lunedì 30 gennaio 2017

Banana muffins con noci del Brasile

Oggi, in occasione del consueto appuntamento con la rubrica di Light & Tasty, vogliamo sfatare il mito che la frutta secca non sia consentita in periodo di dieta. Niente di più sbagliato! Per uno spuntino energetico o in aggiunta alle ricette di tutti i giorni, diventa un vero alleato della salute!  Ovviamente, essendo ricca di calorie, le dosi devono essere contenute ma non serve demonizzarla.
A dimostrazione di quanto detto, vi proponiamo una selezione di ricette che vedono questo ingrediente come protagonista, rispettando il nostro slogan "leggero e gustoso"!
Io vi propongo dei muffins integrali, pieni di frutta e fibre, adatti alla colazione, alla merenda post allenamento o semplicemente come spezzafame tra i pasti principali. Sono adatti a chi è intollerante al lattosio o segue un regime alimentare vegano, inoltre, sostituendo la farina integrale con una senza glutine come quella di grano saraceno o di riso, possono diventare idonei anche per i celiaci!
Ogni muffins contiene circa 150 Kcal...che scuse avete per non provarli?


Mettiamo sotto il microscopio la frutta secca che ho scelto...
Le noci del Brasile, come tutti i semi oleosi, sono delle preziose fonti di energia, vitamine E e del gruppo B. Contengono una gran quantità di acidi grassi saturi e polinsaturi, sono prive di colesterolo ed hanno una buona percentuale di proteine ad alto valore biologico e amminoacidi essenziali. La cosa interessante che la distingue dal resto della frutta secca è da ricercarsi nella composizione minerale, pare che questo frutto contenga tantissimo selenio (con solo 2 noci si appaga il fabbisogno giornaliero!). 
Per ulteriori informazioni vi invito a leggere quest'articolo.


Ingredienti x5 muffins 5x3,9cm:

125 g di farina integrale con tutto il grano macinata a pietra
90 g di polpa di banana matura
65 g di latte di riso senza zuccheri aggiunti*
50 g di zucchero di canna integrale
1 cucchiaino di aceto di mele bio
1/2 cucchiaino di bicarbonato 
5 noci del Brasile sgusciate

*Sostituibile con altro latte vegetale a piacere o latte vaccino scremato se non avete intolleranze al lattosio e non seguite un'alimentazione vegana.

Schiacciare la polpa della banana con i lembi di una forchetta e mescolare con lo zucchero e il latte fino ad ottenere una crema omogenea.
A parte mescolare la farina con il bicarbonato ed il sale. Versare la crema e mescolare velocemente per amalgamarli al meglio. Per ultimo incorporare l'aceto. Distribuire in modo equo il composto nei pirottini (circa 2 cucchiai cadauno) e premere al centro 1 noce del Brasile per ogni muffins.
Cottura in forno tradizionale. Preriscaldare il forno a 180°C in funzione statica e cuocere per circa 15 minuti. 
Cottura nella friggitrice ad aria calda. Cuocere a 200°C per circa 12 minuti.
Sfornare e far intiepidire prima di servire.



Una volta freddi si conservano fino a 4 giorni sotto una campana di vetro in un luogo fresco della casa. Grazie alla presenza della banana, si manterranno morbidi e profumati a lungo. Possono essere anche congelati.


Deliziosi da gustare per merenda equilibrata abbinati ad un bicchiere di latte vegetale o un caldo tea alla frutta. (dose consigliata 1 muffins).


Preziosi per iniziare la giornata con energia e leggerezza mentre si sorseggia una bevanda calda. (dose consigliata 2 muffins).

Pollo alle noci di Carla

venerdì 27 gennaio 2017

Pan di mais con impasto a caldo

Quando ho iniziato a mettere le mani in pasta, non avrei mai pensato di poter ottenere un pane con una percentuale così alta di farina senza glutine e per giunta nemmeno indicata per la panificazione come quella di mais da polenta! Poi studia oggi, studia domani, sperimenta di qui e sperimenta di là, sono riuscita a fare un piccolo miracolo (...almeno per quanto riguardo il mio personale micro-mondo!).
Tre cose sono state fondamentali nella lavorazione: il ricco prefermento, l'autolisi a caldo che con le farine senza glutine aiuta a sviluppare l'impasto e il malto diastatico che nutre il lievito, colora il pane e stimola la naturale fermentazione delle farine.
Questo pane è profumato, saporito e leggerissimo! La farina di mais che ho utilizzato  è molto particolare ed è prodotta con il granoturco chiamato Formenton Otto File. E' una varietà coltivata nella vicina e tanto amata Garfagnana, oltre che nella Media Valle del Serchio. Ha una capacità produttiva di circa 18 quintali per ettaro, molto inferiore alle rese dei mais ibridi che arrivano a 150 quintali!!! Tuttavia questo mais è una coltura rustica che non richiede, durante la coltivazione, grandi quantità di acqua..si può dire che è un prodotto ecologico e a km0 (almeno per me!). Me ne hanno regalato un pacchetto da 1kg "fresco fresco" di macina a pietra i miei genitori che hanno assistito in diretta alla sua produzione...che dite li ho "educati" bene!?
Solitamente si usa per fare la polenta ma io potevo non farla finire in un pane!

Ricetta liberamente ispirata da lei

Ingredienti x1 pane:

Prefermento di 6 ore
100 g di pasta madre attiva*
200 g di farina di tipo 1**
200 g di acqua naturale a t.a.
Autolisi di 30 minuti
250 g di farina di mais Formenton 8File della Garfagnana**
250 g di acqua calda a 100°C
Impasto
Prefermento maturo
Autolisi fredda
250 g di farina di tipo 1**
15 g di sale integrale marino
5 g di malto diastatico in polvere

*Rinfrescata e al raddoppio.
**Macinata a pietra.

Ho effettuato l'impasto a mano ma si potrà procedere anche in planetaria o in un capiente mixer.

In una ciotola mescolare il prefermento aiutandosi con una forchetta e lavorare fino ad ottenere una miscela omogenea. Coprire e far maturare al caldo, ideale il forno spento con la luce accesa. 
Per l'autolisi, versare la farina nella ciotola dove verrà fatto tutto l'impasto e unire a filo l'acqua calda. Mescolare con un mestolo di legno o una spatola fino a far assorbire tutto il liquido. Far raffreddare.
Unire i due composti precedentemente prepararti e aggiungere la farina, il malto e il sale. Impastare energicamente, prima in ciotola e poi sul piano di lavoro. Praticare una serie di pieghe e formare una palla. Coprirla con la ciotola e farla riposare per 30 minuti. Poi ripetere le pieghe e coprire. Dopo 1 ora, fare una serie di pieghe a libro aiutandosi con un po' di farina di mais se necessario. Formare la pagnotta e metterla a raddoppiare in un cestino da lievitazione ben infarinato (io ho utilizzato un colapasta rivestito con un canovaccio di lino e generosamente infarinato di farina di mais).
Ad una temperatura di circa 20-21°C si impiegheranno circa 4 ore.
Preriscaldare il forno a 250°C in funzione statica per 30 minuti con la pietra refrattaria ***posizionata sulla griglia nell'ultimo ripiano.
Rovesciare l'impasto sulla teglia rivestita di carta da forno e incidere la superficie con un coltello affilato. Far scivolare delicatamente il pane sulla pietra aiutandosi con la carta da forno sottostante.
Portare la temperatura a 220°C in funzione ventilata combinata al vapore (in alternativa posizionare al momento del preriscaldamento del forno una ciotola colma d'acqua o ancora meglio di ghiaccio a cubetti). Cuocere per 20 minuti.
Abbassare la temperatura a 180°C e proseguire la cottura per altri 20 minuti.
Sfornare e far completamente raffreddare su una gratella.


Valutare sempre le temperature ed i tempi di cottura in base al proprio elettrodomestico. 
Il pane è pronto quando bussando sul fondo suona a vuoto.
***Per chi non possiede la pietra refrattaria, vedere questo metodo alternativo di cottura.



Una volta freddo, tagliare a fette.



Consigli di conservazione:
-in dispensa, preferibilmente intero e chiuso in un sacchetto di carta lontano da fonti di umidità. (fino a 7 giorni)
-in frigorifero, a fette e chiuse in un sacchetto di plastica da alimenti. Scaldare prima di servire. (fino a 10 giorni)
-in freezer, a fette e chiuse in un sacchetto di plastica da alimenti. Passare qualche istante sotto il grill caldo del forno o scongelare a temperatura ambiente per 12 ore. (fino a 3 mesi)



Questo pane è molto digeribile e leggero, grazie allo scarso contenuto di glutine. La crosta croccantissima racchiude un cuore soffice soffice ed il suo colore giallo brillante mette subito allegria!



Nonostante la texture rustica, il sapore è molto delicato e si presta ad usi dolci (a colazione con un velo di confettura è uno dei miei risvegli preferiti) e salati (provatelo come base per delle sfiziose bruschette!), per gustare calde zuppe di stagione o croccanti e fresche insalate.



Con questa ricetta partecipo a Panissimo di Gennaio

mercoledì 25 gennaio 2017

Biscotti al grano saraceno e panna (di mandorle)

Non so resistere agli sconti, alla scritta "saldi" perdo la testa e se leggo "svendita totale" potrei anche svenire! Naturalmente non parlo di negozi di moda, abbigliamento o affini ma intendo esclusivamente quelli di casalinghi o generi alimentari! Sono malata, me ne rendo conto ma quando ho ricevuto la notifica su FB che uno dei miei negozietti bio cedeva l'attività e svendeva tutto dal 30% in su, non ho saputo controllarmi!
Mi sono organizzata per essere tra le prime clienti e poi...si salvi chi può (...soprattutto il mio portafoglio!!!). Come era prevedibile non ho preso cose indispensabili, anzi, mi sono lasciata incuriosire da prodotti nuovi, che sto a poco a poco sperimentando nella mia cucina salutare di tutti i giorni, e nel cestello di vimini c'era finita anche la panna di mandorle.
Confesso che la mia intenzione era di utilizzarla per un gelato ma, vista la recente picchiata delle temperature, ho deciso di rimandare l'esperimento, senza tener presente che la data di scadenza del prodotto si stava avvicinando minacciosamente alla scadenza!
Non mi sono scoraggiata ed ho optato per qualcosa più adatto alla stagione, magari proprio per la colazione o per una coccolosa merenda da accompagnare rigorosamente ad un fumante english tea!


Ho trovato lo spunto su un vecchio libro di pasticceria ed ho fatto le mie solite calibrazioni...via gli zuccheri raffinati, niente latticini, ridurre grassi e apporto calorico...alla fine ho ottenuto l'equilibrio perfetto per non incorrere in troppi sensi di colpa anche se ci scappasse il bis!
Ho approfittato dell'occasione per inaugurare un vasetto di confettura di mirtilli della Val Gardena portato in dono dal mio nipotino (...e ottimo snowboarder!) Giulio...non sto a dirvi che il connubio è stato amabile!    

The Saints are coming -U2/Green Day


Ingredienti x3 teglie:

350 g di farina di tipo 1*
150 g di farina di grano saraceno*
200 ml di panna di mandorle**
1 uovo bio
105 g di zucchero di canna integrale
6 g di baking powder (o lievito per dolci senza aromi aggiunti)
1 cucchiaino di polvere d'arancia
1 pizzico di sale integrale marino

Zucchero a velo (opzionale)
Confettura di mirtilli (opzionale)

*Macinata a pietra.
**Sostituibile con altra panna vegetale a piacere o panna vaccina liquida.

Ho effettuato l'impasto nella planetaria con il gancio a foglia ma si otterranno ottimi risultati anche lavorando a mano o in un capiente mixer.

Mescolare le farina con lo zucchero, il lievito setacciato e la polvere d'arancia. Unire il sale, poi l'uovo leggermente sbattuto e la panna. Impastare gli ingredienti fino ad ottenere una frolla omogenea e facilmente lavorabile (se risultasse troppo appiccicosa unire una spolverata di farina, se invece fosse troppo dura, ammorbidirla con un filo di latte).
Rovesciare sul piano di lavoro e formare una palla, avvolgerla in pellicola trasparente e trasferirla in frigorifero da 4 a 24 ore.



Stendere la frolla in uno strato sottile circa 3-4 mm e tagliare con le formine prescelte (io ho utilizzato una farfalla per i biscotti semplici e due stampini uguali, di cui uno con il buco al centro, per l'occhio di bue). Adagiare sulle teglie rivestite di carta da forno.



Cottura in forno ventilato. Preriscaldare il forno a 180°C e cuocere le teglie su 2 livelli (2° e 4° ripiano) per circa 10 minuti, poi invertire le teglie e lasciare ancora qualche istante per la doratura finale.
Cottura in forno statico. Preriscaldare il forno a 200°C e cuocere una teglia alla volta nel ripiano centrale per circa 15 minuti.
Sfornare e far completamente raffreddare su una gratella.


Per i biscotti farciti, disporre le metà con il buco sulla gratella e spolverare con zucchero a velo. Versare una punta di cucchiaino di confettura sull'altra metà. Prendere delicatamente i biscotti zuccherati e adagiare sulla confettura. Disporre a mano a mano sul vassoio di portata.


Le farfalle, una volta fredde si conservano in un barattolo ermetico per almeno 10 giorni senza perdere di fragranza.


Questa frolla è facilmente lavorabile ma un po' più elastica rispetto a quella classica, proprio per la quasi assenza di grassi.. Consiglio quindi di scegliere delle forme facili da realizzare e di reimpastare il meno possibile i ritagli. Eventualmente intervallarli con un risposo di almeno 30 minuti in frigorifero o 15 minuti di freezer.


L'impasto dei biscotti semplici risulta essere dolce al punto giusto, ma sentitevi liberi di aumentare la dose di zucchero fino a 150g. Altrimenti per renderle più appetibili (oltre che graziose nella presentazione) si posso spolverare anch'esse con zucchero a velo. 
Se avete intenzione di fare solo i biscotti farciti mantenete la quantità riportata in ricetta perchè tra zucchero a velo e confettura, si bilancia il gusto finale.


Unica nota che mi sento di consigliare è di usare 1 bustina intera di lievito per dolci o ancora meglio l'ammoniaca per dolci. Ne guadagnerà la loro friabilità!

martedì 24 gennaio 2017

Zuppa frantoia all'orzo e azuchi

Approfitto di ogni trasferta del marito per smontare casa, pulirla a fondo e rimettere in ordine. Non so se lo faccio per tenermi occupata (...anche se a dir la verità amo stare da sola e di cose da fare ne avrei almeno per altre 3 me!) o semplicemente (..forse la spiegazione più logica!) perchè non ho nessuno "tra i piedi" e posso permettermi di lasciare anche una stanza sottosopra e pensarci il giorno dopo. L'ultima volta ho completamente sfoderato il divano ed è stata un'apocalisse, stavolta ho avuto la brillante idea di dedicarmi alla camera (..e a tutte le cose che ho rimpiattato nel mobile quando ci siamo trasferiti..circa 5 anni fa!!!).
Ho ritrovato "reperti archeologici" niente male e tantissime foto! Una volta le stampavamo sempre. Ho rivisto la nostra storia..noi con il gruppo d'amici, quando ancora non c'eravamo scambiati il primo bacio..il nostro primo viaggio..la vecchia casa..il nostro primo gatto..le gite della domenica..la moto..mi sono commossa! Ma ho seriamente pianto quando ho trovato un ammasso di fotografie dell'epoca delle superiori, tutte da riordinare!!! Ho fatto una fatica immane a ricostruire la cronologia ma, dopo un paio di pomeriggi di duro lavoro, ci sono riuscita!
Mi sono resa conto di quanto sia invecchiata, o per meglio dire "cambiata"! In pieno inverno (...quando ancora la domenica pomeriggio di andava in discoteca!) uscivo con il giubbottino di pelle nera e la pancia scoperta..lo facessi ora mi prenderebbe un coccolone! E ricordo bene anche i miei gusti alimentari..una zuppa calda e corroborante come quella di oggi l'avrei lasciata nel piatto!
La mangiavo solo quando la mandava la nonna Loriana che ne faceva sempre un "laveggio" (termine arcaico ancora in vigore a casa sua per indicare il grosso pentolone!) e spesso l'addensava con la farina di mais, quella grezza grezza del mulino. 
L'altra mattina quando sono andata a prenderla per portarla a fare la spesa, ho riconosciuto l'odore dal cortile ed ho avuto un brivido di emozione che mi ha regalato un sorriso ebete per tutta la giornata.
Ho voluto replicare con quello che avevo a disposizione e l'ho un po' personalizzata con ingredienti che ultimamente utilizzo spesso: l'orzo e i fagioli azuchi

Buon appetito alla vecchia e nuova me...Million reasons - Lady Gaga


Ingredienti x2 porzioni:

80 g di orzo decorticato
60 g di fagioli azuchi secchi
1 mazzo di cavolo nero
1 fetta di zucca a pasta soda
1 scalogno
1 anice stellato secco

Olio e.v.o. (x me produzione 2016)
1 rametto di rosmarino fresco

La sera prima mettere in ammollo l'orzo e gli azuchi. Poi scolare bene e sciacqua abbondantemente sotto l'acqua corrente fredda. Versare nella pentola a pressione insieme alle verdure lavate e ridotte a piccoli pezzi, l'anice stellato e 3 bicchieri di acqua fredda. Mescolare e mettere il coperchio. Cuocere su fiamma alta fino al momento del fischio, Poi abbassare al minimo e cuocere per 45 minuti.
Nel frattempo versare in una ciotola 3 cucchiai di olio e mescolare con qualche ago di rosmarino. Lasciar macerare al fresco per almeno 1 ora. 
Servire la zuppa calda completando con 1 cucchiaino a porzione di olio aromatizzato e filtrato al momento.


La zuppa avanzata si conserva in un recipiente coperto in frigo fino a 4 giorni. Ottima anche da preparare in anticipo e avere a disposizione al momento del bisogno, anzi nei giorni il suo sapore migliora! Basterà scaldarla e condirla prima di portare in tavola.


Gustosa da servire come piatto unico abbinata a del buon pane tostato. Io ho optato per quello di castagne.



Con questa ricetta partecipo al contest:
"Di cucina in cucina" di gennaio - febbraio

lunedì 23 gennaio 2017

Come nasce un'insalata...

Questa settimana il protagonista della rubrica Light & Tasty è il radicchio rosso. Tante parole si potrebbero spendere su quest'ingrediente ma io ho deciso di fare un post un po' diverso dal solito e raccontarvi come nasce un'insalata nella mia cucina.
Per prima cosa (forse la più scontata!) apro il frigo, guardo cosa è rimasto, controllo eventuali "scadente pericolose" e faccio un veloce inventario. Naturalmente tutto quello che trovo è di stagione, biologico ed incontra i miei gusti ma nella scelta incide molto anche l'umore. Se è una giornata buia, nuvolosa e magari mettiamoci anche la pioggia, voglio colore che rallegri la mia tavola, se viceversa c'è il sole, mi piace giocare anche con toni candidi come il bianco o il crema. 
Quindi scelgo una verdura di base e, ad esempio se è croccante e amarognola, l'abbino ad un qualcosa di morbido e succoso. Cerco poi una nota che doni un pizzico di golosità e carattere all'insieme. Solitamente con 3 ingredienti ottengo già buoni risultati. Ultimo tocco, ma da non sottovalutare, è il dressing o salsa o citronette, insomma il condimento che si amalgami a tutti i sapori scelti in precedenza.
Mescolo tutto ed il pranzo è servito! 


In questo caso l'attore principale è, appunto, il radicchio rosso e l'ho voluto far recitare con un altro prodotto di stagione polposo e succoso, il pompelmo, per poi dare una nota croccante e grintosa con la noce. Per addolcire il gusto spiccatamente amaro dei due commedianti, ho scelto di avvolgerli con una salsa dolciastra, in stile orientale, e posso assicurarvi che è stato un bellissimo spettacolo!
Ecco a voi la mia insalata di radicchio rosso, pompelmo e noci.


Ingredienti:
insalata
1/2 cespo di radicchio rosso tondo
1 pompelmo rosa
20 g di gherigli di noce
salsa orientale
1 cucchiaino di salsa di soia
1 cucchiaino di aceto di mele
1 cucchiaino di olio e.v.o.
1/2 cucchiaino di zucchero integrale di canna
1 pizzico di sale integrale marino

Versare tutti gli ingredienti della salsa in un barattolo dotato di coperchio. Chiudere e sbattere energicamente fino ad ottenere un'emulsione omogenea. Tenere al fresco.
Lavare accuratamente le foglie del radicchio sotto l'acqua corrente fredda e poi eliminare l'acqua nella centrifuga per insalata. Raccoglierle sul tagliere e ridurle a listarelle con un grosso coltello. 



Pelare a vivo il pompelmo e ricavarne gli spicchi. Raccogliere frutta e verdura in una capiente zuppiera.



Spezzettare grossolanamente le noci con le mani e unire all'insalata. Condire con la salsa, mescolare bene e servire.
Per una presentazione più accattivante, usare le listarelle di radicchio come letto, disporre ordinatamente gli spicchi di pompelmo e completare con le noci. Irrorare con la salsa poco prima di servire in tavola.


Ottima per un contorno gourmet o per un piatto unico abbinato ad una fetta di pane integrale.

venerdì 20 gennaio 2017

Biscottini sani per cani

Ho deciso di inaugurare una nuova sezione nel mio blog dedicata ai nostri amici a 4 zampe. Ho sempre amato gli animali e fin da piccola sono cresciuta con gatti, cani, pappagalli e addirittura un coniglio (...che alle mie manine paffuta di bimba di 4 anni è stato ben presto mandato in esilio in campagna dalla mia nonna per la sua incolumità...pensate che alla fine è stato il coniglio più longevo della storia!), ma da quando abito nella mia micro casa, ho dovuto rinunciare alla loro presenza. Ci siamo concessi la compagnia di qualche gatto (l'ultimo in ordine di tempo la mia amata Miss Grey che è venuta a mancare quest'estate) ma la strada dove abitiamo è maledetta per loro e ci ha arrecato tanti dispiaceri, pianti a dirotto e la conseguente decisione di rinunciare per sempre ad adottarne un altro.
Poi a settembre mio marito è riuscito a convincermi ad andare a fare un giro al canile (...non chiedetemi come ha fatto, ancora oggi non me ne capacito!) e lì è successa una piccola magia...un colpo di fulmine con una cucciolotta bianca e nera, abbandonata per strada e recuperata dai giovani volontari giusto in tempo per salvarla. Ci hanno comunicato che i cani neri sono difficili da far adottare, pare che nessuno li voglia e che probabilmente avrebbe passato il resto della vita dietro alle sbarre di quel cortile già super popolato da altri sfortunati pelosetti. 
E' bastato uno scambio di sguardi con mio marito per capire che lei era lì per noi e viceversa. Seguendo il cuore e non la ragione (...casa piccola, niente cortile, inesperienza con i cuccioli...) abbiamo avviato le pratiche di adozione e nel giro di 15 giorni è entrata a far parte della nostra famiglia. L'abbiamo battezzata Amelia, un nome che gli calza a pennello e che anche lei ha subito gradito!
Adesso è con noi da quasi 5 mesi e siamo diventati un team affiatato e perfetto! Sono riuscita a conciliare il mio workout con le sue uscite pomeridiane (...fortunatamente è una tipa atletica e dinamica!), ha due cucce, una in lavanderia per la notte al riparo da intemperie e freddo, e una in casa, in salotto, per stare con noi il più tempo possibile. Ama guardarmi cucinare e quando sono al computer a lavorare per i miei corsi o per il blog, lei adora appallottolarsi sulle mie gambe e sonnecchiare (...le manca solo di fare le fuse per sembrare a tutti gli effetti un gatto!).
Ha un carattere molto docile, è affettuosa e non abbaia (quasi) mai, proprio per queste caratteristiche abbiamo deciso di provare ad addestrarla da soli. Adesso sta "al passo", si siede a comando e, cosa importantissima soprattutto quando siamo in strada nel traffico, si ferma quando glielo dici...stiamo ancora lavorando su non farla saltare addosso ad ogni bimbo che incontra per fargli le feste o leccare ogni estraneo che le fa i complimenti ma piano piano riusciremo anche in questo!
In questa fase è stato fondamentale avere un piccolo biscotto-premio per ogni volta che seguiva i nostri ordini ma quando ho visto il suo pelo rovinarsi ed ho letto la lista degli ingredienti sul sacchetto, ho deciso che era il caso di indossare il grembiule e sfornare qualcosa di sano con le mie manine.


In rete si trovano moltissimi spunti utili ed informazioni fondamentali per confezionare dei biscotti sani ed idonei agli animali. Ad esempio ho scoperto che la buccia ed il torsolo della mela sono dannosi all'intestino dell'animale, esattamente come gli acini d'uva, mentre un pezzetto di banana dopo l'attività fisica è ottimo per reintegrare le energie...insomma, mi sono fatta una "cultura" ed ho cercato di mettere in pratica quanto appreso.
Ho usato un pezzetto di lievito madre avanzato, farine a scarso contenuto di glutine, niente sale, zucchero o aromi e tanta frutta e verdura per la sua salute.
Lei ha gradito tantissimo ed io sono stata davvero soddisfatta del mio lavoro! 


Ingredienti x1 teglia:

150 g di semola rimacinata di grano duro*
100 g di farina da polenta (taragna)*
50 g di fecola di patate
80 g di lievito madre attivo**
100 g di mela***
50 g di zucca delica bio***
50 g di banana matura***
1 cucchiaio di olio e.v.o.

*Macinata a pietra. Se non avete la farina taragna ma quella semplice, sostituite un cucchiaio di farina di mais con farina di grano saraceno e mescolate insieme.
**Rinfrescato e al raddoppio.
***Peso al netto degli scarti.

Sbucciare la mela ed eliminare il torsolo, privare la banana della buccia e la zucca dei semi (io ho lasciato la buccia). Raccogliere la frutta e la verdura in un mixer e frullare fino ad ottenere una purea omogenea.
In una ciotola mescolare le farine con la fecola, unire il lievito madre e la purea. Impastare energicamente fino ad ottenere un composto omogeneo e che si stacca bene dalle mani (se l'impasto risultasse troppo duro aggiungere un filo d'acqua, se troppo appiccicosa una spolverata di fecola). Incorporare per ultimo l'olio.
Formare una palla e metterla a lievitare in un capiente recipiente dotato di coperchio per circa 2-3 ore.
Stendere l'impasto in uno strato sottile circa 8mm e ritagliare con gli stampini da biscotti (in alternativa si può usare una rondella da pizza e fare dei rettangoli), bucherellare la superficie con i lembi di una forchetta e adagiare distanziati su una teglia rivestita di carta da forno.
Cuocere in forno statico preriscaldato a 200°C per circa 20 minuti o fino a doratura. Sfornare e far completamente raffreddare su una gratella.


Una volta freddi si conservano a lungo in barattoli ermetici o in sacchetti da alimenti ben chiusi.


Confesso che prima di darli alla mia cucciola, li ho voluti assaggiare e non sono niente male nemmeno per noi bipedi! Se avete, quindi, un bimbo che sbadatamente ne mangia uno, non preoccupatevi...anzi teneteli alla larga dai golosi o addio scorte!


Consiglio di non superare la dose di 4-5 biscotti al giorno, ma valutare sempre la taglia del vostro cane. Amelia è una piccola/media taglia.


Questa ricetta è utile anche per riciclare in modo alternativo le rimanenze di Natale..chi non ha ancora un sacchetto di farina di polenta da consumare??
Partecipo quindi al MEAT FREE CONTEST di gennaio/febbraio
ideato da "una mamma che cucina" ed ospitato dal blog "Le mie ricette collaudate"

mercoledì 18 gennaio 2017

Budino al cocco con salsa di cacao all'acqua

Nuovo appuntamento con la rubrica di Idea Menù che quest'oggi vi presenta una carrellata di portate adatte al periodo post festivo. Per quanto concerne la mia proposta, ho preso spunto da un dessert originario delle isole Hawaii chiamato "Haupia", una sorta di budino a base di latte di cocco, abbinandolo ad una densa salsa di cacao amaro per contrastare la dolcezza pastosa del cocco. Un dolce perfetto per questo menù depurativo in quanto non contiene glutine, nè latticini, è vegano e senza grassi aggiunti, in più è fatto senza gelificante. Ok, c'è lo zucchero e non è proprio dietetico ma ne basterà davvero una porzione per appagare tutti i sensi..tranne quelli di colpa!!!


Noi l'abbiamo gustato come dessert per la cenetta dell'ultimo dell'anno che ho allestito nella mie micro cucina..solo io, il mio maritino e la piccola Amelia. I giorni successivi è diventato ancora più buono e ci ha coccolati con leggerezza anche dopo un semplice pranzo o per una merenda fresca ed esotica! 


Ingredienti x6-8 persone:

budino al cocco
400 ml di latte di cocco al naturale
200 g di acqua naturale
100 g di fruttosio
60 g di amido di mais
salsa all'acqua*
110g di zucchero a velo
40 g di cacao amaro
40 g di acqua naturale 

*La ricetta originale la trovate da Anna.

In una pentola capiente sbattere con una frusta l'amido con lo zucchero. Versare a filo l'acqua e mescolare bene. Mettere sul fuoco a fiamma dolce mescolando spesso fino a sciogliere completamente tutto il fruttosio. Versare il latte di cocco e mescolare fino a farlo addensare. Togliere subito dal fuoco e versare nelle coppette prescelte**. Far raffreddare a temperatura ambiente e poi trasferire in frigorifero per almeno 8 ore.
Prima di servire preparare la salsa. Portare ad ebollizione l'acqua e versare nella ciotola dove sono stati setacciati precedentemente lo zucchero ed il cacao. Mescolare bene con una frusta fino ad ottenere una salsa omogenea.
Trasferire in un sac à poche e decorare la superficie del budino, oppure portare una piccola brocca contenente la salsa in tavola insieme alle mono porzioni ed ogni commensale potrà dosarsela a piacere.


**Un altro modo di presentazione è di versare il budino in una pirofila rettangolare, coprire con pellicola a contatto e trasferire a solidificare in frigorifero per 8 ore.
Servire, quindi, tagliata a quadrotti e decorata ogni porzione con un filo di salsa al cacao.


Ecco tutto il menù al completo:

Dolce Budino al cocco con salsa di cacao all'acqua di Consuelo

Con questa ricetta partecipo alla raccolta 
Una ricetta squisitamente free” di Monica’s Kitchen

martedì 17 gennaio 2017

Crema di batata e porro con granella di fave di cacao

I feel something so right
Doing the wrong thing

I feel something so wrong
Doing the right thing
...

Everything that kills me makes me feel alive
...


Ingredienti:

1 batata grande
1 cuore di porro
acqua q.b.
5 fave crude di cacao

Pelare la batata e tagliarla a tocchetti. Tagliare a rondelle il porro e raccogliere le verdure in una capiente pentola. Coprire a filo d'acqua e portare a bollore. Mettere il coperchio, abbassare al minimo la fiamma e cuocere per 15 minuti. Ogni tanto mescolare e aggiungere acqua se necessario*. Frullare finemente con il frullatore ad immersione e versare nella ciotola. 
Privare le fave di cacao della pellicina e tritarle grossolanamente. Decorarci la superficie della crema e servire subito ben calda.


*Valutare la quantità di acqua in base ai propri gusti. Se si desidera più liquida aggiungerne almeno un altro bicchiere. A me piace bella consistente, quindi non ne ho addizionata!



...per chi non lo sapesse...
Le fave di cacao sono i semi crudi fermentati ed essiccati della pianta bonaticamente nota come Theobroma Cacao originaria del Sud America e conosciuta già dalle popolazioni Maya e Atzeche nel 1000 a.C. per ottenere il famoso cacao considerato il "cibo degli Dei".
La fava di cacao, ancora poco diffusa, è in realtà l’espressione più pura e ricca di benefici quali sali minerali e vitamine che si perdono poi nella lavorazione per realizzare i più noti burro di cacao e cacao in polvere.
Le fave di cacao (e in generale il cacao crudo) possono essere considerati, infatti, un’ottima integrazione ad una sana alimentazione. Importantissimo è l'apporto di Rame e Magnesio che svolgono una funzione energizzante contribuendo a ridurre la stanchezza e l’affaticamento; stimolano il metabolismo e il corretto funzionamento del sistema nervoso, la normale funzione muscolare e psicologica (sono considerate degli antidepressivi naturali!), oltre che contribuire alla normale sintesi proteica, al rafforzamento di ossa e denti, prevenendo il processo di divisione cellulare (azione antiossidante).
Possono essere usate al naturale come spezzafame (6 fave di cacao forniscono il 15% di fabbisogno giornaliero di Rame) o in aggiunta a yogurt/latte per una colazione nutriente o, ancora, in aggiunta a ricette creative come ho fatto io.