martedì 31 marzo 2015

Insalata di spinaci e fragole...benvenuta Primavera!

Il mio fine settimana di relax fatto di casa-coccole-cucina-fotografie non è andato come preventivato.
Le belle giornate di sole hanno regalato più di un'occasione per uscire dalle quattro mura domestiche. Ne abbiamo approfittato per fare il giro del parentato per gli auguri di Pasqua, consegnare colombe e uova di cioccolato, in modo da lasciarsi i giorni di festa quanto più liberi possibili da rimpatriate convenzionali. Quest'anno se tutto va bene il detto "Natale con i tuoi, Pasqua con chi vuoi" sarà applicato a pieno diritto in casa mia (anche se l'esperienza insegna che è inutile fare programmi a lungo termine...).
La sera siamo usciti fino a tardi con amici ed il cambio dell'orario mi ha messo definitivamente KO.
La domenica, poi, avevo dimenticato delle partite di basket del marito e, invece di rilassarmi sola soletta in casa, ho deciso di farmi compagnia con la mia fidata bicicletta. Nell'occasione ho inaugurato la bella stagione con un tour di 2 ore, nel quale ho potuto scaricare i nervi tesi e i pensieri.
In fin dei conti non è stato male come weekend anche se non propriamente come lo avevo immaginato, diciamo che il sole ha contribuito a farmi tornare le energie ed il buonumore ed ho voluto festeggiare anche a tavola con i suoi primi prodotti di stagione!


Gli spinaci sono una verdura dalle molteplici proprietà. Innanzitutto è composta per la maggior parte d'acqua, che favorisce la regolare diuresi, e contiene pochissimi grassi e zuccheri, qualità che la rende idonea anche a chi soffre di diabete. Sono ricchi di fibre che aiutano a combattere le stitichezza.
Sono fonte di sali minerali (potassio. calcio, fosforo) e vitamine del gruppo A e C in difesa del sistema immunitario e della vista. Contengono acido folico e sono indicati in casi di anemia grazie alla presenza del ferro, un trucco per assimilarne quanto più possibile è condirli con succo di limone.
Solitamente si consumano previa breve cottura anche se quelli novelli sono ottimi crudi in insalata.



Ingredienti x 2 porzioni:

300 g di spinaci freschi
300 g di fragole mature italiane
20 g di Parmigiano Reggiano 24 mesi
1 cucchiaino di olio e.v.o.
Glassa di aceto balsamico q.b.



Pulire gli spinaci tagliando alla base delle foglie la radice. Lavarle accuratamente sotto l'acqua corrente, strizzarle e farle appassire per pochi minuti in una padella antiaderente leggermente unta d'olio.
Nel frattempo lavare e asciugare le fragole. Tagliare il picciolo e ridurre il frutto in fette sottili.
Adagiare sulla base di ogni piatto un mucchietto di spinaci cotti, aggiungere le lamelle di fragola e completare con scaglie di parmigiano.
Prima di portare in tavola condire il piatto con glassa all'aceto balsamico.


Per chi non amasse la glassa all'aceto balsamico, potrà sostituirla con un'emulsione di olio, succo di limone e aceto di mele.
Un'insalata dal gusto delicato e piacevole che mi ha conquistata all'istante!


Sapete che con le prime fragole di stagione esprimo sempre un desiderio? Spero che quest'anno si avveri!

Con questa ricetta partecipo al contest:

lunedì 30 marzo 2015

Corso Sara Papa : pane e pizza con lievito madre - II parte

Come promesso ecco la seconda parte, nonché seconda ed ultima giornata, del corso tenuto dalla maestra Sara Papa presso l'Agriturismo Fattoria di Camporomano.


Se il sabato è stato tutto dedicato al lievito madre e al pane, la domenica la parola d'ordine è stata PIZZA!
Siamo partiti dalla base, con e senza preimpasto, con validi trucchi di lavorazione e cottura. 


Mentre la nostra insegnante predisponeva tutti gli impasti e gli ingredienti per procedere alla lezione, sua mamma Caterina ci ha messi al lavoro! Insieme a lei abbiamo impastato, formato e cotto i tipici biscotti pasquali del suo paese di origine. 
E' stato molto emozionante vederla all'opera!


Poi la nostra attenzione si è concentrata nuovamente su Sara che ci ha insegnato l'impasto della vera pizza, quella alta, soffice e gustosa. 
E' importante sapere che la base si cuoce prima di essere farcita, per poi venire ripassata in forno con pomodoro, mozzarella e tutto quello che la fantasia, la stagione e l'occasione suggeriscono.


Qui la nostra maestra si è sbizzarrita alla grande, proponendo golosi ed insoliti abbinamenti come rape, cavolo nero e aringa, melanzane alla parmigiana, stracchino e zucchine marinate o pere e gorgonzola.


Non è mancata nemmeno una versione dolce alle mele e cannella e la famosa focaccia barese che ha portato tutto il sole della Puglia davanti ai nostri increduli occhi.


La tavola ha iniziato a poco a poco a riempirsi di colori, profumi e sapori variopinti da far impazzire le papille gustative e non solo. Tutti i 5 sensi si sono magicamente svegliati dinanzi a queste incantevoli creazioni.
Con due grandi donne come queste non potevamo aspettarci niente di meno e tutti i corsisti sono rimasti soddisfatti e appagati!


Non posso che ringraziare tutte le persone che hanno reso possibile quest'esperienza, sperando di poter presto godere di altri indimenticabili momenti di condivisione, apprendimento e crescita personale.

domenica 29 marzo 2015

Corso Sara Papa : pane e pizza con lievito madre - I parte

E' passata appena una settimana eppure le emozioni e l'adrenalina sono ancora in circolo dentro di me. 
Ogni volta mi sorprendo di come la cucina possa unire e rendere persone di età diverse e stili di vita contrastanti, in un gruppo affiatato e armonioso.


Sabato e domenica scorsa si è tenuto un entusiasmante corso sul lievito madre con la maestra Sara Papa nella bellissima cornice dell'Agriturismo Fattoria di Camporomano.


Il primo giorno sono state spiegate le basi della panificazione con lievito madre. 
Innanzitutto ogni partecipante ha avuto la possibilità di creare il proprio lievito partendo da una base di acqua e farina. Poi sono state impostate dettagliatamente tutte le basi per mantenerlo in condizioni ottimali. 
A seguire non poteva mancare una piccola introduzione sulla scelta delle giuste farine ma anche alcuni consigli per cercare di seguire una dieta (intesa come educazione alimentare) sana e coscienziosa. 
  Poi, entrati in cucina, la fantasia della nostra maestra non ha avuto più nessun limite.


Pani integrali, panini alla frutta secca, pagnotte di semola e molto altro, nelle forme più disparate possibili. 
Il forno ha lavorato a pieno regime ed i nostri polmoni (prima) e il pancino (poi) hanno potuto gioire di questi inebrianti profumi e sapori.


Tutti sono stati messi al lavoro per prendere confidenza con consistenze, forme e impasti diversi e poter replicare a casa senza incertezze (cosa che non sempre nei corsi che ho seguito è possibile fare, quindi punto a favore di Sara Papa!).

Anch'io nel mio piccolo, nonostante metta spesso le mani in pasta e ormai utilizzi senza problemi il lievito madre, ho potuto imparare alcuni trucchetti per migliorare ulteriormente i miei lievitati.
Come ad esempio l'autolisi di acqua e farina prima di far incordare l'impasto o la scelta delle farine a seconda del prodotto che si vuole ottenere, le giuste percentuali di sale ed idratazione o la temperatura del forno per le varie pezzature.


L'entusiasmo non si è mai spento né da parte della nostra insegnante né, tantomeno, da quella dei corsisti che, nonostante la lunga giornata in piedi, non hanno mai perso il sorriso, la voglia di scherzare e soprattutto di condividere questa bellissima passione.


A completare degnamente il tutto, abbiamo avuto l'onore ed il piacere di avere come ospite d'onore Caterina, la mamma di Sara Papa, che con la sua spontaneità e simpatia ha reso quest'esperienza ancora più magica!


Agli addetti ai lavori ha cucinato un delizioso risotto con il finocchietto selvatico ed i suoi biscotti, ma di questo ve ne parlerò domani..rimanete nei paraggi, se ne vedranno delle belle!

venerdì 27 marzo 2015

Zuppa di farro alla toscana di fine inverno e conclusione contest

Finalmente è venerdì e il MIO weekend di relax si sta avvicinando..ancora non ci credo!
Sono riuscita anche a fare la spesa così non avrò nessuna scusa per obbligarmi ad uscire dalle mie calde e rassicuranti quattro mura!
Ma oggi il frigo vuoto mi ha messa a dura prova..fortunatamente non mi sono scoraggiata e, con quel poco che ho trovato in freezer e in dispensa, ho risolto con una calda zuppa che con questo inizio primavera così triste, freddo e piovoso, ci stava a pennello!
La fortuna è stata di ritrovare un pacchetto di farro arrivato direttamente dalla Garfagnana (dono gradito dei miei genitori) che ha saputo ispirarmi a dovere!


Sulla confezione artigianale c'è riportata questa scritta:
"I cereali sono la base di una sana alimentazione, in particolare se integrali.
Il farro è un grano duro i cui chicchi vengono consumati interi, perciò conserva tutti i preziosi nutrimenti di cui sono ricchi il suo germe, la crusca e la sua farina.
Mangiare farro è una gradevole tradizione ricca di salute."
Come dargli torto! Il farro è più proteico rispetto agli altri cereali, ricco di vitamine, sali minerali e povero di grassi. Consigliato nelle diete dimagranti per il suo potere saziante e l'apporto di fibre che favoriscono il transito intestinale.
Risulta addirittura più digeribile rispetto al grano duro e a quello tenero..insomma, come si può dimenticare un prodotto così prezioso in dispensa???

Ingredienti:
(Dosi x 1 piatto unico o 2 primi piatti)

75 g di farro della Garfagnana I.G.P.
1 cesto di cavolo nero già cotto*
100 g di petto di pollo
1 scalogno
1 cucchiaino di olio e.v.o.
1 pizzico di sale grosso
Peperoncino secco q.b.
1/2 cucchiaino di semi di finocchio

*Io avevo quello dell'orto, preparato quest'inverno e conservato nel congelatore.


Versare l'olio e poca acqua in una capiente pentola e far soffriggere lo scalogno sbucciato e tagliato a velo. Unire il farro e tostarlo per pochi istanti. Aggiungere, quindi, il cavolo sminuzzato, il peperoncino, il pollo tagliato a dadini piccoli e i semi di finocchio. Coprire d'acqua e salare. 
Mescolare bene, mettere il coperchio e cuocere per 30 minuti, mescolando di tanto in tanto e aggiungendo acqua se necessario.
A fine cottura far riposare in pentola per almeno 10 minuti.
Servire ben calda a piacere con un filo d'olio a crudo.


Servita come piatto unico, rappresenta un piatto equilibrato e completo che sazia a dovere senza appesantire.


Pochi grassi e proteine nobili che nutrono con piacere senza compromettere la "remise en forme" in vista della bella stagione (sempre che si decida ad arrivare!).

Questa ricetta sembra fatta apposta per annunciare ufficialmente la chiusura del contest "La mia Toscana"

Sono stati due mesi bellissimi, dove mi avete fatto scoprire ricette stupende, mi avete emozionata con i vostri ricordi e racconti e siete riusciti a trasmettermi un affetto incredibile.
Sono felice delle 64 ricette ricevute, una migliore dell'altra che metteranno sicuramente in difficoltà la giuria per selezionare le 10 finaliste.
La commissione si riunisce fin da oggi per raggiungere presto un verdetto, io nel frattempo non posso far altro che ringraziarvi con tutto il mio cuore per aver partecipato con così tanto entusiasmo! 
Sulla mia pagina FB troverete la galleria con tutte le foto delle ricette pervenute, venite a curiosare!

giovedì 26 marzo 2015

Finger food di coste di bietola e speck

Questa settimana mi sembra di correre, anzi, rincorrere il tempo e pare che le canoniche 24 ore non siano sufficiente a portare a termine i miei impegni. Riesco a malapena a dedicare qualche ora al sonno notturno e a trovare pochissimi ritagli per le cose che veramente amo fare. Mi sono imposta un weekend di solo relax, non voglio uscire, né far entrare nessuno nel mio nido d'amore..voglio solo cucinare, fotografare e ricevere tante tante coccole! Spero in questo modo di riuscire a riacquisire tutte le energie consumate nell'ultimo periodo per affrontare il prossimo mese al top della forma.



Con questa premessa non posso che offrirvi un'idea speedy, facile e pronta in poche mosse per appagare il palato e venire incontro alle esigenze di noi donne super indaffarate!
Della bietola vi ho già parlato in questa ricetta dalla quale mi erano avanzate le coste che aspettavano solo di diventare un goloso finger food!

Ingredienti x 10 involtini:

20 coste di bietola
100 g di speck
1 cucchiaino di aceto di mele

Pulire le coste dai filamenti esterni e lavare accuratamente.
Portare ad ebollizione una pentola d'acqua con l'aceto e sbollentare le bietole per 8 minuti.
Scolarle e fermare la cottura sotto il getto di acqua fredda.
Accoppiare a due a due le coste, scegliendole della stessa lunghezza, e avvolgerle con una fetta di speck. Adagiare ogni involtino su una teglia rivestita di carta da forno.
Cuocere in forno caldo a 180°C per circa 15-20 minuti. Sfornare e far raffreddare, quindi servite.



Un'idea per un aperitivo, un antipasto o un buffet.


Le coste con il loro sapore forte e terroso, si sposano alla perfezione con il gusto salino e speziato dello speck, creando un finger food da leccarsi le dita!
Un modo divertente per far mangiare questa verdura anche ai bambini.

mercoledì 25 marzo 2015

Pasimata viareggina, il nostro pane della Quaresima

Oggi è festa del Santo Patrono a Viareggio e, come ogni anno, la piccola fiera di quartiere tiene impegnati bambini, adulti e anziani. I primi si diletteranno alla "fiera del ciottorino" dipingendo su oggetti in terracotta quello che la loro fantasia gli suggerirà, i grandi nel frattempo si godranno i banchetti gastronomici locali mentre i più agée racconteranno di quanto sia cambiata la città negli anni e rimembreranno i tempi che furono.
Io, visto i vari impegni e il maltempo, non parteciperò attivamente ma ho deciso di rendere comunque omaggio alla mia città con il suo pane per eccellenza, poco conosciuto per chi non è del luogo, e presente su ogni tavola da oggi fino a Pasqua.



La "pasimata viareggina", che non è da confondersi con la più famosa "pasimata garfagnina" (dolce ricco tipico della Quaresima), è un pane che si prepara in occasione della Santissima Annunziata.
Lo stesso pane si presenta a tavola nel giorno della Pasqua benedetto durante la santa messa domenicale insieme alle uova sode.
E' un pane di buon auspicio di colore giallo paglierino ma dall'indole povera e contadina. Nella provincia di Lucca si usa farlo bianco, senza l'aggiunta dello zafferano, ma io ho preferito seguire la ricetta della mia nonna. 
Lei faceva dei grossi impasti che poi divideva in panini e cuoceva nell'enorme forno a legna, ormai in disuso da anni. Ricordo ancora quel profumo inebriante ed oggi è stato bellissimo sentirlo invadere tutta la mia casa.
Io ho preferito fare un grosso pane, impreziosito dalla forma a treccia, in modo da conservarlo più a lungo e garantirne l'adeguata morbidezza fino al giorno di Pasqua.

Ingredienti x 1 pane da 900g o 9 panini da 100g:

500 g di farina di tipo 1 macinata a pietra
350 g di acqua naturale a t.a.
120 g di lievito madre attivo*
8 g di olio e.v.o.
7 g di semi di anice
6 g di sale fino marino
1 bustina di zafferano

*Rinfrescato e al raddoppio.

Ho effettuato l'impasto nella planetaria. Si otterranno ottimi risultati anche impastando a mano.

In una capiente ciotola mescolare con una forchetta la farina con 300 g di acqua fino ad ottenere un composto asciutto e grumoso. Far riposare per 30 minuti.
(Questa fase si chiama AUTOLISI e serve a stimolare la rete glutinica rendendo il prodotto finale dal sapore più piacevole e dalla crosta colorata).
Mettere in ammollo i semi nella restante acqua.
Versare nella ciotola della planetaria l'autolisi, il lievito, i semi con la loro acqua e lo zafferano.
Iniziare ad impastare e appena inizia ad incordarsi unire il sale. Lavorare fino ad ottenere un impasto liscio ed omogeneo, quindi incorporare poco per volta l'olio.
Rovesciare l'impasto sul piano di lavoro e con le mani unte d'olio praticare una serie di pieghe a libro. Formare una palla e adagiarla in una capiente ciotola unta d'olio.
Coprire con pellicola trasparente e far lievitare in luogo caldo fino al raddoppio (io l'ho messa nel forno spento con la luce accesa ed ho impiegato circa 4 ore e 15).
Spolverare il piano di lavoro di farina e rovesciarci l'impasto lievitato. Dividere in 5 parti uguali.


Con molta delicatezza formare 5 filoncini e intrecciare formando una treccia a 5 capi.



Trasferire la treccia su una teglia rivestita di carta da forno e far riposare per circa 20-30 minuti.


A piacere spennellare la superficie di olio per rendere il prodotto finito più lucido ed esteticamente piacevole.


Preriscaldare il forno a 220°C ponendo sul fondo una ciotola colma d'acqua. Infornare la teglia e cuocere per 20 minuti. Poi abbassare la temperatura a 200°C e proseguire per altri 20 minuti. Infine portare la temperatura del forno a 180°C e completare la cottura per altri 20 minuti.
Sfornare e far completamente raffreddare su una gratella. 
Una volta freddo è pronto per essere tagliato a fette.



Le fette tagliate si conservano in frigorifero per 15 giorni o in freezer per 3 mesi. Basterà riportarle a temperatura ambiente prima di gustarle.
Se si desidera conservare il pane a temperatura ambiente, è consigliabile lasciarlo intero in un sacchetto di carta in un luogo asciutto e buio.

Ammetto che quest'anno ho avuto molto meno problemi a fare le colombe che questo pane! Non esiste una ricetta ufficiale ed ho dovuto informarmi da fonti sicure per ottenere il prodotto quanto più fedele alla tradizione possibile. Il primo tentativo è finito nel cestino e grazie ai racconti della mia nonna e alla mia testardaggine, sono riuscita nell'intento!

Con questa ricetta partecipo al contest:
alla raccolta di Panissimo di Marzo


martedì 24 marzo 2015

Frittata al forno con albumi e bietole

Ogni volta che mi cimento in un grande lievitato mi ritrovo inesorabilmente con svariati albumi in esubero. Siccome sono in fase di rimessa in forma per la prova costume, ho deciso di evitare di impiegarli nei dolci, come sarebbe più consono, e mi sono inventata modi alternativi per utilizzarli in ricette sane e leggere. 
Oggi ve ne propongo una che mi ha davvero soddisfatta!
Per rendere tutto ancora più completo dal punto di vista nutrizionale, li ho abbinati alla bietola, una verdura della famiglia delle barbabietole che fa la sua comparsa nell'orto a fine inverno-inizio primavera.
Cresce spontanea nelle regioni del Mediterraneo ed ha proprietà antianemiche, rinfrescanti e diuretiche. Consigliata nelle diete ipocaloriche per il suo basso contenuto di calorie e l'apporto di fibre. Risulta, inoltre, una verdura molto digeribile, ricca di sali minerali (quali magnesio, potassio, ferro e calcio) e vitamine (sopratutto del gruppo K, A, C).
Si consuma prevalentemente cotta ma le foglie più tenere e giovani sono ottime anche gustate crude in insalata. Per non perdere le sue preziose sostanze nutritive, prediligere sempre cotture veloci e poco invasive.



Dosi x 1 teglia da ø 26 cm:

4 albumi da uova grandi cat.A
Foglie di bietola già cotte*
1 pizzico di sale fino marino

*Pulire un cesto di bietola separando le foglie dalle coste (tenerle da parte per altre preparazioni). Lavare tutto e cuocere le foglia in pochissima acqua per 10 minuti. Scolare e strizzare. 
I piccoli germogli interni si possono lasciare interi e mangiare in insalata a crudo. O utilizzare per decorare questa frittata.

Montare gli albumi a neve con il sale. Mescolare con le bietole tritate e versare nella tortiera precedentemente rivestita di carta da forno bagnata e strizzata (in alternativa ungerla bene con olio). Decorare con i germogli e infornare.
Cuocere in forno caldo a 180°C per 45 minuti.
Sfornare e far raffreddare.
Eliminare la carta da forno e servire con verdure fresche e un filo di aceto balsamico.



Una consistenza leggera, quasi impalpabile che vi farà ripartire a cuor leggero!
Per regalare più sapore ad ogni boccone, aromatizzate l'impasto con spezie ed erbe aromatiche.

Con questa ricetta partecipo al contest:

lunedì 23 marzo 2015

Colomba al cioccolato con lievito madre

Inizio questa settimana con il "botto". Ho trascorso un weekend in cucina al fianco di persone eccezionali e una maestra fantastica, quindi non posso che essere al settimo cielo e ancora con l'adrenalina in circolo! Presto vi renderò partecipi di questa splendida esperienza ma oggi voglio lasciar parlare questa ricetta che si merita di stare al centro dell'attenzione senza altre distrazioni! 


Quest'anno stavo quasi per rinunciare a fare la colomba di Pasqua per vari motivi, tra i quali: la mancanza di tempo per star dietro a tutte le ore di lievitazione e il fatto di non essere riuscita a produrmi i candidi per il classico ripieno. 
Poi mio marito mi ha implorato di fargliela al cioccolato ed io non ho saputo esistere ai suoi occhi-da-gatto-con-gli-stivali ed ho ceduto.
Ne ho fatto una doppia dose così, in 2 giorni di lavoro, mi sono tolta il pensiero anche del dolce da portare ai suoceri per le feste!


Sono riuscita miracolosamente a gestire i tempi ed il risultato è stato stupefacente..tanto che quella destinata al consorte è già stata spazzolata!!!
Peccato che nell'impeto del momento abbia commesso un piccolo errore che ne ha compromesso un po' l'estetica ma forse, se non vi svelo l'arcano, non se ne accorgerà
nessuno...


Ingredienti x 2 colombe da 750 g:

1°impasto
375 g di farina di tipo 1 macinata a pietra
150 g di lievito madre attivo*
140 g di acqua naturale a t.a.
105 g di burro ammorbidito a t.a.
95 g di zucchero semolato
75 g di tuorli (4 da uova grandi cat.A)


2°impasto
1°impasto lievitato 12-15 ore
190 g di farina di tipo 1 macinata a pietra
95 g di zucchero semolato
90 g di burro sciolto e raffreddato 
75 g di tuorli (4 da uova grandi cat.A)
40 g di acqua naturale a t.a.
8 g di miele millefiori
6 g di sale fino marino
250 g di gocce di cioccolato fondente**
1 bacca di vaniglia


Glassa al cioccolato
230 g di cioccolato fondente almeno al 50%
100 g di panna liquida fresca
30 g di burro

Finitura
Granella di zucchero q.b.

*Rinfrescato 3-4 volte a distanza di 3 ore. 
**Da tenere in freezer fino al momento di utilizzarle. Questo eviterà che entrando in contatto con l'impasto caldo si sciolgano o perdano la forma.


Ho effettuato l'impasto con la planetaria munita di gancio ad uncino. Mantenere velocità basse (kenwood. 1-2) quando si inseriscono gli ingredienti e medio-alte (kenwood. 4-5) per amalgamarli. 
Fare il fermo macchina ogni 15-20 minuti di lavorazione per non surriscaldare l'impasto e comprometterne il risultato.

Sciogliere il lievito madre nell'acqua. Poi unire lo zucchero e metà dei tuorli. Impastare per 5 minuti. Poi versare tutta la farina e lavorare fino ad ottenere un impasto asciutto (foto.1).
A questo punto versare i tuorli rimanenti e lavorare fino a farli completamente assorbire dall'impasto, ottenendo nuovamente un impasto asciutto e ben amalgamato (foto.2).
Unire un dadino di burro alla volta aggiungendo il successivo solo quando il precedente è stato perfettamente assorbito dall'impasto. Procedere in questo modo fino a terminare il panetto (foto.3).
Ungere leggermente il piano di lavoro e rovesciarci l'impasto. Praticare una serie di pieghe, pirlare a palla e adagiarla in una capiente ciotola leggermente unta di burro.
Sigillare con pellicola trasparente (foto.4).


Far lievitare in luogo caldo (almeno a 25-26°C) fino a far triplicare il proprio volume (io l'ho messo nel forno spento con la luce accesa per 15 ore).

Versare il 1°impasto lievitato nella planetaria e lavorare con il miele sciolto nell'acqua, lo zucchero e metà dei tuorli.
Dopo 5 minuti unire la farina e appena il composto risulta asciutto e ben amalgamato (foto.1), versare i tuorli rimasti.
Lavorare ancora quel tanto che basta per ottenere nuovamente un impasto asciutto ed omogeneo.
Unire il sale, i semi ricavati dalla vaniglia e il burro a filo, poco per volta per non slegare l'impasto. Appena quest'ultimo torna ad essere asciutto (foto.2), incorporare le gocce di cioccolato fredde di freezer (foto.3) e lavorare ancora per 5 minuti (foto.4).


Rovesciare l'impasto sul piano di lavoro e praticare una serie di pieghe, poi pirlare a palla e adagiare nella ciotola.
Coprire con un panno e far riposare a temperatura ambiente per 45 minuti.
Dividere l'impasto in due parti uguali. Formare le colombe calcolando 2/3 di impasto per il corpo e 1/3 per le ali. Adagiare i pezzi negli stampi.


Far lievitare in un luogo caldo (almeno 25-26°C) e lontano da correnti d'aria (io nel forno spento con la luce accesa e una pellicola trasparente per alimenti sopra le colombe per non farle seccare) fino a raggiungere l'altezza dello stampo con il corpo centrale. 


Cuocere in forno preriscaldato a 180°C per 50 minuti (per essere certi che siano perfettamente cotte anche all'interno, fare la prova stecchino che dovrà risultare asciutto).
Sfornare e infilzare le ali con lunghi aghi, quindi far completamente raffreddare capovolte per una notte.
Una volta fredde, capovolgere e togliere gli aghi.


A questo punto le colombe sono pronte per essere glassate. 
Sciogliere a bagnomaria il cioccolato insieme alla panna. Appena tutto risulta fluido, togliere dal fuoco e incorporare con una frusta a mano il burro freddo. Mescolare energicamente fino ad ottenere una glassa liscia e lucida.
Versare in un sac à poche dotato di bocchetta piatta e trasferire in frigo per 20-30 minuti.
Glassare in modo omogeneo le colombe, aiutandosi se necessario con una spatola.
Completare la decorazione con la granella di zucchero e far raffreddare a temperatura ambiente per almeno 2 ore.


Conservare in sacchetti di plastica idonei precedentemente vaporizzati con alcool puro e chiusi. Consumare dopo 2 giorni di riposo.
Tenute nei loro sacchetti, si conservano fino ad un mese facendo attenzione a riporle in un luogo asciutto e buio.


Mio marito non ha resistito e già la sera stessa l'ha assaggiata..tanto gli è piaciuta che a momenti ha rischiato di non farla arrivare al giorno successivo! 
Meno male che la seconda colomba destinata ai suoceri l'avevo precauzionalmente riposta al sicuro!!!
L'interno morbido e scioglievole vi conquisterà all'istante ed il gusto di cioccolato completerà degnamente il viaggio sensoriale.

Con questa ricetta partecipo al contest:

Questa ricetta fa parte della raccolta Panissimo di Marzo

venerdì 20 marzo 2015

Focaccine istantanee allo yogurt (vegan recipe)

Non sono mai stata una ragazza ossessionata dalla moda. E per moda non intendo solo quello che concerne l'abbigliamento bensì un significato più complesso che spazia dal semplice taglio di capelli al modo di vivere, di pensare e di agire.
Ho sempre avuto un gusto personale che nessuna moda è mai riuscita a scalfire...una sorta di pecora nera trasferita in città! 
Poi ho aperto il mio blog e tutto è cambiato, o almeno in parte. 
Ad esempio, se inizia a circolare una ricetta e la vedo, l'assaporo virtualmente da blog a blog è molto probabile che, da lì a poco, non resista alla tentazione di provarla anch'io! Così è capitato con questo impasto, visto sottoforma di pizzette così golose e belle da togliere il fiato e far aumentare la salivazione. 
Non ho potuto fare a meno di portarlo nella mia cucina, anche se l'ho reso vegano e ne ho fatto delle focaccine..il mio personale tocco non poteva proprio mancare o non sarei io!


Dosi x 10-12 focaccine:

125 g di farina di tipo 1 macinata a pietra + quella x il piano di lavoro
125 g di yogurt di soia bianco
5 g di baking powder* 
1 cucchiaino d'olio e.v.o.
1 pizzico di sale fino marino

*Sostituibile con lievito istantaneo per torte salate o quello per dolci non vanigliato.

Setacciare la farina con il lievito e mescolare con lo yogurt e l'olio. Appena l'impasto inizia a formarsi unire il sale. Impastare energicamente aiutandosi all'occorrenza con una spolverata di farina, fino ad ottenere un impasto liscio ed omogeneo.
Stendere in uno spessore di circa 5 mm e tagliare con un coppapasta rotondo (il mio da ø 8 cm).
Posizionare le focaccine su una teglia rivestita di carta da forno e ungerle leggermente in superficie.
Cuocere in forno caldo a 200°C per 15 minuti. Avendo l'accortezza di girarle gli ultimi 5 minuti.
Sfornare e servire calde.
A piacere si può aromatizzare la superficie con sale grosso, origano, rosmarino o spezie. Io le ho lasciate neutre per poterle utilizzare anche in versione dolce.


Quelle che avanzano si conservano bene a temperatura ambiente per 2 giorni. Per mantenere inalterata la loro fragranza, conviene congelarle e passarle nel forno caldo al momento del bisogno.  




Un'idea per un antipasto dell'ultimo minuto o semplicemente quando si resta senza pane e si ha voglia di qualcosa di sfizioso e veloce da preparare.


Lo yogurt dona all'impasto una morbidezza irresistibile ed un delicato retrogusto acido che ben si sposa con verdure e salse.
Con questa base potrete confezionare delle golosissime pizzette.

Con questa ricetta partecipo a Panissimo di Marzo


ed ho vinto il contest: