venerdì 29 aprile 2016

Gnocchi di riso fatti in casa con verdure allo zenzero

C'è stato un periodo a cavallo tra gli anni '90 e il 2000 dove andare al ristorante cinese faceva parte della routine familiare e non solo. C'era un compleanno da festeggiare?! La festa della mamma, della donna, del papà, dei nonni, del gatto...?! La risposta giusta era sempre ristorante cinese (...o come si diceva io e mio fratello "al cinese")! 
A Viareggio ricordo che ce n'era uno solo e mangiavi seduto a terra su dei mega cuscini colorati davanti ad un tavolino basso in tek scuro. I menù erano con la copertina rosso porpora sui quali era inciso un grande drago nero e la musica in sottofondo ricordava le atmosfere zen asiatiche. Adoravo andarci e anche alla mia famiglia non è mai dispiaciuta come alternativa alla solita pizzeria (...che la pizza la faceva molto più buona la mia mamma in casa!).
Nell'ordine erano immancabili gli involtini primavera e le nuvolette di gamberi, il riso alla cantonese e gli gnocchi alla piastra, per poi concludere in dolcezza con la crema fritta! Molti piatti li ho replicati (...o almeno c'ho provato!) in casa ma non sempre con risultati soddisfacenti...almeno fino a quando non sono approdata su questo sito che mi ha invogliata a rimettermi alla prova con uno dei miei piatti preferiti di sempre...il suo sapore mi ha riportato indietro nel tempo a quando i pensieri erano più leggeri e spensierati...

...non posso che lasciarvi sulle note della mia adolescenza con Come as you are - NIrvana 
  

Ingredienti:

dose x 2/3 porzioni gnocchi
120 g di farina di riso*
70 g di farina di tipo 1*
120 g di acqua naturale

condimento a porzione
1 zucchina piccola e soda
1 carota piccola
1 cm di porro fresco
3 fettine di zenzero sott'aceto
1 cucchiaio di salsa di soia
1 cucchiaino di olio di riso bio

*Macinata a pietra.

In una capiente ciotola miscelare le farine e versare l'acqua. Lavorare prima con una spatola e, quando l'impasto risulta asciutto, rovesciare sul piano di lavoro leggermente infarinato di farina di riso e impastare energicamente con le mani fino ad ottenere un panetto liscio e che non appiccica. Avvolgerlo in pellicola trasparente e far riposare per 20-30 minuti.
Stendere il panetto in un sottile strato e tagliare in sezioni di circa 2 cm con una rotella da pizza. Dividere ogni striscia di pasta in rettangoli da circa 5 cm arrotondando le estremità con un coltellino affilato per dare la forma ovale tipica dello gnocco cinese. Procedere in questo modo per tutta la pasta. Rimpastare i ritagli e stendere nuovamente. Mano a mano che sono pronti adagiarli su vassoi spolverati di farina di riso senza sovrapporli.
Tuffare in acqua bollente e cuocere per circa 5 minuti.


Nel frattempo preparare il condimento. Lavare e spuntare la zucchina. Pelare e spuntare la carota, quindi ridurre le verdure in losanghe sottili. Affettare finemente il porro e lo zenzero sgocciolato. Ungere una capiente pentola antiaderente o un wok con l'olio di riso e unire tutte le verdure con lo zenzero.


Saltare su fiamma vivace unendo la salsa di soia ed un filo d'acqua se necessario. Le verdure dovranno mantenersi croccanti, basteranno circa 5-6 minuti.
Scolare gli gnocchi e saltare qualche istante in padella con le verdure.


Servire caldo.


Questo piatto mi ha dato grandi soddisfazioni e non ha niente da invidiare al famoso piatto cinese servito nei ristoranti! Il condimento è goloso ma leggero ed è un ottima proposta anche per chi segue un regime alimentare controllato.


Nel complesso risulta un piatto molto equilibrato e sano, altamente digeribile e appagante sia per la vista che per il palato!


La preparazione richiede un po' di lavoro ma ci si può organizzare in anticipo. Gli gnocchi, infatti, si conservano in frigorifero coperti con pellicola trasparente per 2 giorni o possono essere anche congelati. Per congelarli bisogna riporre i vassoi coperti con pellicola in freezer e dopo 3-4 ore trasferire gli gnocchi in un sacchetto. Basterà tuffarli in acqua in ebollizione e cuocere 2 minuti in più rispetto a quelli freschi.


Per la versione gluten free basterà sostituire la parte di farina 1 con un mix di farine adeguate all'intolleranza alimentare.

giovedì 28 aprile 2016

Chia pudding al latte di cocco e kiwi

Ho una nuova dipendenza che si va aggiungere allo shopping-compulsivo di ingredienti per le mie ricette; tazze, tovagliette, piatti e bicchieri (...tutto rigorosamente spaiato!) per le mie foto (...a cui si è aggiunta di recente anche la light-box..sono malata!); all'assunzione smisurata di prodotti di stagione; alla ricerca frenetica di frutti a km0 e bio...e potrei andare avanti ma penso di aver reso l'idea...ed è il chia pudding!
Dopo averlo provato quasi per gioco in questa ricetta, non sono più riuscita a fermarmi ed ogni giorni provo nuovi gusti ed abbinamenti! Solitamente non li fotografo ma la luce dei giorni scorsi mi ha ispirata ed ho pensato che fosse divertente condividere questa nuova e sana passione anche con voi!


Ingredienti x1 porzione:

200 g di latte di cocco*
1 cucchiaio di semi di chia
2 kiwi 
1 g di stevia (facoltativo)

*Potete acquistarlo scegliendolo senza zuccheri aggiunti e possibilmente bio, o farvelo in casa seguendo questa ricetta.

Mescolare il latte di cocco con i semi di chia e riporre in frigo coperto per una notte. Mescolare ancora e trasferire nel bicchiere da portata. A parte sbucciare i kiwi e ridurre in piccoli dadini, quindi dolcificare a piacere. 
Decorare il pudding e servire fresco. 


Un'idea per una colazione colorata e fresca o semplicemente per una merenda nutriente ma leggera!


La consistenza vellutata lo rende un dessert al cucchiaio da sballo ma a ridotto contenuto calorico!


Ho adorato alla follia questo mix di sapori ma le mie sperimentazioni non sono ancora finite e se rimarrete nei paraggi ne vedrete delle belle (e buone!).

mercoledì 27 aprile 2016

Amaranto alla curcuma con friggitelli e olive

Ci siamo a lungo scrutati, studiati a distanza, ammirati con sospetto ma poi io non ho saputo resistere alle sue sfacciate avance ed ho iniziato un rapporto amoroso (...in termini culinari s'intende...) con l'amaranto! Confesso che ero molto titubante e che quel sacchetto pieno di chicchi-piccini-piccio' proprio non mi ispirava fiducia ma si sa che sono temeraria e amante del pericolo! Come primo approccio è stato un completo disastro, il sacchetto si è rotto nella borsa della spesa e mi sono ritrovata per giorni e giorni palline saltellanti per tutta la cucina. Quelle infime si sono nascoste tra i commenti del pavimento e lungo i margini del piano di granito che nemmeno il mio super-potente aspirapolvere riusciva ad avere la meglio! Nonostante la disavventura, ho salvato gran parte del contenuto della confezione e mi sono lanciata nella sperimentazione!
Come mi era già successo con il miglio, ho evitato di seguire troppo alla lettera i consigli di cottura e mi sono affidata un po' alla mia esperienza. Se con 40 minuti di cottura ho ottenuto una poltiglia immangiabile e con 10 cucchiaiate di sassolini sotto i denti, sono giunta alla conclusione che 20 minuti sono il tempo ottimale per gustare al meglio questo nuovo amico in cucina!
Cottura a parte, il gusto è molto particolare e ve lo voglio proporre in un mix insolito di spezie e profumi che lo esaltano al massimo e fanno anche festa sulla tavola di tutti i giorni..ma non prima di aver speso 2 parole su questo eccezionale alleato della salute!
L'amaranto è una pianta erbacea di origine americana la cui parte edibile sono i semi. Può essere consumato cotto in acqua in abbinamento a verdure e cereali (mai a proteine in quanto ne è esso stesso molto ricco) o fatto scoppiare in padella come per i pop corn. E' privo di glutine e questo lo rende un alimento idoneo a chi soffre di celiachia e ricco in fibre di facile digeribilità. Oltre che un prodotto altamente proteico, è fonte di sali minerali (quali calcio, fosforo, magnesio, potassio, ferro), vitamine del gruppo A/B/C/E e amminoacidi. Ha proprietà tali da essere considerato un eccellente alleato per combattere il colesterolo cattivo nel sangue, abbassare la pressione e aiutare l'assorbimento del calcio
Se ancora non vi ho convinti, vi basterà assaggialo per amarlo perdutamente!!!


Ingredienti x1 porzione:

70 g di amaranto
300 g di acqua naturale
10 friggitelli (peperoncini verdi dolci)
15 olive nere cotte al forno
2 cm di porro 
1 cucchiaino di curcuma in polvere
1 pizzico di sale fino marino
Peperoncino in polvere q.b.


Sciacquare abbondantemente l'amaranto sotto l'acqua corrente e versare in una pentola. Unire l'acqua (pari a circa 4 volte il proprio volume) e portare a bollore. Mettere il coperchio e abbassare la fiamma al minimo. Cuocere per 20 minuti. Poi spegnere e lasciar riposare per altri 5 minuti. Quindi sgranare con una forchetta e tenere da parte.
Lavare i peperoncini e tagliarli a metà. Eliminare il picciolo e i semi interni. Ridurre a rondelle e trasferire in un'ampia padella antiaderente insieme al porro tagliato sottile. Stufare con mezzo bicchiere d'acqua, nel quale è stata sciolta la curcuma, per circa 10 minuti. Unire il peperoncino in polvere e le olive private del nocciolo e tritare, poi regolare di sale. 
Aggiungere l'amaranto e mescolare bene per farlo insaporire. Servire subito.


Io l'ho messo in forma in un coppapasta e decorato con riccioli di carota. Quest'idea è carina anche per presentare dei sani e golosi antipasti ai propri ospiti.


Questo mix di sapori e spezie si sposano molto bene al gusto erbaceo dello pseudocereale ma vi garantisco che continuerò a sperimentare in merito!


Non ho aggiunto olio, come faccio sempre quando utilizzo le olive, per non sbilanciare in grassi i valori nutrizionali del pasto. In questo modo risulta adeguato anche in periodo di dieta.


I tempi di cottura indicati e le dosi di liquidi, sono stati calcolati in base all'amaranto in mio possesso. Voi attenetevi a quanto riportato sulla confezione o alla vostra esperienza.

martedì 26 aprile 2016

Staccante per tortiere fatto in casa

Soffro di ansia-da-prestazione. Il 90% delle volte che mi metto in testa di portare quel particolare dolce ad una cena o mi viene commissionata quella ricetta, combino un disastro. L'ultima catastrofe culinaria in ordine di tempo è stata per il pranzo di Pasqua. Come sapete ero invitata a casa dei suoceri, quindi non mi sono dovuta nemmeno cimentare in infiniti e complicati menù, dovevo/volevo solo portare un dolcino come cortese presente per allietare il fine pasto. 
Acquisto tutti gli ingredienti, mi organizzo con gli orari e tutte le altre 1000 cose che avevo da fare in quel periodo (...e riesco con grande soddisfazione anche ad incastrare tutto il programma in modo ottimale!!!), lo preparo, lo cuocio e fino a qui tutto ok. Prima della decorazione finale, lo tolgo dalla tortiera tutta orgogliosa e...gran parte della superficie mi resta attaccata allo stampo rovinando miseramente l'estetica del dolce! Non avevo tempo per farne un'altro ed ho cercato di camuffare alla meglio il disastro, vergognandomi, poi, una volta che è stato messo in tavola. Fortunatamente il sapore ha ovviato al lato esteriore ma io ero delusa di me stessa, perché so che potevo fare di meglio!
Non era la prima volta che questo problema aveva sabotato i miei piani, quindi, urgeva una soluzione definitiva! La carta da forno bagnata e strizzata è spesso mia alleata ma in alcuni casi non va bene, avevo bisogno di un'alternativa.


Girovagando su internet alla ricerca di risposte, sono rimasta sconcertata nell'appurare di quante persone facciano uso/abuso di prodotti spray di dubbia composizione! Fortunatamente chi ama fare tutto in casa come me, aveva già sviscerato il problema creando una ricetta ad hoc per l'esigenza e qui mi sono fermata. Non ho potuto resistere dalla tentazione di provare e vi posso assicurare che è diventata la mia salvezza!
Mai più disastri dovuti a teglie che imprigionano il mio impasto..adesso devo solo lavorare sulla mia autostima per superare la patologia cronica..


Ingredienti:

50 g di burro tedesco a t.a.
70 g di farina di tipo 1 macinata a pietra 
120 ml di olio di riso spremuto a freddo

Versare il burro morbido e gli altri ingredienti in un mixer. Frullare alla massima velocità fino ad ottenere una pastella omogenea e liscia.


Trasferire in un barattolo di vetro e conservare in frigorifero fino a 2 mesi.


All'occorrenza basterà toglierlo dal frigo e spalmarlo nella teglia con un pennello!


Ottimo per ogni materiale e per ogni ricetta dove non si vuole utilizzare la carta da forno. 
Il suo sapore neutro non altera il gusto del prodotto finito.

domenica 24 aprile 2016

Homemade latte e formaggio di mandorle

Il calcio è un sale minerale importante per la buona funzionalità del nostro organismo. Basti pensare che è il più presente nel corpo umano e, oltre a preservare la salute delle ossa ed evitare il rischio di osteoporosi, è coinvolto in numerosi e fondamentali processi del nostro organismo come la trasmissione dell'impulso nervoso, la contrazione e il rilassamento muscolare, la regolazione della pressione sanguigna, la coagulazione del sangue e l'attivazione della difesa immunitaria. [dati fondazione Veronesi]
Per una sana alimentazione si dovrebbero consumare 2/3 porzioni al giorno di latte/yogurt per raggiungere RDA (dose giornaliera raccomandata) ma, con qualche piccola accortezza, si può evitare il lattosio a favore di fonti diverse. ["Alimentazione, prevenzione e benessere" 3 giugno 2014]
Ci sono numerosi alimenti (al di fuori dei latticini che rimangono la fonte privilegiata di assunzione) che ne contengono una quantità considerevole come soia e derivati, legumi, vegetali a foglia verde scuro, broccoli ma anche semi oleosi e mandorle.



Io che ho sempre avuto difficoltà ad ingerire latte a colazione, opto molto spesso per alternative vegetali e possibilmente "fatto in casa". Vi ho proposto il latte di cocco, quello di riso e oggi c'ho provato con quello di mandorle proprio per bilanciare l'apporto di calcio nella mia dieta. Vi garantisco che ne rimarrete piacevolmente conquistati ed alla fine della lavorazione vi ritroverete anche un ottimo "formaggio" vegetale spalmabile da sballo!



Ingredienti
(Dosi x circa 800 ml di latte e 2 porzioni di formaggio)

1 tazza di mandorle intere*
4 tazze di acqua naturale
1 bacca di vaniglia
2 pizzichi di sale fino marino

*Sceglierle fresche e con la pellicina. Ancora meglio da sgusciare.

Mettere le mandorle ammollo in acqua per 1 notte. Il giorno dopo scolarle ed eliminare la pellicina.



Versare le mandorle pelate nel bicchiere del frullatore e unire l'acqua. Frullare finemente per qualche minuto.
Filtrare attraverso un colino a maglie fitte il liquido ottenuto. Ripetere l'operazione attraverso una garza sterile, strizzare bene la poltiglia in esubero e trasferire il liquido in una bottiglia. Inserire nella bottiglia una bacca di vaniglia incisa per la lunghezza (io ho utilizzato solo il baccello, i semi li avevo già raschiati per un'altra preparazione) e trasferire in frigorifero per 3-4 ore. 


Raccogliere in una ciotola tutta la poltiglia di mandorle raccolta nelle due fasi di filtraggio. Mescolare con il sale e trasferire in una vaschetta, livellando la superficie e compattando il composto. Trasferire in frigo per 1 notte.


Il latte si può consumare freddo di frigo o scaldato e dolcificato a piacere per delle golose colazioni. Eventuali sedimenti sul fondo sono normali, agitare sempre bene prima dell'uso.


Il latte è un ottima base per la preparazione di dolci al posto del latte vaccino.


Il formaggio è ottimo nella pasta o da servire con croccanti verdure. Altamente proteico e completamente vegetale, ricco di fibre e cremosissimo! Ottimo anche per preparare delle tartine sane e alternative! 

venerdì 22 aprile 2016

Linguine integrali agli agretti e pangrattato aromatico

Finalmente la mia bici (...esattamente come le tartarughe nel giardino dei miei genitori...) è uscita dal lungo letargo. Lavata, lucidata e rimessa a nuovo con gomme fresche e uno scintillante campanello, pronta a macinare chilometri insieme a me!
Abbiamo già trascorso qualche pomeriggio insieme ed è stato come rivedersi con un'amica dopo tanto tempo e abbandonarsi a chiacchiere leggere e piacevoli.
Mi mancava il vento tra i capelli (...mentre le terribili buche di Viareggio un po' meno...) e quella sensazione di libertà che accompagna i miei pensieri quando  pedalo. In più, l'aria tiepida e un po' di sole sulle guance, mi hanno ricordato che la mia stagione preferita è alle porte ed è bene che inizi a mettere fuori qualche bikini perché prima della fine del mese voglio andare a rincontrare anche il mio amato mare.
Come sempre tutte le mie emozioni sono finite nel piatto, dove dei lunghi fili di pasta hanno incontrato la primavera e si sono uniti per dar vita ad un nido aromatico e sfizioso, come a presagire la rinascita della natura e la voglia di continuare a sperare nel sole...

..ballando Kiss - Prince 
R.I.P.


Ingredienti x1 porzione:

70 g di linguine integrali
100-150 g di agretti freschi
2 acciughe sott'olio
2 agli interi 
2 cucchiai di pangrattato integrale*
1 cucchiaino di capperi sotto sale
1/2 cucchiaino di olio e.v.o.

*Io ho asciugato in forno delle frise all'orzo e poi frullate in un mixer.


Pulire e lavare bene gli agretti. Sbollentarli per 2-3 minuti in abbondante acqua, scolarli e tenerli da parte. Nella stessa acqua cuocere le linguine dopo averla salata con una presa di sale grosso.
Nel frattempo sciacquare abbondantemente e strizzare i capperi, sgocciolare le acciughe e fare un battuto fino con il coltello. Scaldare una capiente padella antiaderente e saltare il battuto con gli agli leggermente schiacciati. Unire l'olio e il pangrattato e far insaporire. Prelevarle un cucchiaio e mettere da parte, quindi eliminare gli agli e unire gli agretti in padella, mescolare per far insaporire. Infine aggiungere le linguine scolate al dente.
Saltare qualche istante e trasferire in un piatto di portata decorando con il pangrattato tenuto da parte. 


Un piatto equilibrato sia nei sapori che nell'apporto calorico e, soprattutto, ricco di vibrazioni positive!


Gli agretti sono i germogli ed i rametti più teneri della pianta Salsola Soda (...sapete che è protagonista di tutti i film western? Si tratta di quegli arbusti che rotolano nel vento!). Sono conosciuti anche come barbe di frate e vengono coltivati in tutto il bacino Mediterraneo, in quanto è una pianta che ama i terreni sabbiosi e ricchi di sale. Si reperiscono da marzo a maggio ed è tra i prodotti primaverili per eccellenza! 
Conviene approfittarne anche in previsione della remise en forme per l'estate, perché contengono pochissime calorie (solo 17 Kcal per 100g) e tanta acqua e fibre che aiutano la diuresi e la regolarità intestinale. Sono, inoltre, ricchi di vitamine (A, B, C) e minerali (potassio, calcio, magnesio e ferro). Gli sono riconosciute proprietà depurative e rimineralizzanti. Hanno un sapore leggermente acre (da qui deriva anche il nome) che ben si sposa con salamoie e sono molto apprezzati nelle insalate o nelle frittate. 
  Gli agretti in questa ricetta subiscono solo una leggera scottatura, in questo modo riescono a preservare tutte le loro preziose proprietà nutrizionali, evitate le lunghe cotture e se possibile consumateli crudi!


Con questa ricetta partecipo:
alchimia capperi & acciughe

giovedì 21 aprile 2016

Frise all'orzo e lievito madre (senza olio)

Ci sono momenti in cui vorrei scappare da tutto e da tutti. Sentirmi libera di esprimermi senza timore di ferire nessuno (..a quanto pare sono circondata da permalosi cronici!) o dovermi sentire addirittura in colpa per il solo fatto di essere felice ed in armonia con me stessa.
In questi mesi ho ritrovato un equilibrio che da tempo non sentivo mio. Sapermi accettare per come sono; guardare con orgoglio quello che ho costruito dal niente con le mie sole forze e capacità a discapito di chi mi ha sempre criticata ed "affossata" solo per il gusto di vedermi soffrire; trovare il mio punto debole e trasformarlo in forza; avere la voglia di non mollare e raggiungere la "me" migliore di sempre. 
A quanto pare non è tra i miei "diritti" stare bene, io devo solo fare in modo di far star bene gli altri a discapito del mio benessere. Ho provato ad essere egoista ma non ci riesco e non mi viene naturale, anzi mi si ritorce solo contro, quindi ingoio e aspetto di svegliarmi come dopo un brutto sogno...
In questo periodo impasto, impasto, impasto...ho il freezer strapieno di pane, panini, focacce, oggi è toccato alle frise, giusto per smaltire un po' di quella farina di orzo che ancora staziona in casa.
Le avevo già fatte in passato con la farina di mais e con la farina integrale e l'olio nuovo, ma stavolta le ho volute alleggerire di ogni grasso per lasciare spazio solo al piacere croccante e pieno delle farine macinate a pietra.


Ingredienti x 24 frise da circa 25g l'una:

300 g di farina ai fiocchi d'orzo*
200 g di farina di tipo 1*
190 g di lievito madre attivo**
350 g di acqua naturale
10 g di sale fino marino

*Macinata a pietra.
**Rinfrescato e al raddoppio.

Ho effettuato l'impasto nella planetaria con il gancio ad uncino ma si otterranno ottimi risultati anche lavorando a mano.

Nella ciotola della planetaria impastare velocemente con il gancio a foglia, le farine e 300 g di acqua. Quindi sigillare con pellicola e far riposare per 30-40 minuti a temperatura ambiente (AUTOLISI).
Unire il lievito e la restante acqua, impastare con il gancio ad uncino fino ad incordatura. Aggiungere il sale e far lavorare ancora qualche istante per farlo assorbire completamente dall'impasto.
Rovesciare sul piano di lavoro e formare una palla. Riporla nella ciotola, sigillare con pellicola trasparente e far lievitare fino al raddoppio in un luogo caldo e lontano da spifferi (io l'ho messa nel forno spento con la luce accesa per 3 ore a circa 25°C). 
Rovesciare l'impasto lievitato sul piano di lavoro e dividere in pezzatura da circa 85 g. Dividere ogni pezzo in due parti e formare delle ciambelline. Sovrapporle e adagiarle su delle teglie rivestite da carta da forno. Procedere in questo modo per tutti i pezzi.
Coprire le teglie con la pellicola e far lievitare per 2 ore in un luogo caldo e lontano da spifferi (consiglio sempre il forno spento con la luce accesa, circa 25°C).
Preriscaldare il forno in funzione statica a 220°C e cuocere le teglie nei ripiani intermedi per 20 minuti. Scambiare le teglie e abbassare la temperatura a 180°C. Proseguire per altri 30 minuti. Sfornare e tagliare subito a metà con un coltello seghettato. Riporre le ciambelle ottenute su una teglia rivestita di carta da forno e cuocere in funzione ventilata per 15 minuti (valutare sempre tempi e temperature in base al proprio elettrodomestico).
Aprire a spiffero il forno e far raffreddare le friselle al suo interno per una notte.


Una volte fredde sono pronte per essere consumate o conservate. 


Per mantenerle friabili e croccanti più a lungo, chiuderle in un barattolo ermetico di vetro o latta come per i biscotti. Se dovessero ammorbidirsi, basta passarle qualche istante nel forno caldo per ottenere un prodotto come appena sfornato!


Sono ottime da gustare come antipasto, fatte rinvenire in poca acqua e aceto e condite con pomodorini, olio e origano, proprio come le ho degustate in Puglia.


Oppure servite come snack al posto dei soliti grissini o stuzzichini.


Eccellenti spezzafame a metà mattina o nel pomeriggio, da portare in borsa e gustare a cuor leggero. La dose consigliata è di 40 g a porzione, circa 2 frise.


Con questa ricetta partecipo a Panissimo di Aprile

mercoledì 20 aprile 2016

Risotto al nero su besciamella di finocchio

Grande novità sul mio blog, da oggi e fino a giugno, farò parte del team di "Idea Menù" che ogni 15 giorni propone un menù completo con un tema in comune. 4 blogger, 4 portate e tanta voglia di mettersi alla prova e deliziare i vostri palati..siete pronti a far viaggiare le vostre papille gustative??
Oggi per noi si tinge tutto di black & white, due colori netti che insieme sanno esprimere tante sfumature intriganti di gusto.
Io vi offro uno spunto per un primo piatto equilibrato nei sapori e scenografico sulla tavola. Tutti gli ingredienti scelti sono di origine biologica, come da consuetudine nella mia cucina, le cotture a ridotto contenuto di grassi e l'apporto nutrizionale finale è ottimale per un piatto unico.
Buon appetito e al prossimo appuntamento!


Ingredienti a porzione:

x il risotto
50 g di riso Baldo*
1 cucchiaino di brodo granulare vegetale bio
1 cucchiaino di carbone vegetale bio
Acqua calda q.b.
x la "besciamella"
1/2 finocchio piccolo** 
2 cm di cuore di porro
1 cucchiaio di Parmigiano Reggiano grattugiato 
1 cucchiaino di maizena
Acqua q.b.

*Questa varietà è ideale per risotti, timballi, supplì e vanta una bella tenuta alla cottura. Ho scelto un riso italiano I.G.P. da coltivazioni nel Delta del Po.
**Io ho utilizzato gli "scarti" cioè due foglie esterne e i gambi mentre il cuore ho preferito mangiarlo crudo in insalata ma potrete utilizzare la parte più tenere e diminuire i tempi di cottura.




Sciogliere il brodo granulare in un bicchiere di acqua calda e versarlo in una pentola dai bordi alti insieme al riso e al carbone. Cuocere per 20 minuti, mescolando di tanto in tanto e aggiungendo acqua calda quando necessario. Il risotto dovrà risultare piuttosto asciutto.
Nel frattempo lavare il finocchio e tritare finemente. Versare in una capiente pentola e unire il porro tagliato sottile e acqua quanto basta a coprire tutte le verdure. Cuocere a fiamma dolce con il coperchio per 20 minuti, ogni tanto controllare e aggiungere acqua se necessario. Fuori dal fuoco, aggiungere la maizena e il Parmigiano, quindi frullare finemente a crema.
Coppare il risotto al centro del piatto da portata (possibilmente di colore scuro), versare tutto intorno la "besciamella" e servire caldo.


A piacere decorare il piatto con la barbetta di finocchio.


Il gioco cromatico lo rende un primo molto particolare ma oltre la vista, i suoi sapori conquisteranno soprattutto il palato!


La degustazione deve avvenire miscelando i due colori in un sol boccone e facendoli esplodere in bocca come fuochi d'artificio..


..vi garantisco che desidererete il bis ma attenzione a non riempirvi troppo c'è un intero menù da assaggiare!!!


Primo Risotto al nero su besciamella di finocchio di Consuelo