lunedì 29 febbraio 2016

Healthy Finger Food: zucca al cartoccio

Grazie alla rubrica Light & Tasty il lunedì inizia sempre in leggerezza! Oggi, invece del canonico ingrediente o piatto da reinterpretare in chiave delight, è stato scelto un metodo di cottura: il cartoccio. Questa tecnica permette di cuocere i cibi nei propri succhi senza aggiungere ulteriori condimenti, ottenendo piatti golosissimi e a ridotto apporto calorico. Inoltre è una preparazione talmente semplice da essere indicata anche a chi non è molto abile in cucina o alle prime armi, basta, infatti, avvolgere il cibo nella stagnola, chiudere a caramella e cuocere in forno..per il resto fa tutto da solo!
Solitamente amo questa cottura per i pesci interi e pollame, ma stavolta l'ultima zucca di stagione che mi strizzava l'occhio in frigo è stata la favorita!


Si tratta a tutti gli effetti di una non-ricetta a 0 grado di difficoltà! Vuole essere piuttosto un'idea semplice ed originale per un antipasto informale o un aperitivo conviviale da gustare a cuor leggero!
Valutate voi le dose in base ai commensali o alle proprie necessità e seguite i miei suggerimenti di degustazione..non ve ne pentirete!!!

Ingredienti:

Zucca bio a pasta soda q.b.*

*La buccia si mangia, anzi è anche la parte più saporita, quindi accertatevi che sia non trattata!

Lavare accuratamente la zucca, spazzolando tra le pieghe per eliminare eventuali residui di terra. Asciugarla e tagliarla a metà, poi in spicchi. Eliminare i filamenti e i semi interni e ridurre ogni spicchio in piccoli pezzi di uguale misura.
Avvolgere ogni pezzo in carta stagnola idonea alla cottura. Sistemare i cartocci sulla teglia e cuocere in forno statico preriscaldato a 200°C per 1 ora. Spegnere il forno, mettere lo sportello a spiffero e lasciare dentro la teglia altri 30 minuti.
Sfornare e servire.


Un'idea divertente è sistemare un grande vassoio al centro della tavola con dentro tutti questi cartocci argentati. Ogni commensale potrà prendersi il suo "bocconcino a sorpresa" e gustarlo al cucchiaio o in "punta di dita" intingendolo in salsa di soia.


Io amo servirla con la finta frittata e una salsa a base di yogurt e senape.

Ecco cosa si sono "inventate" le mie compagne di rubrica:
Salmone al cartoccio con letto di patate di Licia

venerdì 26 febbraio 2016

Pane rustico integrale con segale e semola

Quando respiro profumo di pane, respiro aria di weekend! Amo dedicare i giorni festivi ai miei amati impasti, facendo alchimie con diverse farine, cereali o semi oleosi; giocando con le forme e i tagli che poi si aprono in cottura come boccioli di rose, regalandomi un momento di sincero stupore come se fosse sempre la prima volta, la mia piccola magia inaspettata. Mi piace dedicare a quell'impasto fantasioso i suoi tempi di riposo, lasciarlo maturare con calma, perché già so che quell'attesa sarà ampiamente ripagata! 
Un momento tutto mio che mi rimette in equilibrio con il mondo e mi ricarica di energia positiva, buona, pura.
Questa settimana mi sono coccolata con un corposo pane rustico nato dal mix di farine che ultimamente soddisfa a meraviglia i desideri del mio palato e della mia dieta. 
Solo farine macinate a pietra dal mulino di fiducia, un vivace ed arzillo lievito madre e la mia smisurata passione per i lievitati ed ecco che tutto inizia ad avere un senso, i pensieri  si allineano, prendono forma ed il cuore riprende a battere il suo ritmo sereno...almeno fino al prossimo impasto!


Ingredienti:

poolish
60 g di lievito madre attivo*
100 g di farina di segale integrale**
100 g di acqua naturale a t.a.
impasto
300 g di semola di grano duro**
250 g di farina integrale**
350 g di acqua naturale a t.a.
1 cucchiaino di miele d'acacia bio
10 g di sale fino marino

*Rinfrescato e al raddoppio.
**Macinata a pietra.

Ho effettuato l'impasto nella planetaria. Si potranno ottenere ottimi risultati anche impastando a mano.

Ho realizzato lo stencil a forma di galletto ritagliando una sagoma sulla carta da forno. Potrete scegliere il soggetto che preferite o ometterlo del tutto.

Nella ciotola della planetaria impastare il poolish con il gancio a foglia fino ad ottenere un composto omogeneo. Sigillare con pellicola e far riposare per 8 ore a circa 20-21°C.
In una capiente ciotola preparare l'autolisi. Mescolare le farine con 300 g di acqua fino a farla completamente assorbire, ottenendo un composto piuttosto sodo e asciutto. Sigillare con pellicola trasparente e far riposare per 8 ore a circa 20-21°C.
Versare l'autolisi nella ciotola del poolish maturo, unire il miele e l'acqua avanzata (50g) ed impastare con il gancio ad uncino fino ad incordatura. Aggiungere, quindi il sale e far nuovamente incordare.
Rovesciare l'impasto in una ciotola capiente e praticare una serie di pieghe. Coprire con un canovaccio umido e far riposare per 30 minuti. Ripetere l'operazione 2 volte per un totale di 3 giri di pieghe ad intervalli di 30 minuti. 
Infine spolverare il piano di lavoro con semola, rovesciarci l'impasto e praticare una serie di pieghe a libro. Formare una palla e pirlarla per sigillarne la chiusura.
Spolverare un cestino da lievitazione* con abbondante semola, posizionare sul fondo lo stencil e adagiarci sopra l'impasto. Sigillare con pellicola trasparente e trasferire in frigo per circa 20 ore.
*Io non ce l'ho e utilizzo un canovaccio di lino (non lavato con detersivi!) dentro ad un colapasta di plastica ed il risultato è molto soddisfacente! 
Togliere l'impasto dal frigo e ribaltarlo su una teglia rivestita di carta da forno. Spolverare la superficie di semola, eliminare lo stencil e incidere tutto il bordo con una lametta o un coltellino affilato.


Cuocere in forno (statico) preriscaldato a 250°C per 20 minuti nel ripiano più basso. Poi abbassare la temperatura a 220°C e proseguire la cottura per altri 20 minuti. Infine trasferire la teglia nel ripiano intermedio e completare la cottura a 180°C per altri 15 minuti.
(Valutare sempre funzione, temperatura e tempi di cottura in base al proprio forno. Il pane è cotto quando "bussando" sul fondo produce un suono sordo!).
Sfornare e far completamente raffreddare su una gratella.


Una volta freddo, tagliare a fette da conservare in frigorifero (10 giorni) o in freezer ben chiuse in sacchetti da gelo (3 mesi).
Se si desidera conservare il pane in dispensa, consiglio di tagliare le fette all'occorrenza e tenerlo ben chiuso in un sacchetto di carta lontano da luce e umidità. Rimarrà fragrante fino a 5 giorni.


Tostare sempre le fette prima di gustarle per far sprigionare tutto il suo profumo "rustico" e riscoprire la fragranza di un pane come appena sfornato!


Ottimo a colazione con miele o confetture fatte in casa ma anche come companatico durante i pasti e, perchè no, per confezionare crostini per aperitivi alternativi!



Per chi non ama il pane salato, consiglio di ridurre la quantità della ricetta ad 1 cucchiaino scarso, ma non ometterlo in quanto non serve solo a dare sapore ma contribuisce, insieme all'acqua, alla formazione del glutine che con farine "deboli" come queste è necessario ad ottenere un prodotto leggero e ben alveolato.

Con questa ricetta partecipo a Panissimo di Febbraio

giovedì 25 febbraio 2016

Orecchiette ai broccoli, acciughe e olive taggiasche

Come ben sapete non sono una fan del periodo invernale ma, non potendo migrare ai tropici, devo adattarmi al susseguirsi delle stagioni come meglio posso cercando di cogliere ed apprezzare quello che di buono offre la natura. Le verdure di questi mesi sono sicuramente il punto di forza di questo "pensiero positivo" ed è bene farne incetta prima che sia troppo tardi e spariscano dai banchi del mercato per lasciare posto a verdure primaverili e primizie! I cavoli e i broccoli sono sicuramente tra quelle più apprezzate dal mio palato e fanno così bene all'organismo da essere diventati parte integrante della mia alimentazione giornaliera! 
Oggi ho utilizzato il broccolo verde, anche conosciuto come broccolo siciliano, per condire un piatto di pasta integrale. Una proposta semplice e con tutto il profumo del mediterraneo!


Ingredienti a persona:

70 g di orecchiette integrali
1 testa di broccolo fresco
1 aglio intero
1 acciuga sott'olio
1/2 cucchiaio di olive taggiasche denocciolate
Peperoncino q.b.


Pulire il broccolo dal gambo e ricavare tutte le cimette. Scaldare una larga padella antiaderente o un wok e scioglierci l'acciuga. Unire l'aglio schiacciato, le cimette e le olive tritate al coltello. Versare poca acqua e cuocere dolcemente per circa 10 minuti.
Nel frattempo cuocere le orecchiette in abbondante acqua e scolare al dente. Saltare in padella con il sugo e spolverare con peperoncino.
Eliminare l'aglio e servire ben caldo.

Ho omesso completamente il sale e l'olio per il sugo in quanto la presenta delle olive e dell'acciuga compensano a tale mancanza, riducendo drasticamente l'apporto calorico del piatto finito.


Per chi non lo sapesse...
Il broccolo fa parte della famiglia delle crocifere. Ha un sapore gradevole, un alto potere saziante e pochissime calorie, qualità che lo rendono idoneo alle diete ipocaloriche. Sono ricchi di sali minerali, quali potassio, fosforo, ferro, calcio e vitamine del gruppo B e C. Grazie al loro apporto importante di fibra alimentare, sono indicate per combattere problemi di stitichezza. A quest'ortaggio sono riconosciuti proprietà antiossidanti, antinfiammatorie e depuratrici per l'organismo. Sono alleati nella prevenzione tumorale e per regolarizzare le funzioni tiroidee.


In soli 10 minuti preparerete un pasto da leccarsi i baffi e alleato della salute, cosa chiedere di meglio?!

mercoledì 24 febbraio 2016

Biscotti alle mandorle e limone (con solo albumi e senza grassi)

Mio marito mi ha attaccato il mal di gola che piano piano si è trasformato in tosse secca e l'infiammazione è adesso scesa fino alle corde vocali rendendomi afosa. Da tre giorni  sono costretta a comunicare a gesti ed ogni volta che mi sforzo di far uscire la voce è una vera sofferenza! Rispondere alle telefonate è diventato un supplizio e mi rendo conto che io zitta e muta proprio non so stare!
Nella mia vita non sono mai stata costretta a stare in silenzio e quando l'ho fatto è stata solo per mia volontà. Amo ascoltare ma anche interagire con gli altri. Mi rendo conto proprio in questi giorni di astinenza-da-chiacchiere di quanto in realtà io faccia uso della parola, forse ne abuso addirittura, ma è la mia forma di dare libero sfogo ai pensieri! Inoltre, comunicare con le persone intorno a me, è fondamentale per far parte della loro vita e far sentire che ci sono in tutto e per tutto.
Un po' per disperazione e un po' per ritrovare il sorriso, mi sono messa a sfornare qualche biscotto per cercare di trasmettere quello che a parole (sonore) per il momento non posso fare. Ed ecco che sono nate queste piccole delizie, profumatissime e friabili utilizzando semplicemente gli albumi avanzati da questa ricetta e qualche limone dell'albero della nonna..un modo tutto mio di dimostrare affetto a chi voglio bene.


Ingredienti x2 teglie:

200 g di farina di mandorle
250 g di zucchero a velo
3 albumi da uova bio
1 limone non trattato (scorza e succo)
Mandorle a lamelle x la decorazione q.b.


Setacciare la farina di mandorle e lo zucchero a velo in una ciotola. Unire la scorza di limone e mescolare.
A parte montare a neve ferma gli albumi con il succo di limone*. Incorporare 2-3 cucchiai di farina alla volta e mescolare con movimenti dall'alto verso il basso per non smontare gli albumi.
Trasferire il composto in un sac à poche** e formare dei mucchietti o delle strisce di 4 cm sulla teglia rivestita di carta da forno, avendo cura di distanziarli tra di loro.
Decorare la superficie con le lamelle di mandorla ed infornare a 130°C per 20-30 minuti in funzione ventilata.


Appena sono leggermente dorati, sfornare e far completamente raffreddare su una gratella.


*Se si desidera un impasto più sostenuto, basterà mettere meno succo di limone. In tal caso allungare i tempi di cottura.
**Se non si ama utilizzare il sac à poche si possono formare i biscotti anche con l'ausilio di due cucchiai.


Si conservano in una scatola di latta o un barattolo di vetro per diversi giorni.

Con questa ricetta partecipo al Giveaway
"Le primavere" di Batuffolando

martedì 23 febbraio 2016

Burger di soia fatti in casa

Continuano i miei esperimenti con nuovi ingredienti e la soia granulare è tra quelli che mi sta dando più soddisfazioni! Ci puoi fare delle polpette dalle più svariate combinazioni, aggiungerla al sugo creando una sorta di ragù vegetale o, come nel caso di oggi, dei golosi burger da mettere in un panino per una cena stile (vegan) fast (slow) food (...o in abbinamento ad una fresca insalata, of course!) ed uscire da tavola sazia, appagata e senza sensi di colpa!
Per una corretta alimentazione bisognerebbe consumare proteine in piccole quantità, così suddivise:
-150/200g di pesce azzurro 2-3 volte a settimana
-250/300 g di molluschi 1 volta a settimana
-130 g di carne magra 0-1 volta a settimana
-80 g di legumi 1-2 volte a settimana
-80 g di formaggio fresco o affettato 0-1 volta a settimana  
-2 uova 1 volta a settimana
Confesso che da quando ho iniziato seriamente a seguire un'alimentazione sana e coscienziosa a ridotto contenuto di zuccheri e con il giusto apporto di carboidrati (cosa che prima facevo all'inverso..cioè meno carboidrati e più zuccheri, causando un aumento della massa grassa a discapito di quella magra) ho anche centellinato, per non dire abolito, il consumo di carne a favore delle proteine vegetali, quali soia, tofu e affini. I risultati di questo percorso li sto toccando con mano (con numeri sulla bilancia, in cm e in benessere) quindi vi sorbirete altri esperimenti in tale senso!


Ingredienti x2 burger:

50 g di granulare di soia
2 cucchiai di farina di mais
1 carota piccola
1/2 gambo di sedano verde
1 piccola cipolla di Tropea
1 pizzico di sale fino marino
Acqua q.b.


Mettere in ammollo la soia per 10 minuti. Nel frattempo pelare la carota e ridurre a dadini insieme al sedano e alla cipolla. Stufare in una padella insieme a poca acqua e alla soia scolata. Mescolare spesso fino a far asciugare tutto il liquido (circa 5-6 minuti). Versare, quindi, il composto nel mixer, salare e frullare. Unire la farina di mais e mescolare (se l'impasto risultasse troppo molle e difficilmente lavorabile, aggiungere altra farina).
Aiutandosi con un coppapasta formare i burger. Incidere la superficie con un coltello e adagiare su carta da forno.


Far riposare a temperatura ambiente o in frigo per 2-3 ore. In questo modo i sapori si stabilizzeranno ed i burger acquisiranno la giusta consistenza.


Cuocere in forno statico a 250°C per 15-20 minuti o fino a doratura.
Sfornare e servire.

Provateli con i vegan buns e la maionese senza uova, vi farete un pranzetto da sballo!!!


La cottura al forno crea una piacevole crosticina croccante lasciando l'interno morbido e senza dover aggiungere altri grassi. Niente vieta di ripassarle in padella con un po' di buon olio extra vergine d'oliva, a voi la scelta!

lunedì 22 febbraio 2016

Gnocchetti di semola al nero di seppia con carciofi piccanti

Da più di un anno quest'ortaggio non entrava nella mia alimentazione e non per "stagionalità" ma per problemi di intolleranza. L'ultima chance gliel'avevo data con questa vellutata e poi non ho avuto più il coraggio di andare oltre. Oggi con la rubrica Light & Tasty ho dovuto mettermi nuovamente alla prova in quanto l'ingrediente scelto per la settimana è proprio lui, il tanto temibile carciofo!
Fino all'ultimo ho accarezzato l'idea di rinunciare e saltare l'uscita ma poi il mio orgoglio da foodblogger ha avuto la meglio e mi sono imposta di acquistare almeno 2 carciofi per farne una ricetta. Ecco, da quell'acquisto ad oggi, i carciofi entrati in casa mia si sono quadruplicati e presto vi mostrerò altre deliziose sperimentazioni, pare proprio che quell'intolleranza tanto fastidiosa sia magicamente svanita ed io possa finalmente recuperare il tempo perduto con questo ritrovato "amore carciofoso"! 


Ingredienti a porzione:

70 g di semola di grano duro macinata a pietra
70 g di acqua
2 carciofi freschi
1 sacca di nero di seppia*
1 limone bio
1 aglio intero
1 cucchiaio di grappa bianca
1 cucchiaino di olio e.v.o.
1 pizzico di sale fino marino
Peperoncino in polvere q.b.

*Ricavata dalla pulitura di una seppia fresca. In alternativa acquistare il nero di seppia in bustine dal pescivendolo.

Consiglio vivamente l'utilizzo di guanti usa e getta idonei agli alimenti. Sia il nero di seppia che i carciofi macchiano molto la pelle.

Raccogliere la semola in una capiente ciotola. Scaldare l'acqua e appena bolle, versare sulla semola. Rompere la sacca e versare il nero nell'impasto. Lavorare con una forchetta e, appena prende corpo, rovesciare sul piano di lavoro. Impastare brevemente, formare dei filoncini e tagliare a tocchetti. Arrotolare ogni pezzetto tar i palmi delle mani e trasferire gli gnocchetti formati su un vassoio.
Pulire i carciofi dalle foglie esterne più coriacee, quindi eliminare le punte e il gambo lasciandone circa 1 cm. Rifilarlo accuratamente con un coltellino affilato. Tagliare a metà per la lunghezza ed eliminare eventuale barbetta interna. Tuffare subito in acqua acidula per evitare che anneriscano.
Ungere una larga padella antiaderente o un wok con l'olio. Aggiungere l'aglio schiacciato e i carciofi ben scolati e ridotti a fettine sottili. Stufare per qualche minuto, poi salare e sfumare con la grappa. Unire poca acqua per portarli a cottura e unire per ultimo una spolverata di peperoncino.
Nel frattempo portare ad ebollizione abbondante acqua, tuffarci gli gnocchi e cuocerli per 2-3 minuti. Scolarli e saltarli nella padella con i carciofi. Eliminare l'aglio e servire ben caldi.


Una variante intrigante è servirli con zest di limone.


Ecco le altre imperdibili proposte della settimana:

venerdì 19 febbraio 2016

Insalata di quinoa al profumo di limone con avocado e pomodori secchi

Oggi vi propongo una ricetta con due super ingredienti che fanno parte ormai da tempo della mia dieta. Vi ho già parlato in passato delle proprietà della quinoa e dell'avocado quindi salterò i miei consueti forse-non-tutti-sanno-che in wikipedia style e passerò direttamente a decantarvi quanto questi due semplici sapori si sposino alla perfezione insieme. Il gusto erbaceo della quinoa è addolcito e reso morbido dalla polpa "burrosa" dell'avocado rendendo ogni boccone un momento di puro piacere. L'aggiunta acida del limone e del salino dei pomodori essiccati hanno fatto il resto completando il viaggio sensoriale in un esplosione a base di fuochi d'artificio.
Se siete alla ricerca di una coccola sana e senza sensi di colpa, siete capitati nel posto giusto! Inoltre è anche adatta a tutti e a prova di intolleranze (senza glutine/lattosio/proteine animali), cosa chiedere di meglio?


Ingredienti:
(Dosi da intendersi x1 piatto unico o x2 porzioni)

80 g di quinoa
1/2 avocado maturo
2 pomodori essiccati
1/2 limone bio
1 ciuffetto di prezzemolo fresco
1 pizzico di sale fino marino
Paprika dolce q.b.


Versare la quinoa in un pentolino, unire 160 g di acqua e portare ad ebollizione. Mettere il coperchio e abbassare la fiamma al minimo. Cuocere per 10 minuti poi spegnere il fuoco e far riposare coperto per altri 5 minuti.
A parte ricavare la polpa dall'avocado e ridurre a piccoli dadini. Trasferire in una ciotola ed irrorare subito con il succo di limone. Lavare il prezzemolo e asciugarlo. Tritarlo al coltello e unire all'avocado. Aggiungere anche la scorza di limone e i pomodori ridotti entrambi a listarelle. Condire con sale e paprika, mescolare e tenere da parte.
Sgranare la quinoa con una forchetta e unire al condimento. Mescolare bene e servire subito.

Un insalata dal sapore ricco e piacevole, ben equilibrata nei sapori ed altamente saziante!


Questa ricetta costituisce un piatto unico sano e bilanciato da inserire a cuor leggero nella propria dieta settimanale.


Non ho aggiunto olio o altri grassi in quanto l'avocado ne contiene già naturalmente.

giovedì 18 febbraio 2016

Veg Paella

Fin dai primi passi timidi ed incerti in cucina, il risotto è sempre stato un mio valido alleato. E' un piatto che mi è venuto bene da subito ed è quindi diventato il mio porto sicuro quando avevo ospiti a cena e non volevo rischiare una figuraccia, oppure volevo regalare a mio marito un piatto di sicura resa ed effetto, o semplicemente quando volevo/voglio coccolarmi. Sa regalarmi un morbido abbraccio e, come pochi altri sapori, sa mettermi subito in pace con il mondo. Non a caso i miei piatti preferiti sono proprio a base di riso e, stranamente, a casa mia riesce anche a mettere tutti d'accordo a tavola.
Durante i nostri viaggi alle isole Canarie e in Spagna, io e mio marito, ci regaliamo sempre una cena fuori a base di paella, ormai è diventato il rito propiziatorio di ogni vacanza! Per andare incontro ai gusti di entrambi, scegliamo sempre quella a base di pesce anche se la mia preferita rimane indiscutibilmente quella totalmente vegetale.
Ho colto l'occasione dell'ultima visita a Barcellona per acquistare il mix di spezie adatto alla preparazione di questo piatto ed ho approfittato di un pranzo in solitaria per regalarmi la paella come piace a me!


Ho rivisitato a modo mio gli ingredienti, aggiungendo il tofu per renderlo nutrizionalmente un piatto unico e completo. Il risultato mi ha talmente soddisfatta che l'ho già replicata molte volte, provando alcune varianti come unire i piselli, utilizzare il riso Basmati e i bocconcini di soia al posto del tofu. Lascio a voi la scelta e nel frattempo godetevi il mio piatto preferito di sempre!

Ingredienti a persona:

70 g di riso Baldo
50 g di tofu al naturale
1 falda di peperone rosso*
1 falda di peperone giallo*
1 zucchina piccola
1 carota piccola
1 cm di porro
1 cucchiaino scarso di concentrato di pomodoro
1 bicchiere di acqua
1 cucchiaino di spezie per paella**
1 cucchiaino di olio e.v.o.

*Io li avevo acquistati nel piano della stagione. Lavati, asciugati e tagliati a dadini. Riposti nel freezer per utilizzarli quando l'estate sarebbe stato un lontano ricordo!!!
** Ho acquistato questo mix di spezie a Barcellona. Potrete utilizzare solo zafferano o creare un vostro mix personale con paprika dolce, peperoncino, pepe, aglio e zafferano.

Lavare la zucchina, spuntarla e ricavare la parte verde. Pelare la carota e spuntarla. Quindi tagliare le verdure a dadini regolari e fare lo stesso con il tofu. Tagliare a rondelle sottili il porro. Versare tutte le verdure ed il tofu in una grande padella antiaderente o un wok. Sciogliere le spezie ed il concentrato di pomodoro nel bicchiere di acqua e unire alle verdure. Cuocere a fiamma dolce per 15 minuti, mescolando spesso. Nel frattempo lessare il riso per lo stesso tempo.
Scolare il riso e versare in padella. Mescolare accuratamente e trasferire in una pirofila da forno leggermente unta.


Cuocere in forno statico preriscaldato a 200°C per circa 15-20 minuti.



Sfornare e servire caldo.



Il passaggio in forno è obbligatorio per ottenere una leggera crosticina in superficie ed una consistenza irresistibile al piatto finito. 


Per la cottura solitamente si utilizza un recipiente in ferro a forma di padella poco profonda e munita di due manici, chiamato paellera che passa dal fornello al forno senza dover trasferire il riso. Io non ce l'ho e mi sono dovuta arrangiare con i mezzi a mia disposizione.

Con questa ricetta partecipo al contest:

mercoledì 17 febbraio 2016

"La farina: sana energia per la buona tavola" ma facciamo chiarezza!

Come vi ho già accennato in precedenza, ho avuto il piacere di partecipare (in streaming) al convegno tenutosi a Rimini lo scorso 23 gennaio a cura di Italmopa - Associazione Industriali Mugnai d'Italia.


Ammetto che grazie all'intervento di importanti figure del mondo della nutrizione e non solo, ho potuto far chiarezza su alcuni aspetti di questo alimento che è spesso sotto il mirino di false critiche e polemiche. 


L'intervento del presidente di Italmopa, Ivano Vacondio, ha esposto come sia difficile al giorno d'oggi riuscire a fare una corretta informazione sull'argomento. Dagli anni '80 c'è stato un calo drastico dei consumi a causa della carbophobia, ovvero la "moda" di seguire diete povere di carboidrati ed altamente proteiche al fine della perdita di peso. Il prof.Luca Piretta ha esposto come questo fattore sia altamente rischioso ed ha portato ad un aumento drammatico del fenomeno dell'obesità. Per una corretta alimentazione  il 45-60% delle calorie totali dovrebbe essere assunto tramite i carboidrati e solo il 10-15% dalle proteine e gli amidi delle farine sono il modo migliore per introdurre glucosio nella propria dieta.
In termini salutistici, scegliere tra farine integrali o raffinate 00 non comporta nessuna sostanziale differenza. Le prime sono ricche di fibre ma hanno più grassi ed inibiscono l'assorbimento di sali minerali e vitamine, mentre le seconde hanno un indice glicemico maggiore ma abbinate alle verdure questo dato va a scemare. A livello calorico siamo sullo stesso piano. Quindi, si dovrebbe fare maggior attenzione non a consumare prodotti integrale in quanto ricchi di fibre, sali minerali e vitamine, bensì ad introdurre questi nutrimenti attraverso frutta e verdura, lasciando alla farina il ruolo di carboidrato!


Il discorso cambia quando andiamo ad aver a che fare con intolleranze alimentari importanti come quella al glutine. La malattia è tangibile ma il concetto che una dieta gluten free sia più sana di una contenente glutine è altrettanto errata. I Media mandano un messaggio sbagliato mentre è scientificamente provato che una dieta gluten free dove non ce n'è bisogno causa degli scompensi che vanno ad alterare il corretto funzionamento intestinale!!! Questo fattore di come la società ed i Media abbiano influenzato negativamente le nostre scelte alimentari è stato sostenuto anche dall'intervento del professore di antropologia moderna Marino Niola, quindi attenzione a non prendere per vero ogni informazione o slogan che ci propinano! 
Un altro aspetto da non sottovalutare è che la società moderna è diventata cibomane ovvero si classifica in base a quello che mangia ed il cibo ha perso la sua cultura di piacere, di unione, di condivisione! Ormai siamo ciò che NON mangiamo ed il cibo invece di unire, divide in schiere! 


Un intervento interessante da parte del medico della squadra nazionale di calcio di seria A, Luca Gatteschi, ha affrontato l'argomento dal punto di vista sportivo, illustrando come i carboidrati siano importanti a livello di energia muscolare, per ridurre lo stress e facilitare il recupero dopo uno sforzo importante.
Un grazie particolare va a Flavia Rubino, marketing sul web di You Brand Camp che ha reso possibile l'intervento da parte dei blogger all'evento e la divulgazione delle nozioni acquisite. Ed un pensiero particolare non può che andare ad Annamaria Pellegrino, foodblogger e presidente di AIFB per contribuire a rendere possibile la buona informazione sul cibo.

Per me è stato molto costruttivo seguire questi esperti in materia e, se vi ho incuriositi, vi invito a visitare il sito infofarine.it per ulteriori informazioni.

Questo post nasce da una vera conversazione e collaborazione con Convegno ItalMopa su
own your conversation

martedì 16 febbraio 2016

Homemade with love: Cioccolatini fondenti con cuore bianco

Come ormai sapete io e mio marito amiamo celebrare il giorno di San Valentino a modo nostro. Difficilmente arrivano fiori o inviti a cenare fuori, ma cerchiamo di trascorrere la giornata insieme e magari ci scappa una cenetta a lume di candela tra le nostre mura domestiche! Mi piace coccolare le persone che amo e lo dimostro indossando il grembiule e spignattando allegramente, quindi anche in quest'occasione le cose non sono andate diversamente.
Volevo stupirlo con qualcosa di diverso, mai provato prima, ed ho pensato subito a dei cioccolatini (visto che avevo da una vita lo stampo adatto e non l'ho mai utilizzato!). Naturalmente non volevo dei cioccolatini semplici (...sia mai che mi semplifico la vita...) bensì ripieni e a regola d'arte con tanto di temperaggio del cioccolato! Questa "simpatica" idea mi ha portato via quasi 3 pomeriggi di lavori e pulizie (...avevo il cioccolato ovunque!!!) ma la soddisfazione di vedere i suoi occhi chiudersi di piacere al primo morso, mi ha ripagata di tutta la fatica!


Per chi non lo sapesse...
Con il termine "temperaggio" si intende un procedimento attraverso il quale è possibile sciogliere il cioccolato fondente da copertura in modo che, una volta solidificato, formi una superficie protettiva dura e lucente che non si sbriciola e si conserva per più tempo. Il principio alla base di tutte le tecniche è quello di far passare il cioccolato attraverso tre temperature diverse per far sì che i componenti in esso contenuti (ognuno con la propria temperatura di fusione) possano fondersi e amalgamarsi.

Ingredienti x 18 cioccolatini:

La ganasce al cioccolato è merito della bravissima Simona, mentre per le tecniche di temperaggio mi sono basata sulle indicazioni di un libro di pasticceria base "Minuto x Minuto" e sulle nozioni apprese durante il corso con Elisa Sommariva dello scorso ottobre.

200 g di cioccolato fondente da copertura
150 g di cioccolato bianco di ottima qualità
100 g di panna da cucina UHT

Sciogliere dolcemente il cioccolato fondente a bagnomaria, facendo attenzione che l'acqua non entri mai in contatto con il recipiente fino a raggiungere la temperatura di 45°C. Togliere subito il recipiente dal fuoco e con una grande spatola far raffreddare il cioccolato portandolo ad una temperatura di 28°C. Riporre il recipiente a bagnomaria e scaldarlo nuovamente fino a 31°C. Adesso il cioccolato è temperato.
Versare negli stampini e capovolgerli per far colare perfettamente il cioccolato sui bordi. Raccogliere l'eccesso in un pentolino e tenere da parte per la copertura. 
Far solidificare a temperatura ambiente per una notte.
Nel frattempo preparare la ganasce al cioccolato bianco. Tritare finemente il cioccolato al coltello e scioglierlo dolcemente a bagnomaria. Appena inizia a squagliarsi unire la panna e mescolare fino a completo scioglimento (ci vorranno pochi minuti). Versare in un recipiente dai bordi alti e riporre in frigo per una notte.
Montare con le fruste la ganasce fino ad ottenere una crema spumosa e ben sostenuta. Trasferirla in un sac à poche usa e getta, tagliare la punta e riempire i gusci di cioccolatini precedentemente preparati. Trasferire lo stampo in freezer per circa 3-4 ora.
Sciogliere a bagnomaria il cioccolato fondente avanzato dalla prima preparazione ed utilizzarlo per chiudere il fondo dei cioccolatini.
Livellare la superficie con una spatola lunga e trasferire in frigorifero a solidificare per una notte.
Il giorno dopo togliere i cioccolatini dallo stampo (il mio in silicone) e sistemare su un vassoio, quindi servire.


In inverno si possono conservare anche a temperatura ambiente, io preferisco tenerli in frigorifero e consiglio di metterli fuori circa 20 minuti prima della degustazione, in modo che la ganasce si ammorbidisca leggermente creando un piacevole contrasto di consistenze.


Un'alternativa valida di farcia potrebbe essere una mousse ai frutti rossi che contrasta il gusto del cioccolato di copertura e crea un valido gioco di colori. Io ho preferito andare sul sicuro già conoscendo il palato "difficile" del maritino ma voi osate!


Questi cioccolatini sono ottimi anche da regalare in occasione della Pasqua o di altre festività per far sentire coccolati chi vi sta intorno!