leggerezza e gusto, grazie alla rubrica Light & Tasty e il suo nuovo protagonista di stagione: la melagrana! Ma l'ingrediente non è l'unica novità della settimana, il nostro team si arricchisce di un nuovo membro ed in questa occasione diamo il benvenuto anche a Milena del blog Dolci e Pasticci.
Tornando al piatto di oggi...la ricetta è nata per caso, basandomi su quello che era rimasto in frigorifero. Confesso che avevo anche delle materie prime non indifferenti..già solo le melagrane raccolte direttamente dalla pianta della nonna, sono state l'elemento vincente per la buona riuscita della ricetta!


...per chi non lo sapesse...
La melagrana è ricca di proprietà nutritive preziose per il nostro organismo ed il nostro sistema immunitario. E' un antiossidante naturale, fonte di flavonoidi che ci aiutano a mantenerci in salute e prevenire l'invecchiamento precoce. E' una miniera di vitamina A, C, E e del gruppo B, che nella brutta stagione proteggono dai malanni e rafforzano l'organismo. Questo frutto ha una composizione pressochè perfetta, fatta di sali minerali (manganese, potassio, zinco, rame e fosforo), acqua, zuccheri e fibre. 
Vogliamo tralasciare anche il fatto che sia delizioso, versatile e con pochissime calorie??


Ingredienti x1 piatto unico:

70 g di cous cous di mais
1 cuore di finocchio
8 cavoletti di bruxelles
1 cucchiaino di olio e.v.o.
1 pizzico di sale in fiocchi aromatizzato al limone*
1 cucchiaio di aceto di mele bio
1 cucchiaino scarso di menta secca
Chicchi di 1/2 melagrana 

*Se volete farlo in casa basterà frullare brevemente del sale grosso integrale con la scorza di limone bio. Io ho acquistato questo prodotto già pronto durante il mio ultimo viaggio in Sicilia.

Lavare i cavoletti e tagliarli a metà, adagiarli con il lato tagliato rivolto verso l'alto su una teglia rivestita di carta da forno. Ridurre il finocchio in fette sottili aiutandosi con una mandolina a lama lunga e unire ai cavoletti. Irrorare con l'olio ed il sale.


Cuocere in forno ventilato a 200°C per circa 15-20 minuti.
Nel frattempo reidratare il cous cous in pari volume di acqua per circa 8 minuti. Condirlo con l'aceto e la menta, quindi sgranarlo bene con i lembi di una forchetta. Incorporare delicatamente metà dei chicchi ricavati dalla melagrana e tenere da parte.
Sfornare le verdure e comporre il piatto disponendole da un lato e completando con il cous cous alla melagrana. Rifinire il piatto con i chicchi avanzati.


Un piatto unico davvero intrigante e leggero.


Ed ecco a voi le altre proposte:

venerdì 2 dicembre 2016

Burger di azuchi con (finto) bun di funghi

Come vi raccontavo qualche giorno fa, in questo periodo a casa mia "vanno di moda" i burger-alternativi (non che questa precisazione sia necessaria per chi mi conosce, visto che non consumo carne rossa). Mentre i blog seri iniziano a pullulare di ricette ed idee per le feste, io continuo sulla mia strada come se nulla fosse, come se Vigilia-Natale-Capodanno e tutto il contorno fatto di pranzi, cene e parenti, non facessero parte della mia realtà. Quest'anno "sfuggo" a tutto quello che è tradizione (bè non proprio a tutto, infatti è da 2 giorni che "covo" 4 piccoli panettoni!) e mi creo il mio modo salutare per festeggiare e questa ricetta lo rappresenta benissimo..un trompe l'oeil a regola d'arte, un po' come mi sento io in questo appena-iniziato dicembre.
Durante l'ultimo tour al mulino per acquistare un po' di farina macinata a pietra (sempre per le suddette "creature"), mi sono lasciata conquistare da quesi piccoli legumi rossi di origine giapponese, i fagioli Azuki. Ne ho sempre sentito parlare ed ho scoperto (oltre ad avere un sapore delizioso!) che sono dei veri alleati per la salute!!! Contengono minerali ed oligoelementi come potassio, zinco, molibdeno e ferro. Sono ricchi di vitamine del gruppo B (tra cui acido folico), fibre e proteine. Aiutano la formazione di enzimi utili al fegato e hanno proprietà depurative e diuretiche, dunque sono anche alleati dei reni. Sono, inoltre, facilmente digeribili, poveri di grassi e contengono isoflavoni, sostanze in grado di mantenere in buona salute il nostro sistema immunitario, il cervello e le ossa.
Potevo non trasformarli in burger?!

Ingredienti x2 burger:

40 g di fagioli Azuchi secchi
2 fette di zucca a pasta soda*
1 scalogno
2 cucchiai di farina di mais
1 pizzico di fleur de sal
Erbe di Provenza essiccate q.b.

x servire
4 cappelle di fungo Portabello
Foglie di lattuga iceberg q.b.
Ketchup bio q.b.

*Sostituibile con 1 costa di sedano e 1 carota media.

Ammollare i fagioli per 12 ore. Scolarli e cuocerli nel doppio di volume di acqua per circa 20 minuti. Unire la zucca a dadini, precedentemente privata della buccia, dei semi e filamenti interni e lo scalogno tritato. Aggiungere altra acqua a coprire e cuocere ancora per 15 minuti. L'acqua dovrà evaporare quasi del tutto e il composto dovrà risultare morbido e pastoso. Versare tutto nel mixer, salare e condire con le erbe. Frullare finemente. Unire 1 cucchiaio di farina di mais ed incorporarla. Se l'impasto risultasse ancora troppo molle, aggiungere anche l'altro cucchiaio di farina di mais.
Formare 2 burger direttamente su una teglia rivestita di carta da forno, aiutandosi con un coppapasta per dare la forma.
Far raffreddare completamente a temperatura ambiente. Poi cuocere in forno statico a 200°C per 20-30 minuti. In un'altra teglia adagiare le cappelle di Portobello e cuocere anch'esse in forno per 15 minuti.
Sfornare tutto e far intiepidire. Servire i burger dentro le cappelle di fungo come se fossero panini, intervallando con foglie di lattuga e una spruzzata di ketchup.


Un modo alternativo di vedere il classico hamburger americano, in versione sanissima e low carbs!


Una proposta adatta a chi è a dieta e non vuole rinunciare ad un "panino" da fast slow food!

Con questa ricetta partecipo al contest:

mercoledì 30 novembre 2016

Pane integrale a lunga lievitazione naturale e cottura su pietra

..e mentre lego il lievito madre, lo rinfresco ad orari prestabiliti per fargli acquistare forza, peso con rigore gli ingredienti ed incordo i grandi lievitati di Natale da regalare, penso a quanto io ami la semplicità. Mi piace perdermi nei profumi delle farine che con tanta cura scelgo al mulino, mescolarle a fantasia, secondo l'umore, e bilanciarne ad occhio il grado di "rusticità" da ottenere. Se poi mi faccio prendere la mano e l'impasto finale non è proprio come me lo aspettavo, mal di poco, il pane è sempre buono ed il suo aroma in cottura mi mette sempre di buonumore!
Vi prometto che prima delle feste metterò la ricetta dei panettoni che ho in preparazione, ma nel frattempo godetevi quello che per me è passione, amore, casa e benessere...

Per chi non possiede la pietra refrattaria, lo invito a leggere questo metodo alternativo di cottura.
Ingredienti x1 pagnotta:

200 g di farina integrale con tutto il grano*
200 g di semola di grano duro*
100 g di farina di grano saraceno*
450 g di acqua naturale a t.a.
75 g di lievito madre attivo**
10 g di sale fino marino
1 cucchiaino di malto in polvere
Olio e.v.o. x la ciotola

*Macinata a pietra.
**Rinfrescato e al raddoppio.

Ho effettuato l'impasto nella planetaria con il gancio ad uncino. Si potrà procedere anche lavorando a mano.

Versare le farine in una capiente ciotola e versare 350 g di acqua. Mescolare con un mestolo di legno o una forchetta fino a far assorbire tutto il liquido. Coprire con un canovaccio umido e far riposare per 30 minuti.
Versare quest'impasto nella ciotola della planetaria e aggiungere il lievito, il malto e l'acqua avanzata (100g). Lavorare fino ad incordatura. Incorporare il sale e portare nuovamente ad incordatura.
Ungere leggermente una ciotola d'olio e versarci l'impasto. Con le mani umide praticare una serie di pieghe in ciotola e far riposare coperto per 40 minuti. Ripetere le pieghe altre 2 volte con un riposo di almeno 30 minuti.
Spolverare il piano di lavoro di semola e rovesciarci l'impasto. Praticare una serie di pieghe a libro e adagiare la forma nel cestino da lievitazione abbondantemente infarinato (io ho usato un grande scolapasta con un telo di lino all'interno). Sigillare con pellicola e trasferire in frigorifero per 20 ore.


Preriscaldare la pietra refrattaria per 30 minuti alla massima potenza (il mio forno a 250°C). Estrarre il pane dal frigorifero e rovesciarlo delicatamente su una teglia rivestita di carta da forno. Incidere la superficie con un coltellino affilato.


Aprire il forno e far scivolare la carta da forno con sopra il pane sulla pietra refrattaria. Chiudere subito per non disperdere il calore e cuocere per 15 minuti. Poi abbassare la temperatura a 200°C e proseguire la cottura per altri 20 minuti. Portare, quindi, il forno a 180°C e completare la cottura per altri 20 minuti.
Valutare sempre i tempi e le temperature in base al proprio forno!
Sfornare e far completamente raffreddare su una gratella.


Una volta freddo tagliare a fette e gustare.


Si conserva bene intero in dispensa in un sacchetto di carta (1 settimana circa). Per mantenerlo più a lungo chiudere le fette tagliate in sacchetti di plastica e tenere in frigo (fino a 10 giorni) o in freezer (fino a 3 mesi). Scaldare sempre sotto il grill caldo de forno prima di gustare per sprigionare i suoi originari profumi.


Un pane leggerissimo e altamente digeribile che incontra l'esigenza di una sana alimentazione con il gusto di buono!


Delizioso per accompagnare una colazione dolce, un antipasto rustico o semplicemente per pasteggiare.


Con questa ricetta partecipo a Panissimo di Novembre

martedì 29 novembre 2016

Tortini di amaranto e zucca

Non tutti i mali vengono per nuocere.
Nonostante il periodo super impegnativo, non rinuncio alla mia cucina sana e a prepararmi tutto da sola in casa. Spesso mi organizzo la cena già all'ora del pranzo che solitamente sono più libera in quanto mio marito rimane fuori per lavoro. La soluzione che va per la maggiore in queste settimane sono i burger. Mi basta mettere in ammollo i legumi prescelti (ceci, fagioli o fave) la sera prima, cuocerli nel lasso di tempo che va dalla prima colazione all'uscire di casa per lavoro e terminare la cottura mentre mi gusto in solitaria il mio pranzo, magari aggiungendo qualche aroma come cipolla, sedano e carota o spezie che mi ispirano al momento. Frullo, preparo i burger e li lascio a raffreddare in cucina, mentre sfrutto il mio pomeriggio per le varie commissioni. A cena, metto tutto in forno e taglio un po' di verdure di contorno. Detto così sempre macchinoso, ma è molto più semplice e meno impegnativo di quello che sembra.
Ma non mangio solo legumi, mi faccio le polpette di pesce, di soia e anche di cereali! Ad esempio, qualche giorno fa mi sono fatta dei medaglioni con quinoa e merluzzo e sono piaciuti tantissimo anche all'uomo di casa che sdegna sempre i miei piatti salutari. Da lì mi è venuto in mente quel rimasuglio di amaranto che proprio non riesco a terminare e farne dei burger mi è sembrata una soluzione geniale. 
Premetto che io e l'amaranto abbiamo attraversato momenti di amore e odio che ultimamente si sono accentuati in negativo...e anche stavolta voleva giocarmi un brutto scherzo!
Insomma l'impasto dei burger è rimasto troppo umido e, per non buttare tutto, ho rimediato facendo dei tortini che sono venuti talmente golosi che non ho resistito nel condividerli anche con voi!


Ingredienti x5 tortini:

70 g di amaranto
1/4 di zucca Delica o a pasta soda (circa 3 fette)
Brodo di pesce o vegetale* q.b.
2 cucchiai di farina di mais da polenta

*Io ho utilizzato l'acqua di bollitura delle mazzancolle fresche. In questo modo non ho dovuto aggiungere sale.

Pulire la zucca dalla buccia, semi e filamenti interni. Ridurre a dadini e versare in una capiente pentola insieme all'amaranto. Coprire a filo con il brodo caldo. Cuocere per 20 minuti a fiamma media, mescolando verso fine cottura. L'acqua dovrà essere evaporata quasi del tutto e la zucca ridotta in purea.
Versare il tutto in un mixer, insieme alla farina di mais. Frullare finemente ottenendo una pastella molto densa.
Ungere con un goccio d'olio degli stampini usa e getta di alluminio e infarinarli leggermente (in alternativa usare il mio staccante per tortiere). Versare, quindi, il composto e cuocere in forno a 200°C per 20 minuti.
Sfornare e far raffreddare a temperatura ambiente, oppure trasferire in frigo per qualche ora, avendo l'accortezza di farli acclimatare prima di servire.


Ottimi da preparare in anticipo e presentare sulla tavola delle feste.


Un'idea per un antipasto alternativo o un secondo informale accompagnato da un pinzimonio di verdure crude. 


Noi li abbiamo gustati come piatto unico con bastoncini di carota, daikon e topinambur.

lunedì 28 novembre 2016

Zuppa di sorgo e barbe di finocchio

Cosa c'è di meglio che iniziare la settimana con una coccola al cucchiaio?? E se questa fosse anche light?? 
Direi che con l'appuntamento di oggi della rubrica Light & Tasty, soddisfiamo entrambe le richieste! Per gli amanti della zuppa e per quelli della vellutata, siete capitati nel posto giusto. 
Io vi propongo un piatto corroborante fatto con quello che rimaneva di uno splendido finocchio del campo dello zio ed una sana e golosa new entry, siete pronti ad assaporarlo insieme a me?! 


...per chi non lo sapesse...
Il sorgo è un cereale in chicchi dal sapore delicato e dalla struttura dolce e corposa. Contiene pochi grassi, è gluten free e fonte di vitamine del gruppo B e minerali. Gi sono riconosciute proprietà antiossidanti, valide a combattere i radicali liberi, a rallentare l’invecchiamento biologico e a ridurre il rischio di insorgenza di malattie cardio-vascolari, diabete e tumori. E' un alimento particolarmente indicato nelle diete ipocaloriche, in quanto risulta facilmente digeribile e al momento del consumo lascia un senso di sazietà e leggerezza.
E' ottimo per la preparazione di zuppe, minestre, contorni, insalate fredde, fiocchi e porridge.




Ingredienti x1 piatto unico:

70 g di sorgo bianco decorticato già cotto*
3 foglie esterne di finocchio
Barbe e gambi di 1 finocchio
5 cm di porro
Scaglie di Gran Mugello Ubaldino**


*Ammollarlo per 2 ore. Sciacquare bene e cuocerlo per 30 minuti a fiamma dolce. Infine scolarlo e utilizzare a piacere. 
**Il Gran Mugello si caratterizza per una pasta semi cotta, compatta di color avorio e ha un crescendo di sapori decisamente intrigante: si percepisce inizialmente il dolce e delicato del latte e poi via via un’esplosione di gusti sempre più intensi, dove si colgono anche le fragranze dell’olio extra vergine. La stagionatura avviene nelle Grotte Ubaldine che si trovano in profondità proprio sotto le fondamenta della torre merlata della Villa Palagiaccio.
In alternativa usare il Parmigiano Reggiano.

Lavare accuratamente le foglie del finocchio, i gambi e sfilacciare le barbe. Tritare tutto finemente e raccogliere in una capiente pentola. Aggiungere il porro a rondelle e coprire a filo d'acqua. Far bollire per circa 20 minuti, lasciando evaporare gran parte dell'acqua. Frullare finemente con il frullatore ad immersione e aggiungere il sorgo. Mescolare e far riposare al caldo con il coperchio per circa 5 minuti.
Nel frattempo ridurre un piccolo pezzo di Gran Mugello Ubaldino (circa 10-15 g) in scaglie aiutandosi con il pelapatate.
Versare la zuppa calda nella ciotola e completare con le scaglie di formaggio.


Non ho aggiunto olio e sale perché il formaggio stagionato funge da condimento. In questo modo non si eccede in calorie e, allo stesso tempo, non si rinuncia al gusto!


Ed ecco le altre fumanti proposte: