mercoledì 30 novembre 2016

Pane integrale a lunga lievitazione naturale e cottura su pietra

..e mentre lego il lievito madre, lo rinfresco ad orari prestabiliti per fargli acquistare forza, peso con rigore gli ingredienti ed incordo i grandi lievitati di Natale da regalare, penso a quanto io ami la semplicità. Mi piace perdermi nei profumi delle farine che con tanta cura scelgo al mulino, mescolarle a fantasia, secondo l'umore, e bilanciarne ad occhio il grado di "rusticità" da ottenere. Se poi mi faccio prendere la mano e l'impasto finale non è proprio come me lo aspettavo, mal di poco, il pane è sempre buono ed il suo aroma in cottura mi mette sempre di buonumore!
Vi prometto che prima delle feste metterò la ricetta dei panettoni che ho in preparazione, ma nel frattempo godetevi quello che per me è passione, amore, casa e benessere...

Per chi non possiede la pietra refrattaria, lo invito a leggere questo metodo alternativo di cottura.
Ingredienti x1 pagnotta:

200 g di farina integrale con tutto il grano*
200 g di semola di grano duro*
100 g di farina di grano saraceno*
450 g di acqua naturale a t.a.
75 g di lievito madre attivo**
10 g di sale fino marino
1 cucchiaino di malto in polvere
Olio e.v.o. x la ciotola

*Macinata a pietra.
**Rinfrescato e al raddoppio.

Ho effettuato l'impasto nella planetaria con il gancio ad uncino. Si potrà procedere anche lavorando a mano.

Versare le farine in una capiente ciotola e versare 350 g di acqua. Mescolare con un mestolo di legno o una forchetta fino a far assorbire tutto il liquido. Coprire con un canovaccio umido e far riposare per 30 minuti.
Versare quest'impasto nella ciotola della planetaria e aggiungere il lievito, il malto e l'acqua avanzata (100g). Lavorare fino ad incordatura. Incorporare il sale e portare nuovamente ad incordatura.
Ungere leggermente una ciotola d'olio e versarci l'impasto. Con le mani umide praticare una serie di pieghe in ciotola e far riposare coperto per 40 minuti. Ripetere le pieghe altre 2 volte con un riposo di almeno 30 minuti.
Spolverare il piano di lavoro di semola e rovesciarci l'impasto. Praticare una serie di pieghe a libro e adagiare la forma nel cestino da lievitazione abbondantemente infarinato (io ho usato un grande scolapasta con un telo di lino all'interno). Sigillare con pellicola e trasferire in frigorifero per 20 ore.


Preriscaldare la pietra refrattaria per 30 minuti alla massima potenza (il mio forno a 250°C). Estrarre il pane dal frigorifero e rovesciarlo delicatamente su una teglia rivestita di carta da forno. Incidere la superficie con un coltellino affilato.


Aprire il forno e far scivolare la carta da forno con sopra il pane sulla pietra refrattaria. Chiudere subito per non disperdere il calore e cuocere per 15 minuti. Poi abbassare la temperatura a 200°C e proseguire la cottura per altri 20 minuti. Portare, quindi, il forno a 180°C e completare la cottura per altri 20 minuti.
Valutare sempre i tempi e le temperature in base al proprio forno!
Sfornare e far completamente raffreddare su una gratella.


Una volta freddo tagliare a fette e gustare.


Si conserva bene intero in dispensa in un sacchetto di carta (1 settimana circa). Per mantenerlo più a lungo chiudere le fette tagliate in sacchetti di plastica e tenere in frigo (fino a 10 giorni) o in freezer (fino a 3 mesi). Scaldare sempre sotto il grill caldo de forno prima di gustare per sprigionare i suoi originari profumi.


Un pane leggerissimo e altamente digeribile che incontra l'esigenza di una sana alimentazione con il gusto di buono!


Delizioso per accompagnare una colazione dolce, un antipasto rustico o semplicemente per pasteggiare.


Con questa ricetta partecipo a Panissimo di Novembre

martedì 29 novembre 2016

Tortini di amaranto e zucca

Non tutti i mali vengono per nuocere.
Nonostante il periodo super impegnativo, non rinuncio alla mia cucina sana e a prepararmi tutto da sola in casa. Spesso mi organizzo la cena già all'ora del pranzo che solitamente sono più libera in quanto mio marito rimane fuori per lavoro. La soluzione che va per la maggiore in queste settimane sono i burger. Mi basta mettere in ammollo i legumi prescelti (ceci, fagioli o fave) la sera prima, cuocerli nel lasso di tempo che va dalla prima colazione all'uscire di casa per lavoro e terminare la cottura mentre mi gusto in solitaria il mio pranzo, magari aggiungendo qualche aroma come cipolla, sedano e carota o spezie che mi ispirano al momento. Frullo, preparo i burger e li lascio a raffreddare in cucina, mentre sfrutto il mio pomeriggio per le varie commissioni. A cena, metto tutto in forno e taglio un po' di verdure di contorno. Detto così sempre macchinoso, ma è molto più semplice e meno impegnativo di quello che sembra.
Ma non mangio solo legumi, mi faccio le polpette di pesce, di soia e anche di cereali! Ad esempio, qualche giorno fa mi sono fatta dei medaglioni con quinoa e merluzzo e sono piaciuti tantissimo anche all'uomo di casa che sdegna sempre i miei piatti salutari. Da lì mi è venuto in mente quel rimasuglio di amaranto che proprio non riesco a terminare e farne dei burger mi è sembrata una soluzione geniale. 
Premetto che io e l'amaranto abbiamo attraversato momenti di amore e odio che ultimamente si sono accentuati in negativo...e anche stavolta voleva giocarmi un brutto scherzo!
Insomma l'impasto dei burger è rimasto troppo umido e, per non buttare tutto, ho rimediato facendo dei tortini che sono venuti talmente golosi che non ho resistito nel condividerli anche con voi!


Ingredienti x5 tortini:

70 g di amaranto
1/4 di zucca Delica o a pasta soda (circa 3 fette)
Brodo di pesce o vegetale* q.b.
2 cucchiai di farina di mais da polenta

*Io ho utilizzato l'acqua di bollitura delle mazzancolle fresche. In questo modo non ho dovuto aggiungere sale.

Pulire la zucca dalla buccia, semi e filamenti interni. Ridurre a dadini e versare in una capiente pentola insieme all'amaranto. Coprire a filo con il brodo caldo. Cuocere per 20 minuti a fiamma media, mescolando verso fine cottura. L'acqua dovrà essere evaporata quasi del tutto e la zucca ridotta in purea.
Versare il tutto in un mixer, insieme alla farina di mais. Frullare finemente ottenendo una pastella molto densa.
Ungere con un goccio d'olio degli stampini usa e getta di alluminio e infarinarli leggermente (in alternativa usare il mio staccante per tortiere). Versare, quindi, il composto e cuocere in forno a 200°C per 20 minuti.
Sfornare e far raffreddare a temperatura ambiente, oppure trasferire in frigo per qualche ora, avendo l'accortezza di farli acclimatare prima di servire.


Ottimi da preparare in anticipo e presentare sulla tavola delle feste.


Un'idea per un antipasto alternativo o un secondo informale accompagnato da un pinzimonio di verdure crude. 


Noi li abbiamo gustati come piatto unico con bastoncini di carota, daikon e topinambur.

lunedì 28 novembre 2016

Zuppa di sorgo e barbe di finocchio

Cosa c'è di meglio che iniziare la settimana con una coccola al cucchiaio?? E se questa fosse anche light?? 
Direi che con l'appuntamento di oggi della rubrica Light & Tasty, soddisfiamo entrambe le richieste! Per gli amanti della zuppa e per quelli della vellutata, siete capitati nel posto giusto. 
Io vi propongo un piatto corroborante fatto con quello che rimaneva di uno splendido finocchio del campo dello zio ed una sana e golosa new entry, siete pronti ad assaporarlo insieme a me?! 


...per chi non lo sapesse...
Il sorgo è un cereale in chicchi dal sapore delicato e dalla struttura dolce e corposa. Contiene pochi grassi, è gluten free e fonte di vitamine del gruppo B e minerali. Gi sono riconosciute proprietà antiossidanti, valide a combattere i radicali liberi, a rallentare l’invecchiamento biologico e a ridurre il rischio di insorgenza di malattie cardio-vascolari, diabete e tumori. E' un alimento particolarmente indicato nelle diete ipocaloriche, in quanto risulta facilmente digeribile e al momento del consumo lascia un senso di sazietà e leggerezza.
E' ottimo per la preparazione di zuppe, minestre, contorni, insalate fredde, fiocchi e porridge.




Ingredienti x1 piatto unico:

70 g di sorgo bianco decorticato già cotto*
3 foglie esterne di finocchio
Barbe e gambi di 1 finocchio
5 cm di porro
Scaglie di Gran Mugello Ubaldino**


*Ammollarlo per 2 ore. Sciacquare bene e cuocerlo per 30 minuti a fiamma dolce. Infine scolarlo e utilizzare a piacere. 
**Il Gran Mugello si caratterizza per una pasta semi cotta, compatta di color avorio e ha un crescendo di sapori decisamente intrigante: si percepisce inizialmente il dolce e delicato del latte e poi via via un’esplosione di gusti sempre più intensi, dove si colgono anche le fragranze dell’olio extra vergine. La stagionatura avviene nelle Grotte Ubaldine che si trovano in profondità proprio sotto le fondamenta della torre merlata della Villa Palagiaccio.
In alternativa usare il Parmigiano Reggiano.

Lavare accuratamente le foglie del finocchio, i gambi e sfilacciare le barbe. Tritare tutto finemente e raccogliere in una capiente pentola. Aggiungere il porro a rondelle e coprire a filo d'acqua. Far bollire per circa 20 minuti, lasciando evaporare gran parte dell'acqua. Frullare finemente con il frullatore ad immersione e aggiungere il sorgo. Mescolare e far riposare al caldo con il coperchio per circa 5 minuti.
Nel frattempo ridurre un piccolo pezzo di Gran Mugello Ubaldino (circa 10-15 g) in scaglie aiutandosi con il pelapatate.
Versare la zuppa calda nella ciotola e completare con le scaglie di formaggio.


Non ho aggiunto olio e sale perché il formaggio stagionato funge da condimento. In questo modo non si eccede in calorie e, allo stesso tempo, non si rinuncia al gusto!


Ed ecco le altre fumanti proposte:

venerdì 25 novembre 2016

Pancarrè integrale a lievitazione naturale

Devo chiedere scusa della mia latitanza, in una settimana solo 3 ricette (di cui 2 pubblicate solo grazie all'incentivo delle rubriche che seguo con altre blogger) non è da me! Nemmeno nei periodi di massimo stress sono stata così scarsa!
Sarà la vecchiaia che avanza ma non riesco più a star dietro a tutto o, forse, pretendo troppo da me stessa e, la mia pignoleria sempre alla ricerca della perfezione, di certo non aiuta ad essere agile con gli impegni!
Sabato ho l'ultimo corso di novembre con i piccoli chef, domenica un compleanno e da dicembre inizia un tour de force che spero mi porti a Natale sana e salva (..e con ancora qualche riserva di energia da dedicare a me e alla famiglia!). 
Un piccolo assaggio di quello che mi aspetta?! Primo weekend del mese (venerdi/sabato/domenica) organizzazione della presentazione del nuovo libro di Sara Papa, corso per gli adulti di panificazione di Natale di due giorni dove io, oltre ad aver predisposto tutti i dettagli (dispensa, grafica, spesa, noleggio macchina impastatrice, andata e ritorno alla stazione per accompagnare la maestra) mi aspetta una tosta manovalanza da sous chef! Entrerò in casa la domenica sera baciando il pavimento! Poi, le due settimane successive devo studiare, provare e andar a stampare le ricette per i 75 bimbi che non stanno nella pelle per imparare a fare i biscotti decorati da appendere all'albero di Natale!
A contorno di tutto questo ho avuto la brillante idea di tornare a far un controllo dalla nutrizionista che ha confermato i miei sospetti e mi ha fatto scendere il morale sotto i piedi! Quindi ho ripreso ligia la dieta ed il dolce compensino della sera, quello che ti regala un piccolo momento di sollievo, è stato sostituito da una calda (ed insipida) camomilla! 
..volete che continui?! Martedì Amelia è stata operata ed ovviamente mi si è aggiunta la mansione di infermiera, tanto-non-c'avevo-niente-da-fare! L'uscita di workout, l'unica cosa che mi dedicavo e che mi scaricava un po' di tensione, è diventata una passeggiata a passo-di-cane con sosta ad ogni angolo per annusare, smangiucchiare, rimuginare sull'asfalto, perchè mi ci mancherebbe solo che i punti freschi freschi della cucciola si aprissero per uno strattone, una corsa o un salto!
Aiuto! Non sopravviverò a questo periodo, già lo so! 
Nel frattempo continuo a rinfrescare il mio lievito nel miraggio di riuscire a fare almeno un misero pandoro o un panettone ma la vedo un'impresa davvero ardua quest'anno!
Meno male che mi posso consolare con una bella fetta del mio pane, quello profumato, integrale e ricco di semi che mi piace tanto (per quello che riescono a coccolare 40g a colazione e 50g a cena!). Questo l'ho preparato in una giornata, tra un impegno e l'altro, quindi non voglio sentire scuse, se ce l'ho fatta io in questo periodo di fuoco, ce la potete fare anche voi!!!
Se non mi risentite prossimamente, vuol dire che ho fatto le valigie e sono scappata ai Caraibi...


Ingredienti x1 stampo da plumcake 35x8x15cm:

250 g di farina integrale con tutto il grano*
150 g di Tummilia*
100 g di semola di grano duro*
200 g di lievito madre attivo**
420 g di acqua naturale a t.a.
10 g di sale fino marino
1 cucchiaino di malto d'orzo in polvere
20 g di olio e.v.o.
x la superficie
Semi di lino q.b.
Semi di sesamo q.b.

*Macinata a pietra.
**Rinfrescato e al raddoppio.

Ho effettuato l'impasto nella planetaria con il gancio a foglia. Si potrà tranquillamente impastare a mano in una grande ciotola.

Spezzettare il lievito madre e scioglierlo nell'acqua insieme al malto. Unire le farine e lavorare brevemente, quel tanto che basta per far assorbire il liquido. Incorporare per ultimo il sale.
Versare l'olio in una capiente ciotola, rovesciarci l'impasto e praticare qualche giro di pieghe. Fermarsi quando l'impasto inizia a far resistenza (circa 3-4 giri). Coprire con un telo umido e far riposare per 1 ora. Ripetere le pieghe, coprire e far riposare ancora 30 minuti. Spolverare il piano di lavoro di semola e rovesciarci l'impasto. Stenderlo in un rettangolo con la pressione dei polpastrelli e arrotolare su se stesso. Adagiare nello stampo preventivamente rivestito di carta da forno e sigillare con pellicola.
Far lievitare fino al raddoppio in un luogo caldo (io nel forno spento con la luce accesa ho impiegato 3 ore e mezza).
Preriscaldare il forno in funzione statica a 220°C. Spennellare la superficie del pane con acqua e decorare con i semi.


Cuocere nella parte bassa del forno per 20 minuti, poi abbassare la temperatura a 200°C e proseguire per altri 20 minuti. Estrarre il pane dallo stampo e adagiare su una teglia, quindi infornare nuovamente a 180°C per 10 minuti in modo che si asciughi bene.
Sfornare e far raffreddare completamente su una gratella (tenerlo coperto con un telo di lino o con la stessa carta da forno usata in cottura, queste permetterà di trattenere all'interno la giusta umidità che lo terrà morbido nei giorni successivi).


Una volta freddo, tagliare a fette di circa 1 cm e a piacere tostarlo.


Le fette si conservano meglio dentro dei sacchetti di plastica per alimenti. Ideale tenerle in frigo e scaldare al momento di servire. In freezer si conservano fino a 3 mesi.


Adesso sbizzarritevi con le degustazioni, qualche suggerimento??
-a colazione con un velo di confettura
-per un pranzo take away da farcire con verdure grigliate e un goloso hummus
-a cena da porre sul fondo del piatto per la base di corroboranti zuppe
-da solo come spezzafame goloso e sano


Con questa ricetta partecipo al contest:

mercoledì 23 novembre 2016

Ciambelline al vino rosso novello e olio extravergine d'oliva

Era una vita che volevo fare queste ciambelline ma non trovavo mai l'occasione giusta. Come sempre la rubrica di Idea Menù mi regala la possibilità di mettere in pratica i miei desideri! Naturalmente ho stravolto un po' la ricetta a mio gusto...ho bandito zucchero semolato e farine raffinate a favore di ingredienti più sani ed ho usato un vino rosso dolce che la mia bella Toscana riesce a regalare in questo periodo. L'olio extra vergine d'oliva viene dal raccolto dell'anno scorso, quindi è "posato" e leggero ma sto già preparando le papille gustative a quello nuovo, verde e piccantino!
...ascoltando..Muse- Uprising


Ingredienti x circa 35 pezzi:

250 g di Tummilia
100 g di vino rosso novello* +10g se necessario
60 g di zucchero di canna+ 2 cucchiai x la superficie
30 g di olio e.v.o.
5 g di ammoniaca x dolci
1 cucchiaino raso di semi di anice

*Se utilizzate un vino rosso stagionato, valutate, in base all'acidità, se aumentare la dose di zucchero.

In una ciotola mescolare la farina con lo zucchero e l'ammoniaca. Formare una fontana e versarci l'olio e il vino. Iniziare ad impastare e se risultasse ancora troppo sbricioloso, unire altro vino. 
Prelevare 1 pezzetto grande quanto una noce. Rotolarlo sul piano di lavoro formando un serpentello e unire le estremità a formare una ciambella.
Passare un lato nello zucchero e adagiare su una teglia rivestita di carta da forno con la parte zuccherata rivolta verso l'alto. Procedere in questo modo fino a terminare l'impasto.


Cuocere in forno statico preriscaldato a 180°C per circa 15-20 minuti. I biscotti devono risultare croccanti, se necessario prolungare la cottura in funzione ventilata.
Sfornare e far completamente raffreddare su una gratella.
Una volta freddi si conservano in un barattolo di vetro a chiusura ermetica per diversi giorni.


Ottimi per un dessert da meditazione accompagnato ad un buon vino novello o un vin santo.


Questi biscotti sono eccezionali anche nel latte della mattina. Il sapore del vino è impercettibile e la loro forza d'inzuppo vi conquisterà!


..ma prima di concentrarvi sul dolce, andate a curiosare cosa prevede la parte salata del nostro menù:
Dolce Ciambelline al vino rosso novello e olio extravergine di oliva

lunedì 21 novembre 2016

Carpaccio di funghi con pepe rosa, germogli misti e emulsione al miele

Oggi sono i funghi i protagonisti del nuovo appuntamento con la rubrica Light & Tasty.
Erroneamente vengono considerati degli alimenti poveri, privi di proprietà nutrizionali valide, invece sono un ottima fonte di sali minerali e vitamine che aiutando a rinforzare il nostro sistema immunitario!
Utilissimi da inserire nella propria alimentazione anche (e soprattutto) in periodo di dieta in quanto apportano pochissime calorie (dalle 20 alle 25 Kcal in base alla varietà di fungo su 100g) e, grazie all'alto contenuto d'acqua (fino al 90%), donano un elevato senso di sazietà!
In questo periodo si trovano freschi e di ottima qualità a prezzi vantaggiosi, ma è possibile consumarli anche durante tutto l'arco dell'anno grazie alla loro peculiarità di essere congelati o essiccati senza perdere nemmeno uno dei loro preziosi nutrienti.
Io li adoro aggiunti alle zuppe o come contorno, semplicemente saltati con aglio e olio, ma quando li trovo freschi al mercato non so resistere alla tentazione di consumarli crudi! Li avete mai provati?? Ecco un piccolo suggerimento di degustazione..  


Ingredienti:
(dosi da intendersi x2 antipasti/contorni)

2 cappelle grandi di fungo Portobello
1 cucchiaino di olio e.v.o.
Succo di 1/2 limone filtrato
1 cucchiaino di miele di melata
1 pizzico di fleur de sel
1 cucchiaino di pepe rosa in grani
Germogli misti q.b.*

*Germogli di Alfa-Alfa, ravanello rosso e bietola rossa.

Con un panno umido pulire i funghi e tagliarli molto sottili con un coltello ben affilato. Adagiare nel piatto di portata. 
Versare in un barattolino l'olio, il succo di limone, il sale e il miele. Mettere il coperchio e agitare energicamente fino ad ottenere un emulsione omogenea. Versare sui funghi e completare con il pepe rosa e ciuffetti di germogli misti.


Un piatto leggerissimo e ideale a fare da contorno o antipasto per la tavola delle feste.


Vi invito ad andare a curiosare anche qui per leggere le preziose proprietà dei germogli. Non hanno infatti scopo solo decorativo! 



Ecco le altre ricette di questa settimana:

sabato 19 novembre 2016

Cupcakes al cocco e al cacao con frosting alla ricotta

Sono giornate piene e non solo di impegni. Tanti pensieri affollano la mia mente e mi destabilizzano. Non so se sia colpa dell'arrivo del freddo ma sento molta negatività intorno a me che cerco con tutte le mie forze di scacciare il più lontano possibile, purtroppo non riuscendo ad ottenere il risultato sperato!
Come sempre cerco rifugio in cucina, la mia piccola isola felice (anche se ultimamente sembra diventare anch'essa un pensiero più pesante di quanto vorrei...).
Condivido con voi questi semplici cupcakes, i primi in assoluto a comparire in queste pagine. Non li preparo mai, prediligendo sempre coccole dolci di diverso genere (con farine integrali, pochi zuccheri e spesso vegan), ma, approfittando delle varie prove che ho dovuto fare per ottimizzare la ricetta per il corso dei piccoli pasticceri del mese di novembre che li vede protagonisti, non ho resistito alla tentazione di fotografarli e farli entrare a pieno titolo nel mio ricettario virtuale.
Ora devo proprio scappare a preparare i tavoli per il corso di oggi pomeriggio, buon weekend a tutti e aiutatemi a pensare positivo!

Vi invito a leggere bene le note in merito al frosting, vi saranno di aiuto!

Ingredienti x12 cupcakes:

impasto bianco
75 g di farina di tipo 1 macinata a pietra
50 g di farina di cocco o cocco rapè
130 g di latte vegetale*
40 g di zucchero di canna
25 g di olio di semi di soia
6 g di baking powder o lievito per dolci
1 pizzico di fleur de sel o sale fino marino

impasto scuro
100 g di farina di tipo 1 macinata a pietra
25 g di cacao amaro in polvere
130 g di latte vegetale*
50 g di zucchero di canna
25 g di olio di semi di soia
6 g di baking powder o lievito per dolci
1 pizzico di fleur de sel o sale fino marino

frosting**
450 g di ricotta vaccina
100 g di zucchero a velo
1 cucchiaino scarso di colorante liquido rosso
zuccherini colorati q.b.

*Io ho usato latte di soia al naturale ma potrete sostituirlo con altro latte vegetale a piacere o latte vaccino.

Mescolare separatamente i due impasti. Mettere in una ciotola gli ingredienti secchi e mescolarli bene, poi unire i liquidi e sbattere brevemente con una frusta a mano. Trasferire il composto nei pirottini.



Cuocere in forno statico preriscaldato a 180°C per circa 10-12 minuti. Sfornare e far raffreddare su una gratella. 


A parte sbattere la ricotta con il colorante e lo zucchero a velo fino ad ottenere una crema omogenea. Trasferirla in frigorifero per 1 notte o almeno 6 ore.
Decorare i cupcake con il frosting e gli zuccherini colorati.


Il frosting è decisamente light rispetto a quello classico al burro ma se vorrete ottenere delle decorazioni perfette con il sac à poche non è adatto. E' poco stabile e non manterrà la forma. Suggerisco una seconda versione un po' più calorica con l'aggiunta di mascarpone e gelatina (100 g di ricotta vaccina,100 g mascarpone, 50 g di zucchero a velo, 2 cucchiaini di gelatina in polvere o agar agar,1 cucchiaino di colorante alimentare).



Lascio a voi la scelta sia per il frosting che per la base chiara o scura..qui a casa mia hanno gradito entrambi i gusti ma il mio cuore ha battuto più forte per quelli al cocco ed infatti sono i protagonisti dei miei corsi!



**Aggiornamento in tempo reale:
Ho fatto un secondo tentativo con questo frosting ed ho capito il motivo della cattiva riuscita. Sbattendo la ricotta con le fruste elettriche alla massima potenza, ho rotto le proteine del composto che è divenuto semiliquido. Anche dopo il riposo in frigorifero, non torna allo stato originario.
Se si fa la stessa operazione con una frusta a mano, il frosting rimane sodo e, dopo il riposo in frigo, sarà bello stabile e soprattutto leggerissimo!!!

giovedì 17 novembre 2016

Zuppa del riciclo con fagioli dall'occhio


Quante volte nella vita mi sono detta di credere di più in me stessa, nelle mie capacità e potenzialità, di "volare alto" (...e non rasosuolo per paura della caduta), ma non è così semplice.
Non sono mai stata la "cocca" della mamma, della maestra, del capo di turno...come si dice dalle mie parti "ho ricevuto più bastonate che carota!". In poche parole mi sono sempre trovata ad affrontare situazioni difficili, dove nessuno mi ha mai gratificata e, con queste premesse, non posso pretendere che, una volta presa in mano (finalmente) la mia vita, le cose cambino da un giorno all'altro.
Bisogna lavorare ed impegnarsi il doppio di ogni altro essere umano che ha avuto una vita normo-felice. Ma sia chiaro, io non mollo e continuo ad allenarmi per quando spiccherò il volo e sorvolerò quelle persone che non hanno mai creduto in me, che mi hanno sempre denigrato facendomi sentire una caccola...e, magari, lascerò anche un "ricordino" su quelle belle testoline...


Nonostante la forza di volontà che ci metto e le energie impiegate per puntare su me stessa, ci sono periodi che mi sento stanca di lottare e vorrei buttare i remi in barca, lasciandomi andare alla deriva..ma proprio nel momento che sto per mollare tutto, ecco che trovo la mia ancora di salvezza...la mia famiglia.


Basta prendersi del tempo per stare insieme che tutto ritrova il suo posto e la positività torna a brillare nel mio cuore. Spesso mi chiedo cosa sarebbe di me senza quall'amore incondizionato...intendo anche quello a 4 zampe! 


Durante la nostra mini vacanza per il ponte di Ognissanti in Garfagnana, oltre a scattare una miride di foto, amoreggiare con i membri della mia famiglia e respirare una frizzante aria autunnale, mi sono anche coccolata con uno dei miei comfort food preferiti, la zuppa!
La zuppa a casa mia non è mai la stessa, ma è un modo di sfruttare i resti di verdura che stazionano in frigo. Di solito la faccio proprio il giorno prima di andare a fare spesa per liberarmi degli avanzi!
Prima di partire, infatti, avevo preparato un "laveggio" (termine che usa sempre la mia nonna quando fa il minestrone!) di zuppa con tutto quello reperito tra frigo e freezer (..e ammetto che era davvero poco!) ed è venuto fuori un piatto da sogno! L'ho trasportato con la borsa frigo per poi riscaldarlo semplicemente per pranzo. E' bastata una bella fetta di pane raffermo sul fondo di vecchie ciotole rinvenute nella casina di montagna e un filo di "olio buono" per atterrare in paradiso!



Ingredienti x4 porzioni:

120 g di fagioli dall'occhio*
Foglie esterne e gambi di 2 grossi finocchi
3 fette di zucca a pasta soda
2 tazze di piselli surgelati
10 cm di porro
10 funghi pioppini (anche congelati)

4 fette di pane raffermo (possibilmente integrale a lievitazione naturale)
4 cucchiaini di olio e.v.o. a crudo 

*I miei erano quelli freschi sgranati quest'estate con la mia nonna e poi congelati. Se usate quelli secchi dimezzate le dosi (in questo caso ne bastano 60-80g).

Per prima cosa cuocere i fagioli. Se freschi basta ammollarli 2 ore in acqua fredda e poi cuocerli per circa 15 minuti (poi termineranno la cottura nella zuppa), se secchi seguire le indicazioni riportate sulla confezione.
Lavare bene gli scarti del finocchio, quindi tritarli grossolanamente. Pulire i funghi da eventuale terra e tritare anch'essi. Tagliare a rondelle il porro e pulire la zucca, poi ridurla a dadini.
Raccogliere tutte le verdure in una capiente pentola, aggiungere i piselli ancora surgelati e versare 4-5 bicchieri di acqua. Mettere il coperchio e cuocere per 15 minuti a fiamma bassa. Unire i fagioli, altra acqua se necessario, e proseguire la cottura dolce per altri 20 minuti.
Porre il pane raffermo sul fondo dei piatti e versare la zuppa caldissima. Completare con un filo d'olio a crudo.



Questa zuppa è ottima preparata in anticipo e conservata in frigorifero (fino a 4 giorni) o in congelatore (fino a 2 mesi). Basterà riscaldarla prima di servire.

Il set di questa ricetta è stato gentilmente fornito dalla natura e dai suoi splendidi colori autunnali!

martedì 15 novembre 2016

Bagels con lievito madre

So accettare le sfide?? Se sono in ambito culinario difficilmente mi tiro indietro! Mio marito mi mette spesso alla prova (...e da quando ha iniziato a vedere i programmi di cucina che si trovano ormai su ogni canale, è diventato anche più critico ed esigente!), l'ha fatto con il pandoro, con la colomba al cioccolato, con svariati gusti di gelato, la pasta ripiena, le lasagne..insomma punta sempre a piatti leggeri! Comunque, se al primo tentativo non l'ho soddisfatto, la mia testardaggine c'è riuscita al secondo (...o al terzo!) ma non ne sono mai uscita perdente!
Ma se te lo chiede una tua amica?! L'ansia-da-prestazione sale alle stelle! 
Sara, reduce da un viaggio, mi ha espresso il desiderio di riassaporare i bagels, convinta che io li avessi già fatti più e più volte..mentre la sottoscritta ha sempre rinviato, come bloccata da qualcosa. Quel "qualcosa" era l'utilizzo di burro e uova nell'impasto che ho sempre letto nella lista ingredienti di questi simpatici panini col buco. Poi, per non declinare la sua richiesta, mi sono messa all'opera per ideare la ricetta perfetta e trovare quell'immancabile equilibrio tra gusto e salute..direi che ci sono riuscita (...e pure al primo colpo!) ed ho sfornato 8 leggerissimi e golosissimi bagels.


...per chi non lo sapesse...
Il bagel è un pane molto popolare in America del nord, ma ha le sue origini in Europa. Si narra che queste ciambelle di pane furono fatte per la prima volta nel 1683 da un panettiere ebreo di Vienna in onore al re di Polonia, come ringraziamento per aver salvato la popolazione austriaca dall’invasione turca. Poiché il re era un appassionato cavaliere, il panettiere diede al pane la forma di una staffa ("beugel" in austriaco). Quando, nel 1800, migliaia di ebrei europei emigrarono nell'America del Nord, portarono con loro questa specialità. Fu a New York, intorno al 1910, che l’industria dei bagels si sviluppò particolarmente. Trecento panettieri fondarono un’associazione chiamata: “Bagel bachery Local 388”. Tutti i bagels venivano fatti a mano e, solo negli anni '60, fu introdotta la meccanizzazione della produzione attraverso una speciale macchina che donava all'impasto la caratteristica forma rotonda. Fu allora che i panettieri di New York e del New Jersey iniziarono ad espandersi in altri stati dove iniziarono a produrre anche bagels confezionati (e soprattutto congelati) per la distribuzione nei supermercati.
La particolarità dei bagels sta nella loro forma ad anello e nel metodo di cottura (viene bollito in acqua prima di essere cotto in forno) che conferisce una struttura morbida, leggermente gommosa all’interno e dalla crosta lucida
I bagels sono spesso presenti nelle colazioni dei newyorkesi, semplicemente farciti con formaggio spalmabile ma, possono essere gustati anche come un normale panino, risultando più leggero e con meno mollica grazie al buco centrale!

Ricetta liberamente ispirata da lei

Ingredienti x8 bagels:
impasto
400 g di farina di tipo 1 macinata a pietra
220 g di acqua naturale a t.a.
170 g di lievito madre attivo*
20 g di olio e.v.o.
10 g di zucchero di canna 
10 g di sale fino marino
bollitura
2 litri di acqua
2 cucchiai di sale grosso marino
1 cucchiaio di amido di mais
1 cucchiaio di malto d'orzo in polvere
finitura
Semi di girasole q.b.
Semi di lino q.b.
Semi di sesamo q.b.

*Rinfrescato e al raddoppio.

Ho effettuato l'impasto nella planetaria con il gancio ad uncino. Si otterranno ottimi risultati anche impastando a mano.

Sciogliere il lievito madre nell'acqua e zucchero. Unire tutta la farina e portare ad incordatura. Far assorbire prima il sale e poi l'olio a filo. 
Rovesciare l'impasto sul piano di lavoro, impastare brevemente e formare una palla. Farla riposare con la ciotola a campana o pellicola trasparente per 30 minuti.
Dividere in 8 pezzature uguali (circa 105g) e formare delle palline rotolandole sul piano. 
Coprire con un panno umido e far riposare per 20 minuti. Schiacciare al centro ogni pallina con indice e pollice fino a bucarle. Allargare gli anelli ottenuti e adagiarli su un tagliere spolverato di farina. 
Coprire con pellicola e un canovaccio, quindi farli lievitare fino al raddoppio (circa 3 ore).
Mettere a bollire l'acqua e scioglierci dentro il sale, il malto e l'amido aiutandosi con una frusta per non formare grumi. 
Nel frattempo preriscaldare il forno in funzione statica a 220°C. Stendere una vecchia tovaglia pulita sul piano di lavoro e spolverare con i semi.
Bollire due bagels per volta per circa 1 minuto, scolare con il mestolo forato e adagiare sui semi. Proseguire in questo modo fino a terminare i pezzi.
Rivestire una teglia con carta da forno e adagiarci i bagels ponendo la parte dei semi rivolta verso l'alto.



Infornare nel ripiano più basso e cuocere per 20 minuti. poi spostare la teglia nel ripiano intermedio e proseguire la cottura per latri 10 minuti o fino a doratura.


Sfornare e far raffreddare su una gratella.


Una volta freddi si possono congelare (fino a 3 mesi) o conservare in frigorifero (fino a 10 giorni).
Il modo migliore per degustarli è aprirli a metà orizzontalmente e tostarli leggermente, farcirli a piacere e gustarli caldi. In questo modo si otterrà la fragranza originale, come appena sfornato!


Io non ho potuto resistere nel provarli con varie degustazioni..dalla confettura di cipolle di PURE STAGIONI..


..al più classico con avocado e salmone selvaggio (io cotto al vapore invece che affumicato)..


..in entrambi i casi non mi ha deluso ed il resto è stato confezionato per la mia amica che ha gradito tantissimo!
Ora non vi resta che provarli anche a voi!

Con questa ricetta partecipo a Panissimo di Novembre