martedì 28 febbraio 2017

Ciabatte semintegrali con poolish

Ogni tanto mi trovo a fare i conti con il mio shopping compulsivo..di farine! Vado al mulino per acquistare giusto lo stretto necessario e torno a casa piena di sacchi di carta con kg su kg di farine di ogni cereale (e legume!) reperibile sul pianeta terra! Non so proprio resistere, quando entro in quel luogo magico mi si attivano tutti i ricettori della fantasia e non posso far a meno che ascoltarli! Poi, però, devo trovargli lo spazio e il modo di smaltirle in tempi rapidi perchè qui le temperature si stanno alzando vertiginosamente!!! Stavolta mi sono super-controllata ed ho evitato come la peste di andare al mulino. Occhio non vede, cuore non duole! Ma forse ho esagerato, tanto che ho rischiato di fare la pizza con la farina integrale, unica superstite! Non che a me dispiaccia, sia chiaro, ma già mi immaginavo la faccia del marito (...al quale dopo anni di lotte sono riuscita a far apprezzare il semintegrale...) che l'integrale in purezza proprio non lo manda giù, nemmeno se sottoforma di margherita-capperi-acciughe! Ho tirato un sospiro di sollievo quando ho pesato qual mezzo kg di 1 che giaceva sul fondo del sacchetto ormai svaligiato! Salvata proprio in calcio d'angolo!
In questi giorni dovrebbe arrivarmi il nuovo ordine di farine macinate a pietra da un mulino molto particolare...ma ve ne parlerò prossimamente! Intanto vi mostro quello che ho messo insieme con i rimasugli di vecchie scorribande...


Quando ho visto questa ricetta da Terry, ho capito che avrei dovuto provarla. Mi sono segnata tutto per filo e per segno, poi ho dovuto adattarlo alle mie farine e al mio gusto, ma la mia musa ispiratrice non mi ha tradita, nemmeno questa volta!




Ingredienti x2 ciabatte:

Poolish
200 g di lievito madre attivo*
200 g di acqua a t.a.
100 g di farina di tipo 1**

Autolisi
200 g di farina integrale**
200 g di Tumminia**
200 g di acqua a t.a.

Impasto
Poolish maturo (10 ore al caldo***)
Autolisi riposata 1 ora a t.a.
150 g di farina di tipo 1**
150 g di acqua a t.a.
10 g di sale integrale marino
1 cucchiaino di malto d'orzo in polvere

Olio e.v.o. per la ciotola
Semola rimacinata di grano duro** per il piano di lavoro

*Rinfrescato e al raddoppio.
**Macinata a pietra.
***Temperatura superiore ai 23°C. Ideale il forno spento con la lucetta accesa.

Ho effettuato l'impasto con la planetaria con il gancio ad uncino. Si potrà procedere anche a mano, armati di pazienza in quanto l'impasto risulterà piuttosto liquido ed appiccicoso.

Poolish
In una ciotola sciogliere il lievito nell'acqua aiutandosi con una forchetta. Unire la farina e mescolare bene fino ad ottenere una "crema" omogenea e liscia. Sigillare con pellicola e far maturare al caldo***(io nel forno spento con la luce accesa, ho impiegato circa 8 ore). Si può mettere anche a maturare in frigo per 24 ore.
Autolisi
Versare le farine in un'ampia ciotola e mescolare con l'acqua aiutandosi con una forchetta, quel tanto che basta per far assorbire tutto il liquido. Coprire con un canovaccio umido e far riposare per 1 ora.
Impasto
Versare il poolish maturo, l'autolisi e la farina nella planetaria. Aggiungere il malto e l'acqua, quindi lavorare a media velocità fino ad incordatura. Unire il sale e farlo assorbire portando nuovamente ad incordatura.
Ungere una capiente ciotola con l'olio e rovesciarci l'impasto. Praticare 3 pieghe in ciotola a distanza di 20-30 minuti l'una d'altra. Infine, con le mani unte, ribaltare l'impasto direttamente nella ciotola e ripiegare su se stesso. Sigillare la ciotola con pellicola trasparente e far lievitare per 1 ora a temperatura ambiente. Trasferire in frigorifero per 20 ore.
Preriscaldare la refrattaria, ponendola sul ripiano più basso del forno, in funzione statica a 250°C. Raggiunta la temperatura, estrarre la ciotola dal frigo e rovesciare l'impasto sul piano di lavoro spolverato generosamente di semola. Spolverare anche la superficie della pasta con la semola e dividere in due parti uguali, tagliando di netto con un tarocco. Trasferire delicatamente le pezzature su una teglia rivestita di carta da forno ponendo il taglio rivolto verso l'alto.
Far scivolare la carta da forno con sopra le ciabatte sulla pietra refrattaria e cuocere per 30 minuti. Poi abbassare la temperatura a 200°C e proseguire la cottura per altri 10 minuti con lo sportello a spiffero.
Sfornare e far completamente raffreddare su una gratella.



Una volta fredde, tagliare a fette.


Si conservano intere in dispensa per 1 settimana, avendo cura di tenerle lontane dall'umidità. In alternativa posso essere congelate a fette e consumate entro 3 mesi.
Scaldare sempre prima di servire per sprigionare nuovamente la loro originale fragranza.


Ottime per confezionare dei panini ma anche per assaporare delle confetture homemade e regalarsi una colazione da sogno!


Ci tengo particolarmente a regalare queste ciabatte a Panissimo...il mio ultimo contributo a questo fantastico gruppo...
...già so che mi mancherete tantissimo!!!

lunedì 27 febbraio 2017

Spaghetti piccanti al cavolo riccio e dragoncello

Benvenuti al nuovo appuntamento con la rubrica di Light & Tasty che questa settimana ha scelto un ingrediente che rappresenta l'Italia all'estero: la pasta e nello specifico gli spaghetti.
Un errore molto comune di chi decide di mettersi a dieta è quello di eliminare pane e pasta dalla proprio alimentazione. I carboidrati, invece, sono fondamentali per il buon funzionamento del nostro organismo. Gli zuccheri complessi che si assumono attraverso pane e pasta sono il carburante più prezioso che aiuta la mente e i muscoli a lavorare nel modo corretto, sostenendoci senza appesantire.
Il trucco è quello di scegliere "integrale" in modo che la fibra ci regali un alto senso di sazietà a lungo raggio senza andare a cercare altri "zuccheri" meno salutari.
Io vi propongo un piatto di stagione con sapori accattivanti e molto appaganti che non vi sembrerà nemmeno di stare a dieta!


Ingredienti:
(dosi da intendersi x1 porzione) 

70 g di spaghetti integrali
3 "rami" di cavolo riccio
1 aglio intero
1 cucchiaio di colatura d'alici*
1 cucchiaino di dragoncello essiccato e frantumato 
1 cucchiaino di olio e.v.o.
Peperoncino macinato q.b. 

*Nel caso non ne siate in possesso, basterà aggiungere in padella 1 acciuga sott'olio e scioglierla bene prima di saltare il cavolo. In questo caso consiglio di salare la pasta.



Cuocere gli spaghetti in abbondante acqua. Nel frattempo staccare le foglie del cavolo dalla nervatura centrale più coriacea e lavarle sotto l'acqua corrente. Tamponare e sminuzzare grossolanamente. Ungere una padella antiaderente con l'olio, unire il cavolo, l'aglio schiacciato e il peperoncino. Aggiungere 1 mestolo di acqua di cottura della pasta e mescolare su fiamma dolce. Scolare gli spaghetti al dente e unire in padella. Saltare qualche istante per insaporire. Spolverare con il dragoncello e mantecare fuori dal fuoco con la colatura d'alici. Servire subito. 


Un piatto semplice ma pieno di carattere che appaga senza appesantire!


Non perdetevi tutte le altre "spaghettate" e nell'occasione vi presento la new entry del gruppo Maria Grazia!

venerdì 24 febbraio 2017

Barrette spezza-fame e super-sane fatte in casa

Guardo poco la tv ed evito come la peste i programmi di cucina. Masterchef e company mi sanno tanto di finzione e poca passione, una pugnalata per chi ama veramente la cucina. Però (si, c'è un però...) qualche tempo fa, durante i miei esercizi ginnici in salotto, mi tenevo compagnia con un canale che non è più in chiaro (ahimè, quel giorno che non l'ho più trovato è stato un lutto...la solita condanna per me che non ho il satellitare...) ed ho conosciuto lui, Jamie Oliver. E' stato amore a prima vista, il suo entusiasmo è contagioso, si percepisce che ama quello che fa e lo trasmette con spontaneità e semplicità. Ho scoperto che in Italia c'era un mensile curato proprio da lui (si, anche questa rivista è stata soppressa) e per un periodo l'ho acquistato.
Le foto, gli abbinamenti, i suoi dressing unici...la mia ammirazione è stata in continuo crescendo, tanto da spingermi ad acquistare un suo libro: Superfood.
E' bastato sfogliare 3 pagine per capire che il mio acquisto si sarebbe collocato tra i migliori degli ultimi anni. Ho già provato qualche ricetta, tutte super riuscite e appaganti sia alla vista che al palato!
Non ho esitato a seguire ad occhi chiusi le indicazioni di queste barrette energetiche, ovviamente adattando gli ingredienti ai miei gusti e a quello che avevo in dispensa, ottenendo uno spuntino post workout tra i più sani e golosi di sempre. 
Non sono, infatti, solo buone come sapore ma la presenza dell'arancia contribuisce a far assorbire all'organismo il ferro contenuto nei semi e nella frutta secca...un vero pieno di salute in pochissime calorie!

Ricetta liberamente ispirata alle "barrette di porridge perfette" di Jamie Oliver

Ingredienti x12 barrette:

90 g di fiocchi di segale*
85 g di fiocchi d'orzo*
100 g di frutta secca mista (20 g di noci + 80 g di mandorle con la pellicina)
100 g di frutta essiccata senza zucchero (20 g uvetta + 80 g di datteri medjoul)
50 g di semi oleosi (15 g semi di canapa + 20 g di semi di girasole + 15 g di semi di lino)
20 g di crusca di frumento bio
2 banane mature (circa 240 g di polpa)
1 arancia (circa 80 g di polpa)
1 cucchiaino di polvere d'arancia*
1 cucchiaio di sciroppo di riso bio**
1 cucchiaino di zenzero in polvere
1/2 cucchiaino di curcuma in polvere
Acqua q.b.

*Oppure 175g di fiocchi d'avena per porridge.
**Sostituibile con la scorza di mezza arancia non trattata.
***Sostituibile con sciroppo d'acero o malto d'orzo o miele per la versione non vegana.


In un capiente mixer, versare la frutta secca, i semi, la frutta essiccata, le spezie e la polvere d'arancia. Frullare finemente. Versare il contenuto in una capiente ciotola e tenere da parte.


Frullare brevemente anche i fiocchi di cereali e la crusca, quindi unire nella ciotola (nel caso utilizziate i fiocchi da porridge, saltare questo passaggio).
Versare nel mixer le banane, gli spicchi di arancia e lo sciroppo di riso. Frullare fino ad ottenere una crema. Trasferire in un recipiente graduato e aggiungere acqua quanto basta a raggiungere 500 ml.
Versare i liquidi in una capiente pentola e aggiungere tutti gli altri ingredienti. Cuocere a fiamma media e mescolare con una spatola di silicone fino ad amalgamare bene tutto. Dopo circa 5 minuti i fiocchi avranno rilasciato l'amido e l'impasto risulterà denso e appiccicoso.


Rivestire una tortiera quadrata da circa 25cm di lato con carta da forno bagnata e strizzata. Versarci il composto, livellare bene la superficie e con un coltellino rifilare le barrette.


Cuocere in forno preriscaldato in funzione statica a 190°C nell'ultimo ripiano per circa 45 minuti. Sfornare e far completamente raffreddare.


Una volta freddo, rifilare le barrette, staccarle e riporle in un recipiente ermetico in frigorifero.


In frigorifero si conservano per circa 3-4 giorni. Per prolungarne la durata, è possibile congelarle.


Queste barrette con le loro 150 Kcal sono ottime per il break di metà mattina o nel pomeriggio prima o dopo l'attività fisica.


Sono facilmente digeribili ma danno un alto senso di sazietà che aiuta ad arrivare al pasto principale senza una fame famelica.


Deliziose anche per la colazione abbinate ad un frutto fresco e un tea o un caffè amaro.

giovedì 23 febbraio 2017

Radiatori integrali con code di gambero e pesto di cavolo riccio

Ieri mattina ho portato la nonna a fare una visita. Stranamente il dottore era puntuale e ci ha subito ricevute. Dopo nemmeno 30 minuti eravamo fuori con ancora tutta la mattinata davanti. Ho chiesto alla nonna se avesse da fare altri giri, approfittando dell'autista personale, ma l'unica cosa che mi ha detto è stato < portami a casa > ma aveva lo sguardo triste e un po' rassegnato forse a causa delle parole appena sentite nello studio medico.
Ho acceso il motore con l'idea di accontentarla, poi, il sole caldo e il cielo limpido mi hanno fatto prendere un'altra decisione. 
Ho messo la freccia e ho detto < ti porto a vedere il mare >.
Ho parcheggiato il più vicino possibile alla zona pedonale e, piano piano con il bastone, l'ho accompagnata proprio fino a dove inizia la sabbia.
Ho visto il suo viso rilassarti, ha chiuso gli occhi ed ha ispirato fino a che i suoi polmoni non si sono riempiti di salmastro. Poi ha riaperto gli occhi e la sua bocca si è piegata in un sorriso. E' bastato uno sguardo per capire che era felice e che mi ringraziava per quel fuori programma. 
Ho pensato a quante volte è stata lei a portarmi al mare quando ero piccola. I miei nonni da giovani abitavano a Livorno ed io d'estate andavo sempre qualche giorno in trasferta da loro. Partivamo la mattina presto per poi riessere a casa per l'ora di pranzo (...mio nonno non era un uomo che si accontentava di un panino mangiato sotto il sole...). Quelle ore erano magiche per me e terribili per la mia nonna che aveva paura mi facessi male sugli scogli e mi seguiva come un'ombra! 
Come sono cambiate le cose...adesso sono io mi preoccupo per lei, che la sostengo perché non cada ed ho sempre il timore per tutto (...che si sia coperta abbastanza se fa freddo, che abbia la borsa ben chiusa o che indossi le scarpe di gomma per non scivolare...).
Sono tornata a casa con la voglia di un piatto che mi coccolasse e che avesse un po' di quel mare dentro, quello che avevo appena respirato insieme alla nonna. 


Mi sono ricordata che avevo delle code di gambero nel congelatore, acquistate per metterle sulla pizza (...poco tempo fa avevo assaggiato una pizza bianca con gamberi e pesto che mi aveva fatto impazzire!). Ho improvvisato un pesto con il cavolo riccio (se volete saperne di più potete, leggete quest'articolo) ed ho scelto il formato di pasta che più si addiceva al contesto.
Questo pranzetto è stato proprio goloso e non posso che condividerlo con voi, proprio come ho fatto con le mie emozioni...


Ingredienti:

pesto 
(dosi x condire 4 porzioni)
3 foglie grandi di cavolo riccio
20 g di pinoli
1 aglio intero
2 cucchiaio di olio e.v.o.
1 cucchiaio di Parmigiano grattugiato

(dosi a porzione)
70 g di radiatori integrali
5 code di gambero fresche o congelate

Eliminare il gambo coriaceo centrale del cavolo. Lavare accuratamente le foglie e strizzarle. Trasferirle nel mixer e unire i pinoli leggermente tostati in una padellina antiaderente insieme al Parmigiano e l'aglio privato del germoglio. Frullare fino ad ottenere un composto grumoso ma omogeneo, quindi aggiungere a filo l'olio. Frullare ancora e trasferire il pesto ottenuto in un vasetto di vetro.
Far riposare al fresco per almeno 1 ora.


Nel frattempo sbollentare le code di gambero per qualche minuto. Prelevare con un mestolo forato e trasferire in una ciotola con del ghiaccio. Portare di nuovo a bollore l'acqua dei gamberi e cuocerci la pasta al dente. 
Sbucciare i gamberi e trasferirli in una padella antiaderente insieme a 1 cucchiaio di pesto. Versarci la pasta e 1-2 cucchiai di acqua di cottura. Saltare qualche istante e mantecare bene.
Servire subito.


Questo pesto è molto aromatico, buonissimo anche da solo per condire un semplice piatto di cereali (l'ho provato anche con l'avena e mi è piaciuto da matti!) ma trovo che l'abbinamento con i crostacei e la pasta integrale sia vincente!


Il pesto avanzato nel vasetto di vetro, si conserva in frigorifero per circa 4 giorni. E' possibile congelarlo, in tal caso potrà essere consumato entro 2 mesi.


Se non si riesce a reperire il cavolo riccio, è possibile fare lo stesso pesto con il cavolo nero anche se il sapore sarà un po' più intenso.

martedì 21 febbraio 2017

Cappello di pane integrale

La sera è il mio momento "creativo". Ho tempo libero da spendere come voglio e per chi voglio. Dopo cena il marito se ne va in palestra e lo sento tornare quando io sono già sotto il piumone bella rannicchiata. Le ore che intercorrono in questo lasso di tempo, me ne sto molto spesso al computer con Amelia acciambellata sulle gambe (...ve l'ho già detto che pensa di essere un gatto??!! Le manca solo di fare le fusa e la metamorfosi sarebbe completata!!!) a sistemare foto, scrivere ricette, informarmi, studiare e curiosare sui social e nei blog altrui. E' un momento tutto mio, mi rilasso e anche la scrittura nasce fluida e senza forzature.
Ed è proprio in questo momento che nascono i miei post e le idee per la mia cucina. Ho sempre a portata di mano un quadernino a quadretti e una penna, mi scrivo appunti e bilancio ricette da provare nei giorni successivi...a volte hanno successo, altre un po' meno ma è sempre una continua crescita e scoperta. 
Con i lievitati, poi, è ancora più stimolante e se sono al culmine della fase creativa, mollo tutto quello che sto facendo e corro in cucina a rinfrescare il lievito per l'impasto della mattina...perché devo vedere nel più breve tempo possibile cosa viene fuori!


Raramente capitano gli amori a prima vista, quelle ricette che le appunti con meticolosa precisione e che riproduci passo passo, proprio come il pane di oggi. Mi sono semplicemente limitata a dimezzare le dosi dei "Cappelli di pane" dall'ultimo libro di Sara Papa...e non me ne sono pentita, perché la ricetta è davvero perfetta così com'è!


Ingredienti x1 cappello:

500 g di farina integrale macinata a pietra
375 g di acqua naturale a t.a.
100 g di lievito madre attivo*
8 g di sale integrale
4 g di malto d'orzo in polvere

Olio e.v.o. q.b. x la ciotola
Farina integrale macinata a pietra q.b. x il piano di lavoro e la superficie

*Rinfrescato e al raddoppio.

Ho effettuato l'impasto in planetaria ma si potrà procedere anche a mano ottenendo lo stesso risultato.

Versare la farina nella ciotola della planetaria insieme a 300g di acqua. Impastare brevemente con il gancio a foglia, quanto basta per assorbire il liquido. Coprire con un canovaccio e far riposare 30 minuti.
Unire il lievito madre, il malto e l'acqua avanzata (75g). Montare il gancio ad uncino e portare ad incordatura. Infine aggiungere il sale e riportare l'impasto in corda.
Coprire con un canovaccio e far riposare 30 minuti.
Spolverare il piano di lavoro di farina, rovesciarci l'impasto e praticare una serie di pieghe a libro. 
Formare una palla e porla in una ciotola leggermente unta d'olio. Far lievitare al caldo fino al raddoppio. Io l'ho messa nel forno spento con la luce accesa per 5 ore.
Preriscaldare la pietra refrattaria per 30 minuti a 250°C.** 
Nel frattempo dividere l'impasto lievitato in due pezzature da circa 500g cadauna. Formare una palla con una, pirlandola bene sul piano di lavoro e adagiarla su una teglia rivestita di carta da forno. Dividere la seconda pezzatura in 3 parti da circa 170g cadauna ed intrecciare. Avvolgere il primo impasto con la treccia e sigillare bene la chiusura. Spolverare la superficie di farina e far riposare circa 15 minuti.
Infornare facendo scivolare il pane direttamente sulla pietra refrattaria aiutandosi con la carta da forno sottostante. Cuocere per 15 minuti, poi abbassare la temperatura a 180°C e proseguire per altri 30 minuti.
Valutare sempre i tempi di cottura e le temperature in base al proprio forno.
Sfornare e far completamente raffreddare su una gratella.


**Per chi non avesse la pietra refrattaria, seguire questa tecnica di cottura.

Una volta freddo tagliare a fette.


Per conservarlo al meglio, vi consiglio:
-intero- in dispensa in un sacchetto di carta (o meglio ancora una federa di lino), lontano da fonti di umidità. 1 settimana. Tagliare e tostare al momento della degustazione. 
-a fette- in frigo in sacchetti di plastica. 10 giorni. Riportare a temperatura ambiente prima di gustare, meglio scaldarlo qualche istante in forno o sotto il grill.
-a fette- in freezer in sacchetti di plastica. 3 mesi. Passare le fette ancora congelate qualche istante sotto il grill caldo del forno prima di portare in tavola. 


Un pane davvero versatile che vi potrà accompagnare in ogni pasto della giornata, dalla colazione, semplicemente tostato e servito con un velo di confettura, alla cena, passando per il pranzo e la merenda!


Con questa ricetta partecipo a Panissimo di Febbraio:

lunedì 20 febbraio 2017

Quinoa al limone con chips di rape

Sono stata per due giorni lontana dal blog e questo mi ha aiutata a capire. Se sono dove sono ora e posso fare quello che faccio, è anche merito suo. Avere un blog è uno stimolo continuo, mi sprona a provare sempre cose nuove, ingredienti ed abbinamenti mai osati, inoltre mi ha insegnato a spiegare bene come procedere in una ricetta anche ad un pubblico che magari non ha tanta esperienza sul campo. Adesso mi sento più sicura quando spiego ai bimbi durante i corsi e, giusto ieri, ho tenuto il primo corso di cucina per adulti che è stato un grande successo (...inaspettato da parte mia!). 
Le nuvole cattive se ne sono di nuovo andate ed è tornato il sereno. Grazie anche a tutti voi che mi avete lasciato un pensiero di incoraggiamento e tanto affetto...ve ne sono davvero grata!


Inizio la settimana con una grande grinta e vi presento il protagonista della rubrica di Light&Tasty di oggi: Il limone.
Il limone ha proprietà anticancro (dovute al limonene, una sostanza contenuta nella scorza e responsabile del suo profumo), migliora la funzionalità epatica e facilita l'eliminazione dei grassi e di alcune tossine dal sangue. Grazie al suo contenuto di acido citrico, favorisce il ricambio cellulare, mentre i flavonoidi, presenti nella scorza, contrastano l'arteriosclerosi. Ha note proprietà astringenti e se grattugiato su un piatto contribuisce all'assorbimento dei polifenoli e del ferro. 
Fonte: Io mi voglio bene di Marco Bianchi 

...ascoltando...People help the people


Ingredienti:

80 g di quinoa
1 limone non trattato
2 rape bianche
1 barbabietola rossa
1 cucchiaino di olio e.v.o.
2 pizzichi di sale integrale marino


Sciacquare abbondantemente la quinoa sotto l'acqua corrente. Far bollire 2 volte il suo volute d'acqua (circa 200 ml) in una pentola e versare la quinoa. Appena l'acqua spicca nuovamente il bollore, abbassare al minimo la fiamma e mettere il coperchio. Cuocere per 10 minuti. Poi spegnere la fiamma e far riposare altri 5 minuti.
Lavare il limone, asciugarlo e grattugiare la buccia (solo la parte gialla) fino a ricavarne un cucchiaino. Poi spremerlo e tenere da parte il succo. Mescolare la scorza con il sale e far insaporire. Mescolare un cucchiaio di succo con l'olio e sbattere per ottenere un'emulsione omogenea.
Nel frattempo pelare le rape e ridurle a lamelle sottili, aiutandosi con una mandolina a lama lunga. Disporre su una teglia in un unico strato, condire con l'emulsione ed il sale aromatizzato.



Cuocere in forno ventilato per 15 minuti a 200°C. Poi porre lo sportello a spiffero per far evaporare l'acqua di vegetazione e proseguire la cottura per altri 5 minuti. Sfornare e far raffreddare.



Sgranare la quinoa con una forchetta e mantecare con il succo di limone avanzato. Servirla insieme alle chips.



La nota del limone, oltre a regalare carattere al piatto e profumarlo di fresco, aiuta a far meglio assorbire all'organismo vitamine e sali minerali.


Ecco tutte le altre ricette della settimana: 

venerdì 17 febbraio 2017

Biscotti per cani alla mela

Ci sono parole, frasi e gesti che feriscono nei tuoi punti deboli e che fanno male, male da morire. Ti rendi conto di quanta gente cattiva ci sia in giro che non aspetta altro che parlar male alle spalle e girare-il-dito-nella-piaga. Io ho un brutto carattere, non posso negarlo. Mi basta un niente per cadere in una depressione nera, per mettere in dubbio ogni singola parola detta, gesto fatto o progetto pensato. Tutto si riconduce alla mia insicurezza cronica con cui devo scendere a compromessi ogni santo giorno. Probabilmente non cambierò mai e quando credo di essere diventata più forte ed aver acquisito un pizzico di fiducia in me stessa e nelle mie capacità..puff..basta un niente che tutto torna come prima, se non peggio a causa dell'aggravante di averci pure creduto! Sono sempre alla ricerca di consenso, di approvazione, di "riscontri" e questo non è sano, non va bene.
In questi giorni ho pensato molto alla mia vita e a quello che vorrei. La conclusione è che mi sono sentita stupida. Stupida per aver mirato in alto ed aver seriamente pensato che ce l'avrei fatta "ad arrivare". Stupida per perdere il mio tempo dietro un sogno che non si avvererà mai, nessuno mi noterà in questo mare di squali assetati di sangue, forti e belli. Stupida per continuare a spendere soldi, energie e tempo, tanto tempo, dietro al mio blog. Per cosa?? Sono 4 anni che scrivo, fotografo, mangio piatti freddi e sono sempre qui (quasi) al punto di partenza. 
Forse è il momento di guardare in faccia la realtà e rassegnarmi a dedicare le mie attenzioni ad altro.
Chissà se qualcuno leggerà mai le mie parole ma a me metterle nero su bianco aiuta a metabolizzare e a buttare giù quell'amaro che ho in bocca.
Ho pianto sola ed in silenzio, perchè io le emozioni le devo vivere fino in fondo e Amelia mi ha leccato le lacrime finchè non mi è tornato il sorriso e la voglia di accendere il forno..per lei, solo per lei. 


Ingredienti x2 teglie:

100 g di farina integrale*
140 g di polpa di mela (circa 1 mela media)
1 uovo bio (circa 55 g)
1 cucchiaio di olio e.v.o.

*Macinata a pietra.

Note:
Si potrà effettuare l'impasto a mano, nella planetaria o in un capiente mixer. Secondo me, vista la poca quantità d'impasto, conviene procedere a mano in modo da poterne valutare immediatamente la consistenza ed eventualmente aggiungere acqua o altra farina.

Sbucciare la mela e privarla del torsolo. Frullare la polpa insieme all'uovo. In una ciotola miscelare le farine. Unire il frullato di mela e uovo, l'olio e, con l'aiuto di una spatola, impastare. 
Formare una palla e trasferirla in frigorifero per almeno 30 minuti. Stendere poco impasto alla volta e coppare con un bicchierino da liquore**. Adagiare a mano a mano che sono pronti su teglie rivestite di carta da forno. Con i lembi di una forchetta bucare la superficie e cuocere in funzione ventilata a 160°C per circa 20 minuti. 


Io ho cotto le due teglie insieme nel 2° e 4° ripiano del forno, a metà cottura le ho invertite ed ho fatto fuoriuscire un po' di vapore.
Valutare sempre i tempi e le temperature in base al proprio elettrodomestico.
Sfornare e far completamente raffreddare su una gratella.


Una volta freddi si conservano per 15 giorni in un sacchetto da freezer in un luogo fresco e buio.


**In alternativa si possono formare delle palline di impasto grandi come una noce e schiacciarle direttamente sulla teglia. Bucherellare la superficie con i lembi di una forchetta e procedere con la cottura.


Questi biscotti, a differenza di quelli con lievito madre, rimangono meno croccanti ma non per questo il vostro amico a 4 zampe non li gradirà!

giovedì 16 febbraio 2017

Bomboloni a lievitazione naturale cotti al forno

C'è un foglio di quaderno, a quadretti, scritto in bella grafia, che ogni anno in questo periodo mi si ripropone sotto gli occhi. La ricetta risale ai primi anni del blog, quando avevo tempo di appuntarmi con meticolosa precisione ogni ingrediente ed ogni singolo passaggio. Adesso i miei appunti sono dei geroglifici che spesso nemmeno io riesco a decifrare! Abbreviazioni, penne di colori diversi, foglietti ricavati da qualche stampa di OpenOffice sbagliata...insomma, più vado avanti e più la mia creatività mi rende disordinata. O è forse proprio questo disordine che mi rende creativa?? Chissà se mai riuscirò a sciogliere il dilemma, ad ogni modo quest'anno mi sono voluta fidare di quella ricetta appuntata chissà quanti anni fa.  


Come potete immaginare non sono mancate le modifiche. Le farine da Manitoba e 00 (...ormai bandite da tempo dalla mia alimentazione!) sono diventate farina di tipo 1 macinata a pietra dal mio mulino di fiducia e il lievito di birra è stato sostituito dal mio fidato ed arzillo lievito madre. Inoltre anche il procedimento non mi convinceva, quindi mi sono affidata alla mia attuale esperienza in fatto di panificazione. Alla fine il risultato è stato proprio soddisfacente e ne hanno gioito i ragazzi della squadra di mio marito (...con i quali ha trascorso il San Valentino!).


🎵 Hear me now 🎵
Ingredienti x circa 20 pezzi:

impasto
500 g di farina di tipo 1 macinata a pietra
250 g di latte scremato*
100 g di lievito madre attivo**
1 uovo intero bio (circa 50g)
75 g di fruttosio puro
60 g di burro di ottima qualità a t.a.
25 g di rum (1 bicchierino)
1 cucchiaino di polvere d'arancia
6 g di sale integrale 

finitura
30 g di burro di ottima qualità 
Zucchero a velo q.b.
Fruttosio q.b.
Granella di zucchero colorato q.b.

Farina di tipo 1 per lo spolvero q.b.
Olio di riso per la ciotola q.b.

*Sostituibile con latte vaccino intero, parzialmente scremato o latte vegetale possibilmente non zuccherato.
**Rinfrescato e al raddoppio.

Ho effettuato l'impasto nella planetaria ma si otterranno ottimi risultati anche lavorando a mano o in un capiente mixer.

Sciogliere il lievito nel latte e nell'uovo aiutandosi con il gancio a foglia. Appena il composto risulta omogeneo, unire il fruttosio, la polvere d'arancia e 2-3 cucchiai di farina sottraendola dalla quantità prevista in ricetta. Far lavorare il tempo necessario ad amalgamare gli ingredienti e sostituire la foglia con il gancio. Incorporare a poco a poco la farina, alternandola al rum e al sale, fino a raggiungere l'incordatura. A questo punto aggiungere il burro morbido poco per volta, facendolo ben assorbire dall'impasto tra un'aggiunta e l'altra.
Portare nuovamente ad incordatura, se necessario fermare la macchina, raschiare le pareti e ribaltare l'impasto.



Ungere una ciotola d'olio e rovesciarci l'impasto. Praticare una serie di pieghe in ciotola, ribaltare l'impasto e formare una palla. Coprirla con pellicola trasparente e far lievitare al caldo per 2 ore.***
Ungersi le mani, praticare un'altra serie di pieghe come quelle precedenti, sigillare la ciotola con la pellicola e trasferire in frigorifero per 20 ore.


***L'impasto è pronto per essere steso come segue, io per motivi logistici ho preferito fare un'ulteriore lievitazione in frigorifero.


Far acclimatare l'impasto per circa 2 ore, poi spolverare il piano di lavoro di farina e stendere l'impasto in uno spessore di circa 1,5 cm. Tagliare con uno stampino rotondo di circa 8 cm di diametro e con uno più piccolo formare un buco al centro (..io ho uno stampino che in un colpo solo fa tutto!). 



Adagiare ogni ciambella su una teglia rivestita di carta da forno avendo l'accortezza di distanziarle l'una dall'altra.
Ricompattare i ritagli senza impastare troppo e procedere come prima.


Coprire le teglie con pellicola trasparente e far lievitare al caldo (io nel forno spento con la luce accesa) per circa 5 ore.


Preriscaldare il forno in funzione ventilata combinata al vapore (per chi non avesse questa funzione, posizionare una ciotola d'acqua o di cubetti di ghiaccio sul fondo del forno per creare l'umidità ottimale utile alla cottura) a 180°C per circa 10-15 minuti.



Cuocere una teglia per volta nel ripiano centrale del forno per circa 10-12 minuti. Sfornare e spennellare subito con burro fuso. Passare i bomboloni nello zucchero e servire.


Se volete evitare il burro, si potranno spolverare semplicemente con zucchero a velo.


Questi bomboloni sono golosissimi e non hanno niente da invidiare ai "fratelli" fritti, l'unica accortezza è servirli ben caldi.


Se avanzano si conservano in un sacchetto di plastica a temperatura ambiente. Scaldare qualche istante prima di servire per ritrovare la loro originale fragranza.


Dentro sono delle vere nuvole! I "bottoncini" ammetto di essermeli pappati ancora prima di riuscire a fargli le foto...ma era giusto "testare" il prodotto, non vi pare??


Con questa ricetta partecipo a Panissimo #48: