martedì 28 aprile 2015

Corso sulla pasta fresca con Daniele Persegani

Contro ogni pronostico, faccio una piccola apparizione per condividere con voi la splendida giornata di domenica, evitando che i ricordi, le emozioni ed i sorrisi si sbiadiscano con il tempo ma rimangano vivi e freschi in queste pagine. 
Per la prima volta ho avuto l'occasione (e l'onore) di partecipare ad un corso sulla pasta fresca tenuto dal grande Chef Daniele Persegani.
Come immagino la maggior parte di voi, conoscevo questo personaggio solo attraverso il programma televisivo di una nota emittente e la sua trasmissione l'avrò vista si e no 2-3 volte in quanto è in un orario per me scomodo.
Dal vivo è stata una vera rivelazione..ma andiamo per ordine...


Il meteo incerto, freddo e piovoso non ha sminuito l'entusiasmo dei 30 corsisti che al mattino presto erano già sull'attenti con tavola di legno e mattarello alla mano, pronti ad iniziare quest'eccitante avventura.
La location suggestiva ha aiutato a rendere l'atmosfera ancora più magica. 
La Fattoria di Camporomano, come vi ho già raccontato in passato, ha per me un fascino molto emozionale in quanto mi ricorda di quando ero piccola e trascorrevo gran parte del mio tempo libero nell'oliveto con i nonni, uno dei periodi più belli della mia vita. 
In quest'occasione, sistemati nell'antico frantoio, al cospetto di un grande Chef e con la passione a guidare i nostri cuori, le emozioni si sono amplificate, rendendo quest'esperienza indimenticabile!


Siamo partiti subito con la preparazione della "Torta Emiliana", quella che poi sarebbe stato il nostro antipasto a pranzo. Un lievitato salato farcito con mortadella e crescenza, molto scenografico e, soprattutto, molto goloso!


Poi abbiamo iniziato, guidati dalle indicazioni esperte di Daniele, a mettere letteralmente le mani in pasta e realizzare diversi formati di pasta ripieni e non, tradizionali dell'Emilia: Tortelli con la "coda"; Pisarei; Strozzapreti; Sfoglia lorda; ect..ect..


Ognuno alla propria postazione ha avuto modo di cimentarsi attivamente nell'esecuzione della pasta fresca e non sono mancate le risate, il divertimento ma anche la soddisfazione nel riuscire a realizzare con le proprie mani dei veri capolavori di bontà!


Tutta la mattina a lavorare con farina, semola e uova, ha svegliato un certo appetito, soprattutto quando, arrivando in cucina per preparare i sughi di condimento, ci si è trovati dinanzi uno spettacolo indescrivibile..tutti i ripiani pieni di pasta fresca di ogni sorta e un profumo inebriante che ha inevitabilmente riempito i nostri polmoni!
Il nostro Chef d'eccezione ci ha fatto accomodare in sala e si è messo al lavoro, servendoci dei piatti strepitosi.
Un tripudio di pasta di ogni colore, abbinata al giusto condimento che ha fatto impazzire le nostre papille gustative!
Nonostante le pance sempre più piene, un posticino per il dolce era impossibile non trovarlo..


..infatti il grande Daniele aveva pensato anche a questo!
Una golosissima e scenografica torta di rose alla crema e fragole fresche è stata servita ad ogni tavolo ed una fragranza di primavera ha invaso ogni angolo della stanza!


La torta in questione è una preparazione con pasta lievitata semidolce farcita (con crema e fragole, appunto) che avevamo preparato di primo mattino in modo che avesse tutto il tempo di lievitare e cuocere a puntino giusto in tempo per il dessert!


Una giornata che non poteva concludersi meglio! 
Un buon caffè qualche foto di rito e un ricordo che porterò nel mio cuore per sempre.


Daniele (e scusate se mi permetto di chiamarlo per nome...) ha una personalità travolgente, una simpatia spontanea e una professionalità da far invidia a qualunque Chef stellato. Sa già di essere il benvenuto in Toscana e sembra che tornerà molto volentieri a tenerci compagnia con la sua grande maestria!
Ringrazio davvero tutti, dagli organizzatori ai partecipanti, dai padroni di casa al Maestro, per aver reso quest'avventura unica e, spero, ripetibile!

domenica 26 aprile 2015

Torta semplice al latte condensato

Ebbene si, ancora un dolce..sono sicura che non lo disdegnerete ma avrei voluto potervi proporre qualcosa di diverso... 
Purtroppo (o per fortuna...) mi ero completamente dimenticata delle ferie del marito e me lo sono ritrovato a casa dall'oggi al domani (...e per ben 15 giorni!) senza un minimo di organizzazione. Per me, almeno fino a fine mese, vivrò degli stessi ritmi frenetici di sempre, anzi, forse ancor più serrati per vari impegni già in programma tra oggi e giovedì, ma di questo ve ne parlerò in seguito.
Ho voluto fare questa premessa, per giustificarmi in anticipo dalla mia probabile assenza, o saltuaria presenza, sul blog e in generale dal web. 
E qui si torna alla scarsa organizzazione. 
Da quando non lavoro più (nel senso tradizionale del termine..) ho perso un po' il classico "tran tran" intrinseco all'avere una vita lavorativa regolare, scandita da orari prestabiliti, piani ferie ect.ect. 
Vivo in una dimensiona atemporale dove non ci sono ore di permesso, festività o appunto, settimane di ferie.
Ieri, quindi, ci siamo messi a tavolino e, cartina alla mano, abbiamo tracciato un tour on the road per i borghi toscani-umbri che (...se tutto va bene...) metteremo in pratica nella prima settimana del mese di maggio, in concomitanza con il mio compleanno. Ne approfitteremo per stare un po' insieme, vivere una vacanza low cost di qualche giorno in modo del tutto alternativo e nuovo per noi che solitamente ci affidavamo al più allettante last minute destinazione mare, sole e, magari, noci di cocco. 
Quest'anno va così e chissà che non ci prenderemo gusto a viaggiare e scoprire le meraviglie della nostra regione!
Ma torniamo a noi...non ho ricette in archivio, né tantomeno un piano di pubblicazione che mi permetterà di essere presente quotidianamente, e si sa che con un uomo famelico "tra i piedi" fare foto, scrivere post, mangiare cibo raffreddato e stare regolarmente on line, sarà molto complicato!
Farò il possibile per non abbandonarvi ma non prometto niente!


Avevo letto questa ricetta sulla rivista "Sale&Pepe" e mi aveva davvero incuriosita, tanto da portarmi ad acquistare un prodotto per me sconosciuto: il latte condensato.

Il latte condensato è stato inventato nel 1827 per rendere conservabile il latte tramite un processo di bollitura che ne elimina i batteri e ne fa evaporare l'acqua. Il prodotto si presenta denso, di colore chiaro e viene confezionato in barattoli e tubetti che poi sono a loro volta sterilizzati prima di essere messi in commercio.
Inizialmente non era prevista l'aggiunta dello zucchero ma in seguito una nota marca americana ne ha perfezionato il prodotto rendendolo ancora più appetibile ed è quello che più facilmente nella grande distribuzione.
Fonte: Wikipedia

Si utilizza come base per dessert, semifreddi e gelati  ma anche negli impasti di torte come vi propongo io oggi.
Ne ho approfittato per utilizzare il mio bellissimo, nuovissimo, verdissimo, fighissimo stampo in silicone, ricevuto in dono dalla suocera che stavolta, devo ammettere, ha superato se stessa! 

Ingredienti x8 porzioni/tortiera da ø26cm:

130 g di farina per dolci
1 lattina di latte condensato (circa 400g)
60 g di burro
4 uova grandi cat.A
8 g di baking powder*
Scorza di 1/2 limone bio
1 pizzico di sale fino
Zucchero a velo per servire

*Sostituibile con 1/2 bustina di lievito per dolci.

Ho eseguito la lavorazione in planetaria con il gancio a filo. Si otterrà lo stesso risultato lavorando in una grande ciotola con una frusta elettrica o a mano.



Sciogliere il burro e far intiepidire.
Montare le uova intere con un pizzico di sale e, appena risultano belle spumose, unire il latte condensato, il burro e la scorza di limone.
Setacciare la farina con il lievito e aggiungere poco per volta al composto senza smettere mai di mescolare.
Se necessario ungere e infarinare la tortiera, quindi versare il composto e infornare.



Cuocere in forno preriscaldato a 180°C per circa 40-50 minuti (fare sempre la prova stecchino prima di sfornare e se necessario allungare i tempi di cottura).
Sfornare e far raffreddare su una gratella.



Una volta fredda, togliere dallo stampo e decorare a piacere con zucchero a velo.


Una torta che si presta ad essere farcita e costituisce un'ottima base per il cake design.
Potrete decidere di aromatizzarla con vaniglia, cannella o unire un pizzico di cacao..lasciatevi guidare dai vostri sensi!


Io l'ho preferita semplice per servirla come dolce per la colazione al maritino in ferie e devo confessarvi che l'ha gradita anche come dessert da dopo pasto!


Una torta veloce e dal sicuro successo che si prepara in massimo 60 minuti e si mantiene morbida ed umida per diversi giorni...provatela e non ve ne pentirete!

venerdì 24 aprile 2015

Gelato alla fragola e menta con zucchero integrale

Il fine settimana è ormai alle porte ed essendoci anche una festa importante di mezzo, risulta facile trovare quella scusa in più per concedersi un dolcetto. Se poi questo è fresco, sano e fatto in casa con frutta di stagione, anche la salute gioisce all'idea!
Vi avevo promesso una versione frozen di questo smoothie e non posso che accontentarvi anche se in archivio trovate già la ricetta del gelato classico alla fragola
Trovo che questa variante abbia una marcia in più, grazie al profumo intenso e rinfrescante della menta che rende tutto ancora più piacevole. Ideale servito come dessert di fine pasto o una merenda rigenerante.  
Le fragole, inoltre, sono un vero concentrato di benessere ma ve ne ho già parlato qui e non voglio tediarvi ulteriormente con le mie nozioni salutistiche...so che state fremendo per la vostra meritata merenda e tutto il resto è superfluo...


Ingredienti x6 porzioni:
500 g di fragole fresche
200 ml di panna da montare*
55 g di zucchero integrale di canna
1/2 cucchiaino di menta secca
Succo di 1/2 limone bio
*Io prediligo quella UHT a quella fresca, in quanto garantisce una migliore stabilità del gelato ed una maggior resistenza alla temperatura dell'ambiente. 

Lavare le fragole ed eliminare il picciolo. Ridurle a pezzetti e versarle nel bicchiere del frullatore. Irrorare subito con il succo di limone, quindi frullare finemente. Unire anche lo zucchero e la menta, quindi frullare nuovamente fino a scioglierlo.
Riporre la miscela in frigo per almeno 1 ora.
Addizionare alla miscela di frutta la panna fredda di frigo, frullare per amalgamarla al composto e versare tutto in gelatiera.
Rimestare per 20 minuti o il tempo necessario per ottenere una consistenza tale da poter essere porzionata (in genere non è necessario superare i 30 minuti).
Servire subito decorando a piacere con fragole fresche o una foglia di menta (io non avevo niente di tutto questo e l'ho gradito anche così nature!).


Come ripeto sempre e lo farò anche questa volta, il gelato fatto in casa è buono e cremoso appena fatto. Se avanza consiglio di versarlo in stampini da ghiaccioli e riporli in freezer. Saranno un'ottima alternativa ai gelati su stecco acquistati nella grande distribuzione!

Ottima anche la versione vegana con panna di soia o vegetale, in questo caso verificate che sia senza zucchero o risulterà un gelato troppo dolce e stucchevole!

giovedì 23 aprile 2015

Avocado in forno con ovetto

Ognuno di noi ha un punto di riferimento in cucina che può essere la nonna, la mamma, la zia, un libro, una rivista o, perché no, una foodblogger. 
Io quando acquisto l'avocado corro sempre a sbirciare qualche idea da lei, la famosa "Araba", che su questo frutto ne ha tante da raccontare! 
La ricetta che segue, infatti, è farina del suo sacco e da molto tempo volevo provarla. 
Complice un cospicuo rifornimento delle uova delle galline felici di mio zio, non ho potuto più aspettare ed il pranzo si è servito da solo!



Dell'avocado vi ho già parlato ampiamente in passato ma non mi stancherò mai di ripetervi che è un vero elisir di bellezza, salute e lunga vita.
Personalmente lo adoro e, quando lo trovo maturo, non esito ad acquistarlo. E' uno dei pochi prodotti per il quale faccio un piccolo strappo alla regola, andando contro alla mia idea di alimentazione bio ed a km 0...direi che, vista la provenienza degli altri ingredienti, posso essere perdonata, non trovate?


Ingredienti:
(Dosi x1 piatto unico o x2 porzioni servito come secondo)

1 avocado di medie dimensioni*
2 uova piccole bio
1 pizzico di sale fino marino 
Pepe verde macinato al momento
1/2 limone

*Per riconoscere un avocado maturo e pronto ad essere consumato, guardate che il picciolo sia perfettamente attaccato alla buccia, se manca o premendolo si stacca, evitate l'acquisto perché è troppo maturo; premete con le dita la superficie, deve essere leggermente cedevole e non dura (segno che è ancora acerbo), né troppo molle (segno di un'eccessiva maturazione o cattiva conservazione).



Tagliare in due per la lunghezza l'avocado. Con l'aiuto di un cucchiaio eliminare il nocciolo e asportare parte della polpa per far spazio all'uovo. Strusciare la superficie con mezzo limone. Adagiare le due metà in una teglia, o recipiente idoneo alla cottura in forno, facendo in modo che stiano ferme.  
Separare l'albume dal tuorlo. Versare il primo nella conca creata nell'avocado, poi completare con il tuorlo. Fare lo stesso con l'altro uovo. Salare la superficie.
Cuocere in forno caldo a 200°C per circa 15 minuti.
Servire con una generosa grattata di pepe verde.



Se desiderate il tuorlo più "setoso", non superare i 10 minuti di cottura.

Servire accompagnato ad una fresca insalata e sfogliette croccanti, crackers o semplice pane tostato.


Io l'ho provato anche con la glassa di aceto balsamico e vi assicuro che è un'aggiunta da non sottovalutare!!!

mercoledì 22 aprile 2015

Smoothie Strawberry Passion

Mi sono sempre chiesta perché spesso, nelle diete dimagranti, si consigliasse il consumo di frutta solo lontano dai pasti, poi mi sono documentata e quello che ho scoperto è ben lontano da quello che nell'immaginario comune si presuppone... 
I nutrizionisti, infatti, danno questo consiglio solo a chi soffre di digestione difficile o disturbata o a chi ha problemi di pancia gonfia o meteorismo. Solo in questi casi è necessario che la frutta fresca venga introdotta nell'organismo quando lo stomaco è vuoto (in linea di massima almeno tre ore dopo il pasto o una ventina di minuti prima). 
Quindi si tratta di una motivazione legata ad un processo biochimico sulla digestione e non ad un fatto salutistico o dietetico.
Mangiare frutta durante il pasto, o subito dopo altri alimenti complessi, comporta alcune conseguenze negative:
- fermenta nell’intestino causando gonfiori e dolori addominali (fa eccezione solo l’ananas e la mela perché contengono enzimi particolari che aiutano la digestione);
- rallenta la digestione di amidi e proteine;
- le sostanze nutritive, come le vitamine, vengono assorbite poco o per niente.
Questo discorso vale ovviamente se si è mangiato pesante o in modo abbondante rispetto al nostro fabbisogno. Se invece il pasto è stato leggero e ricco di vegetali non ci saranno controindicazioni, anzi, le sostanze acide presenti nella frutta (soprattutto agrumi), hanno importanti funzioni come facilitare l'assorbimento del ferro presente negli altri cibi.
Concludendo e lasciandovi (finalmente) alla ricetta, ci tengo a precisare che mangiare un frutto dopo il pasto non determina alcun aumento di peso, cosa che spesso e erroneamente si pensa. 


Per rimanere in tema, oggi vi propongo una fresca merenda, sana e leggera che vi permetterà di assumere vitamine, fibre e sali minerali in punta di cannuccia e a cuor leggero!


Ingredienti x 2 porzioni:

240 g di fragole fresche e mature
120 g di latte di mandorla
1/2 cucchiaino di menta secca

Lavare le fragole ed eliminare il picciolo. Tagliarle a pezzi e versarle nel bicchiere del frullatore. Unire la menta ed il latte. Frullare finemente con il frullatore ad immersione e servire a piacere con qualche cubetto di ghiaccio o frutta fresca a guarnizione.

Io ho omesso ogni sorta di dolcificante in quanto la frutta molto matura era già abbastanza dolce. A piacere potete unire prima, di frullare, un cucchiaio di zucchero di canna o sciroppo d'acero.


Ho adorato questo abbinamento di sapori. L'amarognolo delle mandorle, l'acidulo della frutta e la nota profumata della menta sembrano essere create per stare insieme!!!

Sto già studiando per una versione "gelato" di questo mix..iniziate a sguainare i cucchiaini che arrivo!

martedì 21 aprile 2015

Pane bianco a lievitazione naturale con lecitina di soia

Ce l'ho fatta!
Io e il forno nuovo abbiamo fatto amicizia!
Ok, plachiamo l'entusiasmo...
Ancora non è esattamente un'amicizia con la "a" maiuscola e con la pizza mi sta facendo ancora tribbolare ma quando ho sfornato questo pane avrei voluto abbracciarlo!
Ok, sono pazza da legare..
...prima parlo con il mio lievito madre, lo chiamo per nome e non mi dimentico mai di coccolarlo (spesso a discapito del marito!), poi stringo un legame di affetto con un elettrodomestico..il prossimo passo sarà relegarmi in una casa di igiene mentale!!!
Ma non potete capire la soddisfazione...finalmente ho sfornato il primo pane degno di questo nome!!! 
Dopo i fallimenti iniziali, mi sono messa a studiare ma, senza un po' di pratica, la teoria prende il tempo che trova, quindi ho preso coraggio ed ho impastato. Dosi abbastanza collaudate (almeno su quello non me la sono sentita di azzardare), farine che avevo in dispensa e di cui ne conosco difetti e virtù, un po' d'amore (quello non deve mai mancare) e la lecitina di soia che ho ritrovato mentre sistemavo la dispensa e che per un po' ho trascurato. 
Voilà, il risultato è sotto i vostri occhi e nei nostri pancini (infatti l'unico "effetto collaterale" è che è talmente buono che finisce alla velocità della luce, ahimè!)


...per chi non lo sapesse...
Ormai la lecitina di soia è un ingrediente sdoganato nella mia cucina e, dopo averlo provato nei lievitati integrali, nei dolci e nei gelati, non posso più farne a meno!
Come già spiegato quil'impiego di questo prodotto in pani o simili ne migliora la texture, la fragranza e la conservabilità. 
Stavolta l'ho aggiunta nell'impasto di un pane semplice, comune, versatile, di quelli che non manca mai sulla tavola di ogni famiglia. Insieme alle farine macinate a pietra e di qualità, ha saputo dare il meglio di sé (...merito anche della cottura nel forno nuovo...sarà dura frenarlo quest'entusiasmo..siate clementi!).


Ingredienti x1 pane da circa 900g:

400 g di farina di tipo 1 macinata a pietra
100 g di semola rimacinata di grano duro
110 g di lievito madre attivo*
400 g di acqua 
2 cucchiaini di olio e.v.o.
1 cucchiaino di sale fino marino
7 g di lecitina di soia in granuli

*Rinfrescata e al raddoppio.

In una capiente ciotola mettere la lecitina, il lievito madre e versare l'acqua (foto 1.). Far riposare per 30 minuti.
Sbattere con l'aiuto di una forchetta fino a sciogliere bene tutto (foto 2.). Versare le farine e il sale (foto 3.) e lavorare con la forchetta quel tanto che basta per far assorbire tutto il liquido alle farine (foto 4.). Infine aggiungere l'olio (foto 5.) ed incorporarlo velocemente (foto 6). 
Far riposare per 30 minuti.
Spolverare il piano di semola, rovesciarci l'impasto e fare una serie di pieghe a libro. Formare una palla e adagiarla nella ciotola preventivamente unta d'olio (foto 7.). Coprire con pellicola trasparente e riporre in frigo per 24 ore (foto 8.).
Rovesciare l'impasto lievitato sul piano di lavoro spolverato di semola e fare una serie di pieghe di tipo 1, dare la forma alla pagnotta e adagiarla su una teglia rivestita di carta da forno.
Spolverare la superficie di semola e incidere con un coltello affilato (foto 9.).


Cuocere in forno preriscaldato a 250°C per 15 minuti (dopo i primi 10 minuti, nebulizzare di acqua l'interno del forno, questo creerà il vapore che aiuterà sia la cottura che la lievitazione)). Poi abbassare la temperatura a 200°C e proseguire la cottura per altri 30 minuti. Infine cuocere altri 15 minuti abbassando la temperatura a 180°C.
Sfornare e far raffreddare su una gratella.

Una volta freddo è pronto per essere tagliato a fette.


Le fette si possono congelare in sacchetti da alimenti e conservare fino a 3 mesi. Al momento del bisogno basterà passarle nel forno caldo.


Il pane intero può essere conservato in un sacchetto di carta a temperatura ambiente, lontano dall'umidità, per una settimana senza perdere di fragranza.  

La crosta friabile e croccante, ancora intrisa di semola, l'interno soffice da sciogliersi in bocca, ricorda i pani di una volta cotti nel forno a legna. 
Un viaggio sensoriale senza fine.

Con questa ricetta partecipo a Panissimo di Aprile

lunedì 20 aprile 2015

Insalata di pollo e kiwi

Questo fine settimana non abbiamo concluso molto e abbiamo trascorso la maggior parte del tempo in casa. Ne ho approfittato per fare un po' di pulizie di primavera (anche se il meteo faceva più pensare all'inizio dell'inverno che all'arrivo della bella stagione!) ed ho coccolato il palato del maritino con i suoi piatti preferiti. 
Con la scusa di dover testare il forno nuovo, gli ho preparato il pollo arrosto. 
Se l'è mangiato quasi tutto da solo ma verso la fine ha alzato bandiera bianca e quello che è avanzato me lo sono conservato per gustarlo in insalata. 
Sapete che io non mangio quasi mai la carne ma questo è uno dei pochi modi in cui riesco a gradirla, se poi ci aggiungiamo un po' di fantasia ed una nota fruttata tutto prende magicamente un altro sapore! 
Ormai siete avvezzi ai miei strampalati abbinamenti e alle mie insolite insalate che quella di oggi non vi stupirà più di tanto...dovete solo provarla! 


Il kiwi, come tutti i prodotto ortofrutticoli, è ricco di sali minerali e vitamine. Si distingue dagli altri per l'alto contenuto di vitamina C, infatti, basta consumare un frutto di medie dimensioni per assumerne il fabbisogno giornaliero e rinforzare il sistema immunitario. 
Ha un buon apporto di acqua, fibre e zuccheri semplici (in prevalenza fruttosio) che combattono gli stati di debolezza e affaticamento. L'apporto calorico è relativamente contenuto (50 Kcal per 100 g) e risultano particolarmente indicati alla dieta degli sportivi.   
In Italia sono facilmente reperibili, in quanto è tra i frutti più coltivati su territorio nazionale, ma si trovano anche di importazione, da Cile e Nuova Zelanda, in ogni caso sempre di ottima qualità.

Trovo che questo frutto sappia dare il meglio di sé nei piatti salati e se l'abbinamento vi ha incuriositi, vi invito a provare anche queste ricette:

Ingredienti a porzione:

1/2 petto di pollo arrosto*
2 kiwi
1/2 cespo di lattuga multifoglia
1 cucchiaino di olio e.v.o.

*Se non avete del pollo da riciclare come me, potete lessare un petto di pollo con questo metodo ed utilizzarne la quantità necessaria. In tal caso potete unire all'insalata un pizzico di sale e qualche spezia per insaporire.



Lavare le foglie di lattuga e tamponarle con un canovaccio. Sbucciare i kiwi e ridurli a rondelle. Sfilacciare il petto di pollo eliminando eventuali parti grasse.
Comporre il piatto posizionando sul fondo e sui bordi le foglie di lattuga, poi le fettine di kiwi in modo ordinato. Sminuzzare al coltello la lattuga e i pezzi di kiwi avanzati, mescolarli al pollo e condire con l'olio. Aggiungere al centro della composizione preparata e servire.

Io l'ho servito come piatto unico abbinato ad una fetta di pane e un bicchiere di vino rosso toscano.


Il sapore acidulo del kiwi sgrassa il gusto del pollo e rinfresca piacevolmente il palato.

A proposito di pane...quello che vedete in foto è nato dall'esubero di pasta della pizza del sabato sera. Direi che sto prendendo confidenza con il nuovo forno e prestissimo su questi schermi vedrete la mia prima creatura nata da questa ritrovata amicizia..non mancate!!! 

domenica 19 aprile 2015

Cous cous vegetale e saporito

Il vento forte di stanotte mi ha tenuta molte ore sveglia e, inevitabilmente, la mente ha iniziato a rielaborare gli ultimi avvenimenti della mia vita..ed era impossibile che il mio pensiero non volasse da lui.
In questa settimana ho aiutato la nonna a liberare l'armadio e in generale la casa da tutti quelli oggetti che gli appartenevano e che ormai non sarebbero più serviti a nessuno.
Sono stata molto anche al telefono per prendere accordi per il ritiro del letto, delle bombole d'ossigeno e della carrozzina, mentre mio zio si è occupato della parte burocratica piuttosto rognosa.
Ho piegato l'abito delle grandi occasioni, proprio quello che indossava al mio matrimonio; i pigiami, che ultimamente costituivano la sua divisa; le camice e i pantaloni estivi che si metteva quando facevamo la nostra passeggiata mattutina; poi scarpe, cappelli...tutti indumenti che gli ho visto addosso e che mai avrei pensato di dover chiudere in un grande sacco nero.
Non è stato possibile fare tutto in un giorno perché la tristezza dopo un po' attanagliava il nostro cuore impedendoci di andare avanti, ma piano piano ci siamo riuscite e abbiamo portato a termine il lavoro.
Lasciare quei sacchi alla dolcissima suora che capitava la domenica a trovarlo e gli strappava sempre un sorriso, è stato quasi liberatorio ma niente riuscirà mai a colmare quel vuoto, soprattutto nella vita di mia nonna che dopo 75 anni si è ritrovata senza di lui.
Ci penso continuamente e non riesco a domare quell'irrequietudine che ormai risiede nel mio animo. 
Probabilmente con il tempo riuscirò a metabolizzarlo ma per il momento non ce la faccio a lasciarlo andare.


Devo invece iniziare ad abbandonare alcuni alimenti che mi hanno tenuta compagnia nel lungo inverno e che adesso vogliono lasciare il posto a primizie e ortaggi primaverili.
Il cavolfiore è uno di questi e l'ho salutato con una fresca preparazione che lo liberasse di quell'alone triste e grigio della stagione fredda, per indossare una veste quasi estiva e molto sfiziosa. Tanto lui lo ritroverò puntuale più che mai ad aspettarmi alla fine dell'autunno.
Ingredienti a persona:

1/2 cavolfiore piccolo
2 carote
1 aglio intero
1 acciuga sott'olio
1 cucchiaino d'olio e.v.o.
1 cucchiaio di olive nere denocciolate (io di Gaeta)
1 cucchiaio di succo di limone
Prezzemolo fresco q.b.
Peperoncino in polvere q.b.



Lavare accuratamente il cavolfiore e tamponare con un canovaccio asciutto. Ricavare le cimette e versare in un mixer. Frullare ad impulsi fino ad ottenere una consistenza granulosa. Versare in una capiente ciotola e spruzzare di succo di limone.
Sciogliere l'acciuga nell'olio in una padella antiaderente o wok. Unire l'aglio sbucciato e schiacciato e le carote grattugiate finemente. 
Saltare per qualche minuto fino a farle appassire, aiutando la cottura con poca acqua.
Unire le olive, il prezzemolo tritato, una spolverata di peperoncino e mescolare bene. Eliminare l'aglio e versare sul cavolfiore. Mescolare e versare nei piatti di portata.
Servire subito o fresco di frigo.

Una proposta leggera e golosa ideale anche come take away per rendere la vostra pausa pranzo un momento indimenticabile!


Si può preparare in anticipo, ottimizzando i tempi del pasto e senza dover rinunciare al gusto.


Un piatto unico low cabs che appaga il palato ed il pancino senza incidere sulla linea!

Per altre sfiziose proposte andate a vedere anche:

venerdì 17 aprile 2015

Sorbetto al cocco tostato (senza panna)

Ieri in bicicletta scoppiavo di caldo come se fosse agosto (tanto che mi stavo quasi pentendo di non aver ancora fatto il cambio di stagione dell'armadio), mentre oggi è freddo, piove e la primavera sembra lontana anni luce! 
Sto impazzendo ed anche la mia cucina non riesce a stare al passo con questi sbalzi repentini!!!
Con questa introduzione giustifico la mia ricetta di oggi. Viste le alte temperature degli ultimi giorni, ho pensato che fosse giunto il momento di tornare alle vecchie e buone abitudini di sostituire un pasto con una bella coppa di gelato homemade.
Dopo cena ho preparato la miscela e l'ho riposta in frigo in attesa del giorno successivo.
Nonostante stamani abbia visto che il meteo non fosse proprio idoneo ad un pranzo a base di gelato, la mia testardaggine (di cui vi ho già dato dimostrazione qui) mi ha impedito di rinunciare a seguire il programma culinario già prefissato (anche perchè dovendo ancora andare a fare la spesa, quello che offriva il "convento" in alternativa non era molto allettante!).
Quindi GELATO SIA (ma con il maglioncino caldo addosso)!!!


Ingredienti x6 porzioni:

550 ml di latte di cocco al naturale
2 vasetti da 125g di yogurt intero al cocco
50 g di zucchero di canna integrale
15 g di maizena
Cocco rapè q.b.

Mescolare con una frusta a mano il latte con lo zucchero e la maizena. Versare in una capiente pentola e mettere sul fuoco. Continuare a mescolare con la frusta per evitare la formazione di grumi e far addensare. 
Dovrà raggiungere una consistenza tale da velare il cucchiaio.
Togliere dal fuoco e versare in un recipiente dotato di coperchio. Far raffreddare a temperatura ambiente e poi trasferire in frigo per almeno 4 ore.
Versare lo yogurt nella miscela fredda e, con il frullatore ad immersione, amalgamare i due composti.
Versare nella gelatiera e far lavorare per 20 minuti o il tempo necessario per ottenere la giusta consistenza.
Nel frattempo tostare in una padella antiaderente il cocco rapè (cocco disidratato a scaglie) fino a farlo dorare.
Servire il gelato con una generosa spolverata di cocco tostato.


Come ogni gelato o sorbetto fatto in casa, è consigliato gustarlo immediatamente dopo la preparazione, in quanto risulta perfettamente cremoso come quello artigianale delle gelaterie professionali.
Ma se dovesse avanzare, trasferirlo in stampini da ghiaccioli e far solidificare in freezer. In questo modo otterrete dei golosi gelati su stecco ottimi per soddisfare la voglia improvvisa di dolce!


Per rendere il gelato ancora più gustoso e profumato, prima di servire mescolare 2 cucchiai di cocco tostato anche alla miscela.

giovedì 16 aprile 2015

Focaccia barese

Sono testarda! E' un lato del mio carattere che con il tempo non sono mai riuscita a mitigare (anzi, se possibile, peggiora con l'avanzare dell'età!).
Potete solo immaginare quando mi viene in mente qualcosa e tale cosa non mi riesce! 
Tuoni e fulmini, impazzisco! 
Studio notte e giorno il modo per raggiungere quell'obiettivo immaginariamente prefissato, non ci sono per niente e per nessuno (...e, come dice mio marito, sono intrattabile!).
Con il nuovo forno è successa la stessa cosa. Dopo aver avuto la mia prima delusione ed essere stata costretta a buttare degli impasti (con una rabbia che non vi sto a descrivere!) non mi sono data per vinta ed ho rischiato nuovamente. 
(Vi basti pensare che alle 11 di sera ero ad infornare un castagnaccio per testare le funzioni più idonee di cottura!) 


Da tempo avevo voglia di provare questa focaccia, conosciuta ed assaggiata durante l'ultimo corso di Sara Papa, ma non avevo mai avuto l'occasione di cimentarmi. Adesso, con la scusa di dover testare il forno, ho acquistato tutto il necessario e mi sono buttata (a rischio e pericolo mio e della cena!).
La mia tenacia ha premiato e, anche se il risultato non è ancora perfetto, posso dire che io ed il mio nuovo "compagno di avventure culinarie" stiamo iniziando a fare amicizia...si prevede un lungo e bellissimo viaggio insieme!

Ingredienti per 2 teglie da ø 24cm:

250 g di semola rimacinata di grano duro
250 g di farina di tipo 1 macinata a pietra
100 g di lievito madre attivo*
350 g di acqua a t.a.
150 g di patata lessa 
1 cucchiaino di miele millefiori
1 cucchiaino di sale fino marino

Pomodorini q.b.
Olive denocciolate** q.b.
Origano secco q.b.
Olio e.v.o. q.b.

*Rinfrescato e al raddoppio.
**La ricetta originale prevede quelle baresi ma io ho usato quelle di Gaeta.

Ho effettuato l'impasto nella planetaria con il gancio ad uncino. Si otterranno ottimi risultati anche lavorando a mano.

Miscelare le farine con il sale. Unire il lievito madre, la patata schiacciata ed il miele. Iniziare ad impastare a bassa velocità unendo a filo l'acqua.


Appena l'impasto risulta omogeneo, rovesciare sul piano di lavoro leggermente infarinato e fare una serie di pieghe a libro. Dividere l'impasto in 2 parti uguali e formare 2 palle.
Adagiarle nelle teglie ben unte d'olio e coprire con pellicola trasparente o un canovaccio umido.


Far lievitare al caldo (max 25°C) fino al raddoppio (io ho impiegato circa 4 ore).
Preriscaldare il forno a 220°C.
Ungersi le mani e ribaltare nella teglia l'impasto lievitato. Stenderlo con la pressione dei polpastrelli su tutta la superficie.
Completare con i pomodorini tagliati a metà, le olive, l'origano, un giro d'olio e un pizzico di sale.


Io ho lasciato l'altra neutra, spolverando la superficie solo con un po' di origano, olio e sale.
Infornare subito a 220°C in forno statico e cuocere per 30 minuti.
Sfornare e far raffreddare.

Una volta fredda è pronta per essere tagliata e spicchi e servita! 
Io l'ho provata sia da sola che con un velo di stracchino fresco e, in entrambi i casi, è stato amore al primo morso!


L'interno morbido e leggermente umido, grazie alla presenza della patata nell'impasto, vi permetterà di conservarla a lungo anche a temperatura ambiente senza incorrere nel rischio di seccarsi. 
Scaldatela prima di servire e sarà come assaporare un prodotto appena sfornato!


La focaccia tagliata e farcita con affettati è un ottimo pranzo take away o un'idea per i primi picnic di stagione!


La focaccia vuota si può congelare già tagliata a metà in sacchetti da alimenti e scongelata al momento del bisogno!

Con questa ricetta partecipo a Panissimo di Aprile